Magazine Martedì 15 giugno 2004

Fumetti genovesi

Quando ero bambino i miei genitori mi regalarono la Storia di Genova a fumetti. Mi ricordo che per quasi un mese ero diventato succube di nonno Arturin e del suo polipetto. E, anche se non conoscevo il dialetto genovese abbastanza bene per capire tutti i proverbi e le battute del nonno, quella lettura riempì le mie giornate estive. Potete capire la sensazione che ho provato prendendo in mano Carovana, Camalli, Anfore, Containers, Crociate e Crociere. La storia del Porto di Genova, l’ultimo lavoro di Enzo Marciante (De Ferrari, 15 Eu). Proust ci avrebbe scritto un libro.

È stata l’Autorità Portuale a volere una Storia del Porto di Genova che rendesse l’idea della grande importanza - non solo commerciale - che questo luogo ha avuto per la città. E invece di fare un libro per soli amanti della storia, si è voluto fare un fumetto, snello e divertente, soprattutto per avvicinare un pubblico giovane. Il volume è stato presentato il 31 maggio ed è in tutte le librerie. Verrà distribuito anche nelle scuole.

Le 60 tavole mantengono il tratto a cui ci ha abituati Marciante, anche se l’informatica ormai la fa da padrona, e le immagini che rappresentano i nostri tempi assumono uno strano aspetto hi-tech. Storia, politica, personaggi in vista e curiosità. Nel volume si trova un po’ di tutto, mescolato con sapienza. In poche vignette e qualche battuta, Marciante condensa eventi di grande valore storico, conditi con aneddoti stuzzichevoli. Come quello dei Barbi del Porto, che aiutarono Garibaldi a recuperare le navi per andare in Sicilia “a fare l’Italia”, ma vennero arrestati per furto e passarono qualche tempo nel carcere di Alessandria… in attesa che l’Italia fosse fatta sul serio.

Sapete che cos’è la Caravana? Il nome deriva dal persiano e significa Compagnia di Lavoratori. Il loro statuto è datato 1340 e, pur non essendo di Genova, ricevettero una cappella nella Chiesa di Santa Maria del Carmine per la proprie sepolture. Anche Darsena deriva dall’arabo, dar-as-sin (Casa del lavoro). E lo sapevate che nel 1200 nel porto di Genova, cioè nel posto più affollato della città, c’era una moschea? Son passati ottocento anni e si discute se accettarle o no. E Canneto il Lungo? Ebbene sì, in tempi romani c’erano veramente le canne. E prima dei romani? Nonno Arturin pensa che prima ancora di romani, dei greci e degli etruschi ci fosse un covo di gabbiani…

La Storia del Porto di Genova è piacevole da leggere oltre che da guardare. Gli episodi, comprese guerre, carestie e calamità, sono raccontati con ironia. L'intercalare dialettale è appioppato al Doge come al camallo, dando un senso di familiarità a tutti i personaggi del fumetto. Infine, pur con un certo umorismo, i genovesi del porto sono rappresentati come piccoli eroi anonimi. Un po’ di campanilismo non guasta.

Nella foto: il Porto di Genova oggi
di Daniele Miggino

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