Wikipedia: IIa parte - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 7 luglio 2004

Wikipedia

IIa parte

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Se ho capito bene, si può: scrivere, modificare e discutere con gli altri dei contenuti?
Il concetto infatti è la condivisione dei contenuti, da raggiungere con discussione; da far crescere con materiale originale o di dominio pubblico nel rispetto del diritto d’autore e con traduzioni di testi rilasciati con licenza GNU GPL. Gli articoli di respiro enciclopedico, senza limiti d’ampiezza, possono anche essere brevi oppure essere degli stubs, cioè brevi indicazioni orientative in attesa di sviluppo. L’obiettivo è raccogliere una pluralità di voci per rimandare un punto di vista neutrale e corretto; custodire tutte le diversità di opinione, di cultura e professionali. Questo è il suo punto di forza.
Non c’è un curatore vero e proprio per le diverse versioni di Wikipedia, ma piuttosto ci sono degli Admin che controllano i server e che non ci siano atti di vandalismo. Tuttavia il monitoraggio è anche questo allargato a tutta la comunità. Su Wikipedia c’è infatti la storia delle modifiche, il che permette sempre di recuperare la versione non vandalizzata o corretta di un articolo. Inoltre per ogni pagina c’è una discussione possibile che si può accendere per fare delle notazioni sugli articoli, oppure chiunque può editare direttamente là dove vede un errore o una lacuna.
Poi, più praticamente i contenuti indicati in rosso sono quelli in cui c’è ancora una lacuna da colmare, mentre quelli indicati in blu sono già redatti, ma modificabili e aggiornabili. Niente è completo in Wikipedia. È in continua evoluzione.
Cosa ti auguri per Wikipedia e quale appello fai ai navigatori?
Mi piacerebbe far diventare Wikipedia uno strumento per la didattica. Uno strumento libero e completo (quindi c’è ancora molto da fare) che si potesse utilizzare liberamente in tutta Italia a costo zero. La mia volontà è riuscire a portare persone con competenze specifiche, quindi autorevoli, a dedicarle del tempo.
E il tuo nickname, Ettorre...?
Nasce dall'Iliade. È l'antieroe, uno dei pochi eroi perdenti, anche se - secondo me - dal punto di vista umano è vincente. Veramente, di nick ne ho altri e li alterno a seconda dell'argomento. Per esempio Gattaccio nero lo uso per il tono ironico di alcuni racconti e minifiabe in romanesco...

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