Magazine Martedì 22 giugno 2004

Wole Soyinka al Festival di Poesia

Nato nel 1934 ad Abeokuta in Nigeria, Wole Soyinka è considerato uno dei più grandi drammaturghi africani. Mercoledì 23 giugno, alle 21.00, lo scrittore terrà un incontro nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale, in occasione del .

Nel corso della sua adolescenza quest'eclettico autore di opere teatrali, romanzi e saggi letterari, entra in contatto sia con la cultura europea che con le tradizioni locali. Cresciuto presso la missione anglicana di Aké, riceve un'educazione cristiana bilanciata dall’apprendimento di tradizioni e miti della sua etnia di origine. Durante i primi anni d’Università, ad Ibadan, assiste alla nascita del movimento di protesta che porterà la Nigeria all'indipendenza. Periodo che Soyinka descrive nel libro The Penkelemes Years, A Memoir: 1946-1965, una delle sue molte opere autobiografiche. Nel 1954 si reca in Inghilterra per seguire un corso in drammaturgia presso l'Università di Leeds. Nel 1960 torna stabilmente in Nigeria, dove fonda una sua compagnia teatrale e produce una nuova commedia A Dance of the Forests.

Quest'opera stilisticamente rappresenta una complessa fusione tra le tradizioni e il folklore degli Yoruba e le avanguardie artistiche europee. Tematicamente si tratta di una sarcastica denuncia dell'endemica disonestà e corruzione dei governi locali, inalterata nel passaggio dal regime coloniale all'indipendenza. A dance of the Forest attira naturalmente su Soyinka l'ira del governo, accusato di corruzione. Ma anche molti intellettuali nigeriani non risparmiano critiche. Queste critiche falliscono nell'apprezzare l'originalità del tentativo di Soyinka di emancipare la cultura africana dal passato coloniale tramite la riformulazione dei miti tradizionali, adattati alla realtà contemporanea senza rigettare acriticamente gli influssi culturali europei.

Negli anni successivi Soyinka si dedica con inventiva ed energia al compito di contribuire a definire l'identità della nuova Nigeria indipendente, un paese di 115 milioni di abitanti suddivisi in oltre 400 etnie diverse. Contemporaneamente assiste al declino della Nigeria verso la dittatura che culmina nel 1995 quando il regime del generale Sani Abacha mette a morte per le sue opinioni politiche Ken Saro-Wiwa, scrittore e drammaturgo amico di Soyinka. Lo stesso Soyinka, in salvo all'estero, viene condannato alla pena capitale per tradimento, condanna poi abbandonata nel 1998 dopo la caduta di Abacha. Nel 1986 viene conferito a Soyinka il premio Nobel per la sua ricca attività letteraria. Il comunicato della fondazione per il Nobel cita Death and the King's Horseman come esempio dell'uso letterario inedito dei miti e riti africani.

Nella foto: Wole Soyinka
di Laura Calevo

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