Magazine Venerdì 11 giugno 2004

Al Ducale Lou Reed diventa poeta

Sono passati dieci anni da quando il ha aperto i battenti. Coincidenza delle coincidenze, la decima edizione capita nel 2004, entrando così di prepotenza - si fa per dire - tra i maggior appuntamenti di . L'evento testimonia un impegno per la promozione eventi culturali che inizia prima di quest’anno. Molte altre città europee ce lo hanno letterlamente copiato(Parigi, Helsinki, Bruges, Lille e Monaco) visto l'evento porta qui molti nomi stranoti del mondo letterario e poetico. Dal 17 al 30 giugno, nell’atrio di Palazzo Ducale (ma quest’anno ci saranno iniziative anche in altre sedi), sarà possibile vedere e ascoltare gratuitamente Lou Reed, Lydia Lunch, Elio (senza le storie tese), Wole Soyinka, Pedro Juan Gutierrez.



Quest’anno, per la prima volta, il Festival ha un tema: La ricostruzione poetica dell’universo. Viviamo in tempi di guerre, insensibilità e indifferenza. Forse sarebbe meglio ridare spazio a creatività e sensibilità attraverso una visione più “poetica” della vita e del mondo. Verranno autori da tutti e 5 i continenti, ci saranno circa sessanta eventi tra Palazzo Ducale, il centro storico e la scogliera di Nervi.
Testimonial di questa festa della poesia è la nostra punta di diamante, il nostro poeta bomber (il termine calcistico non è detto a caso, dopo capirete), Edoardo Sanguineti. A lui sarà dedicata la serata inaugurale. Inoltre, sempre Palazzo Ducale, negli stessi giorni della manifestazione ospita una mostra - - che ricrea l’intero universo del poeta, le sue opere, le sue collaborazioni, la contaminazione fra i generi a cui ci ha abituato. Un binomio quello tra il grande Sanguineti e il giovane Pozzani, che ha evidenziato con orgoglio Anna Castellano. Maurizio Luvizzone spiega come la ERG - main sponsor dell’evento - abbia puntato su alcuni prodotti del 2004, in particolare sul e sul Festival di poesia. Anche Da Molo esprime un grande compiacimento per la qualità intrinseca del programma, lui che tra e poesia ormai vede un premio al giorno. «E poi - aggiunge Pozzani - l’energia non si esaurisce con la fine del Festival. Io cerco di far fare agli ospiti qualcosa che resti. , per esempio, ha scritto una poesia su Genova». E non è l’unico. Personaggi del calibro di Montalban e Jodowski, ospiti in edizioni passate, hanno deciso di ambientare qui i loro nuovi romanzi. Il centro storico ha colpito ancora…

Molte le iniziative collaterali. Innanzitutto i Percorsi Poetici, vere e proprie visite che attraversano la città sull’onda di versi e cenni storico-artisti. C’è un percorso, un cicerone, un attore e la città. Le serate di sabato 19 e 26 giugno - dalle 23 (partenza dal Ducale dopo la fine del Festival) - sono dedicate a Paul Valéry, che aveva una zia e un nonno genovesi. Un viaggio notturno, adatto a testi notturni. Un tragitto che va dal centro alla sommità di Spianata Castelletto, ascoltando Baudelaire, Mallarmé, Celan, Rilke, Blake.
Domenica 20 giugno - dalle 10 - con partenza dal porticciolo di Nervi, si ricorda Marina Cvetaeva, nei luoghi dove passò un periodo della sua infanzia.
Sabato 27 giugno - alle 10 - c’è un percorso dedicato a Dino Campana. Da Palazzo Ducale a Banchi, passando per Sant’Agostino, in compagnia dei Canti Orfici.

Per cercare di ricreare l’atmosfera della narrazione orale di fronte al fuoco sono state organizzate alcune serate ai Bagni Scogliera di Nervi. Parole e suoni tra fuoco e onde si terrà nelle nottate del 18, 23 e 24 giugno, a partire dalle 24.
L’Associazione ZOE e l’Istituto per lo Sviluppo e la Promozione delle Relazioni Internazionali (Ispri) hanno allestito una pitturata collettiva. Sessanta artisti francesi affrescano un rotolo di tela lungo 100 metri e largo dieci, durante l’iniziativa dal nome Arte Ricerca Politica. Il lavoro, già iniziato, si trasferirà a Genova nei giorni del Festival.

Amanti del calcio, quest’anno si è voluto lavorare anche per voi: «In passato ci siamo contrapposti ai Campionati. Come a dire “o noi o il calcio”. Quest’anno cambiamo rotta. Il 22 giugno i poeti stessi commenteranno la partita. Toglierò l’audio e metterò un sottofondo di piano. E poi bisogna sfatare la leggenda che un poeta non può essere tifoso. Io, da interista, non amo la nazionale, ma mi è capitato di andare in circoli letterari in occasione di serate dedicate all’Inter. C’erano tutti, Lerner, Bertolino…». Ecco, anche i poeti sono calciofili. Studi recenti hanno appurato che persino Leopardi era interista…avete capito il perchè del pessimismo cosmico?

Nella foto: Lou Reed
di Daniele Miggino

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