Cala il sipario sulle Giornate di cinema - Magazine

Cinema Magazine Venerdì 2 luglio 2004

Cala il sipario sulle Giornate di cinema

Magazine - Una giornata dedicata al cinema di qualità in Italia e in Europa chiude oggi, venerdì 2 luglio, a Genova la ventisettesima edizione delle , che si sono aperte lunedì 28 giugno con la partecipazione di circa 1.600 operatori tra esercenti, produttori, distributori, artisti e giornalisti.

«Sostenere il cinema europeo significa permettere al pubblico di vedere qualcosa di differente dalla antologia di effetti speciali che offre la maggior parte del cinema americano. Il caso dell’Italia è particolarmente significativo, perché qui le quote di mercato di film europei sono ancora ridicole». Così ha commentato la situazione Domenico Di noia, presidente della Fice, federazione dei cinema d’essai e di Media Salles, aprendo il convegno “Cinema europeo: cultura e mercato”, organizzato da Fice in collaborazione con la Cicae, confederazione europea dei cinema d’arte e con la Provincia di Genova. «Malgrado l’impegno delle istituzioni – ha aggiunto Dinoia - il cinema europeo circola ancora con troppa difficoltà negli stessi paesi della Comunità, in molti dei quali il cinema Usa domina fino al 90% del mercato». È pertanto indispensabile che la CE «incentivi maggiormente la produzione e la promozione del cinema». In particolare Dinoia ha ricordato che la Fice «si batte da anni perché siano concessi incentivi adeguati, e non obblighi, a quelle sale che danno spazio ai film europei, ma lo Stato finora non è andato oltre le dichiarazioni di buone intenzioni».

Dopo il saluto di Anna Maria Panarello, assessore alla cultura della Provincia di Genova, nella cui sede, Palazzo Doria Spinola, è stato ospitato il convegno, Elisabetta Brunella, segretario generale di Media Salles, ha sintetizzato i dati sul cinema in Europa, indicando in quasi un miliardo i biglietti venduti nell’ultimo anno nei 18 paesi dell’Europa occidentale contro i circa 100 milioni dei 14 paesi dell’Europa orientale.
«Ciò significa – ha commentato Brunella – che il mercato europeo, e soprattutto quello orientale, ha ancora un enorme potenziale di espansione che potrà essere sfruttato dal cinema dei paesi d’Europa se sapranno attirare l’attenzione del pubblico». Un forte sviluppo delle attività di coproduzione tra i paesi europei si è registrata negli ultimi due anni, come ha ricordato la produttrice Rosanna Seregni, che ha anche rilevato che in questo campo l’Italia è all’avanguardia per avere liberalizzato le regole.

Tra gli altri interventi, quelli di Primitivo Rodriguez-Gordillo, presidente dell’associazione spagnola degli esercenti cinema, che ha evidenziato la situazione negativa delle sale d’essai nel suo Paese, di Pierre Todeschini, presidente della Cicae, che ha tracciato il quadro europeo delle sale d’essai, di Lorenzo Ventavoli, esercente italiano d’essai e di Sandro Silvestri, vicepresidente dell’Api, l’associazione degli autori e produttori indipendenti che ha denunciato il gravissimo rischio che in queste ore corre il cinema a causa della minaccia di un taglio di 100 milioni di euro al Fondo unico dello spettacolo (Fus) contenuto nel decreto “tagliaspese” di imminente approvazione. Su questo argomento è intervenuto anche il presidente dell’, associazione esercenti cinema, Walter Vacchino, il quale ha fatto proprie le preoccupazioni già evidenziate dall’Agis a nome di tutto lo spettacolo italiano e ha chiesto al governo quale sia la politica culturale che persegue se mette a rischio gravissimo un settore strategico per il Paese, che produce ricchezza e occupazione.

Tracciando il consuntivo delle Giornate Professionali di Cinema, che si sono concluse con l’anteprima, presso il cinema Sivori, del film Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino, e che hanno avuto sede al Teatro Carlo Felice e a Palazzo Ducale, Vacchino si è molto rallegrato per la positiva attenzione riservata alla manifestazione dalla Città e dai media, in particolare verso gli artisti italiani presenti a Genova per promuovere i loro film di prossima uscita. Ha invece criticato la scelta di alcune distribuzioni di mettere a disposizione del pubblico italiano solo dopo l’estate importanti film in questo momento già sugli schermi europei.

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