Concerti Magazine Venerdì 2 luglio 2004

Più spazio al live

L’Associazione Ritmica è nata lo scorso febbraio per iniziativa di un gruppo di musicisti genovesi: Gianni Branca, Francesco Olivieri, Marco Cravero, Alessandro Nicoli e Matteo Vassallo. Ce ne parla uno dei fondatori, Alessandro Nicoli.

Com’è nata questa iniziativa?
«Andavo a lezione da Gianni Branca e conoscevo Matteo Vassallo: insieme abbiamo pensato di fare questa cosa coinvolgendo anche altri musicisti. Noi organizziamo attività di diverso tipo: prima di tutto, nella nostra sede di Sampierdarena, teniamo corsi di batteria, chitarra e basso. Poi organizziamo seminari per musicisti professionisti e concerti in collaborazione con alcuni locali».

Perché Associazione Ritmica?
«Perché è nata come scuola di sezione ritmica, anche se la nostra attività è più ampia».

Cosa vi prefiggete?
«Il nostro obiettivo è di divulgare la cultura musicale in tutti i suoi aspetti, ad ampio raggio. Vogliamo che sia avvicinabile da tutti, esperti e non. Per questo si è creata una sinergia tra di noi, uno spirito associativo compatto che spinge nella stessa direzione».

Quale?
«Dare spazio ai gruppi di qualità, alla musica dal vivo, ai musicisti professionisti, ma anche a quelli che suonano per hobby. A Genova ci sono realtà valide e con tanta voglia di esprimersi. Un esempio di questa vitalità è stato il , organizzato da Metrodora, un’associazione che collabora spesso con noi. Il problema è che non ci sono posti per esibirsi, per farsi conoscere senza scendere a compromessi. E non è solo una questione locale: in Italia il musicista non è visto come una figura professionale vera e propria, una figura da tutelare. C’è un problema di base che bisogna risolvere e il nostro intento è di riuscir a fare qualcosa di attivo».

In che modo?
«Attraverso iniziative di sensibilizzazione. I primi a dover prendere coscienza del problema, a capire il proprio valore, sono i musicisti stessi. In secondo luogo i gestori dei locali e poi i mezzi d’informazione. Insomma, vogliamo che se ne parli. Così abbiamo organizzato una conferenza lunedì 5 luglio, alle ore 21, nella nostra sede di via della Cella 30 rosso. Il titolo dell’iniziativa è significativo: Genova e musica… come sarà il futuro? Si tratta di un dibattito aperto a tutti, uno scambio d’opinioni, una ricerca di soluzioni».

Che musica preferite?
«A noi interessa l’ascolto e la divulgazione della musica. Da tutti i generi si può prendere qualcosa. Proponiamo un quadro completo, anche perché gli insegnanti provengono da esperienze diverse: Branca suona batteria e percussioni, ha collaborato con musicisti come Teresa De Sio ed Ennio Morricone e si interessa della musica in tutti i suoi aspetti. Olivieri è stato molto tempo in America e predilige la musica nera, il funky, il fusion. Lui suona il basso e ha collaborato, tra gli altri, con John Patitucci e Bamby Fossati. Infine c’è Cravero, alla chitarra, più orientato verso il rock. Tra le sue collaborazioni più importanti c’è quella con De Gregori e Lucio Dalla».

Suonano anche insieme?
«Si, hanno formato un trio Jazz, Rock, Fusion. Organizzano concerti e seminari anche fuori Genova».

E tu e Matteo?
«Io suono la batteria e insegno solfeggio. Lui suona il basso. Naturalmente non siamo ai livelli degli altri, che sono musicisti professionisti, ma… ci stiamo organizzando».

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