Weekend Magazine Mercoledì 16 giugno 2004

La via dell’acqua torna a nuova vita

Non ci sono sempre stati gli acquedotti Amga e Nicolai. Fino ad un centinaio d'anni fa l’acqua veniva prelevata tra i meandri della Val Bisagno per essere poi convogliata lungo un interminabile acquedotto e distribuito in tutta la città. Un’opera imponente edificata a partire dall'undicesimo secolo su precedenti condotte romane e modificata fino al diciannovesimo secolo. Oggi solo una parte di questo antico percorso è visibile, ma il tragitto iniziale, quello immerso nella natura, è in massima parte percorribile. È un’escursione davvero originale in un’area a tratti selvaggia e suggestiva che rivela panorami inattesi.
Si cammina per chilometri sulle antiche ciappe, le lastre di ardesia che ricoprono l’antico canale dell’acqua, ora in disuso. Sono le stesse che potete vedere sulla Circonvallazione a Monte, tra Piazza Manin e Castelletto. Dalla Val Bisagno infatti, l’acqua saliva nella parte alta della città e scendeva al porto grazie ad un ingegnoso susseguirsi di ponti, passaggi e sifoni.

Uno di queste strutture è stata recentemente rimessa a nuovo dall’azienda A.S.Ter, grazie al contributo di Genova 2004, nell’ambito di un ampio programma di valorizzazione dell’acquedotto storico. Si tratta di un ponte ad arcate che sovrasta il cimitero di Staglieno sul torrente Veilino. Magari non ci avrete fatto caso, ma dal cimitero è ben visibile. È un’opera ingegneristica singolare, detta appunto “ponte sifone”, costruito per trasportare l’acqua oltre la valle, grazie ad un imponente sistema di condotte, sorrette da piloni. Passeggiarvi sopra, circondati da tubi e lastre di ardesia e dalla vista della valle sottostante, è abbastanza suggestivo.
Alla fine del ponte (andando verso Molassana), in cima alla scala, si trova la Casa dei Filtri, anch’essa ampiamente ristrutturata.
Più avanti, nel 2005 è prevista la riqualificazione del secondo grande ponte sifone dell’antico acquedotto, quello del Rio Geirato, a Molassana. Quando gli interventi saranno completati sarà finalmente possibile ripercorrere integralmente l’antica via dall’acqua.

Attualmente è possibile accedere al ponte raggiungendo la scala a chiocciola che dalla base dei pilastri conduce fino in cima alla struttura. Si accede dietro il Cimitero di Staglieno, dal Piazzale Resasco, quello dove si vendono i fiori per intenderci, e percorrendo la Scalinata di san Pantaleo, nel vicolo sulla sinistra. Dopo 200 metri, in prossimità del ponte, si vedrà il cancelletto con la scala.

Il 29 maggio il ponte è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza con una breve cerimonia e visite guidate, ma purtroppo non è stato ancora deciso cosa fare della struttura, se renderla cioè sempre accessibile al pubblico oppure solo in occasioni particolari e con visite guidate. Si temono infatti atti di vandalismo e manomissioni.
In questi giorni vengono completati i lavori e non dovrebbe essere difficile trovare il cancello aperto. Alle due estremità superiori, in cima alle scale, il ponte è ancora chiuso ma è prevista a breve la sua riapertura.

Se volete visitare anche altre parti dell’acquedotto potete dare uno sguardo , con le indicazioni sul percorso da Via delle Gavette, dietro il cimitero.

Sopra - uno sguardo alle tubature sul ponte
Sotto - vista del ponte Sifone da destra. In basso si intravede l'entrata della scala a chiocciola. Più in basso il cimitero di Staglieno

Oggi al cinema

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