Genova Film Festival, il giorno dopo - Magazine

Cinema Magazine Lunedì 5 luglio 2004

Genova Film Festival, il giorno dopo

Magazine - Sabato 3 luglio: al è arrivato il momento della verità. E i cineasti del domani - genovesi e non - erano tutti lì, nella sala del cinema America di via Colombo, ad attendere il verdetto, sognando di essere tra i vincitori della manifestazione.
E tra una premiazione e l’altra – dieci i riconoscimenti assegnati alle giovani promesse del cinema italiano – alcuni ospiti illustri, presentati da e Cristiano Palozzi, direttori artistici del Festival. Fabio De Luigi, che la Gialappa’s ha reso famoso grazie a personaggi come Patrick del Grande Fratello e l’Ingegner Cane, è entrato in sala tutto trafelato: avrebbe dovuto essere a Genova già nel pomeriggio, per presentare alla Fnac l’uscita in DVD del film - remake dell’americano Groundhog Day, con Bill Murray - che lo vede protagonista insieme ad Antonio Albanese. Ma un servizio fotografico con la nuova “compagna di fiction” Michelle Hunziker (“poverino…”, penseranno molti lettori!) gli ha impedito di giungere in tempo. Ci ha pensato Giulio Manfredonia, il regista del film, a presentare quello che è il suo primo lungometraggio in formato DVD (Columbia): «Un bel modo per godersi un film: gli “extra”, poi, permettono di scoprire cosa c’è dietro alla lavorazione». E qual è oggi la situazione del cinema italiano secondo Manfredonia? «C’è più voglia di parlare ad un pubblico differente. Le pellicole di casa nostra, infatti, interessano anche agli stranieri».

Poi intervengono quelli che sono stati i veri protagonisti di questo Genova Film Festival 2004: i registi sud africani, i cui film sono stati proiettati nel corso della retrospettiva Oltre i confini. A parlare per tutti è stato Kenneth Kaplan: «È stata una splendida settimana per tutti noi. Spero sarà possibile collaborare ancora con i registi italiani: oggi possiamo finalmente godere dei benefici della democrazia nel nostro paese e avere contatti con il resto del mondo».
Ma arriva il momento delle premiazioni: la critica sceglie, all’unanimità, Assicurazione sulla vita, di Tomaso Cariboni e Augusto Modiglioni. È stato Aldo Viganò a consegnare il premio, segnalando anche i protagonisti di Padre Pio express, vincitore - tra l’altro - del Concorso Nazionale, sezione Documentari.

Ed ecco i trionfatori genovesi: a vincere il premio Obiettivo Liguria è stato Appunti per un’odissea spezzina, di Stefano Lambrosa. Ma genovese è anche il vincitore del Concorso Nazionale, sezione Fiction: si tratta di Marco Cucurnia, con il suo Làlibi. Da anni residente a Roma, Marco è collaboratore e assistente di , che da sempre è il suo modello: «A 18 anni mi sono trasferito nella capitale per raggiungerlo ed imparare da lui», spiega il giovane regista, che con il suo primo cortometraggio, Alta Velocità, ha vinto il premio Nanni Loy nel 1998.
«Amo la commedia agrodolce e mi ispiro ai film che Monicelli girò negli anni ‘70», spiega Cucurnia, che oggi ha trionfato proprio nella città in cui è nato: «Amo Genova, ma ho imparato a conoscerla vivendo lontano».

Tra i progetti di Marco, un lungometraggio: «Si chiamerà Solo metro, e sarà una storia intrisa di cronaca romana: una giornata nella capitale, con intrecci e suspance». Tra i protagonisti, Pietro Sermonti.

Nella foto in alto, da sinistra, Giulio Manfredonia, Fabio De Luigi, Antonella Sica e Cristiano Palozzi
Nella foto in basso, a sinistra, Marco Cucurnia ritira il premio

Le foto sono di Raffaele Guzzi

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