Costanzo Show a Lerici. Ospite Rutelli - La Spezia

Attualità La Spezia Giovedì 4 settembre 2003

Costanzo Show a Lerici. Ospite Rutelli

La Spezia - Prima era vicino a tutti gli italiani in modo indistinto, ora, e per un anno, sarà più vicino ai genovesi.
Sto parlando di Maurizio Costanzo con il quale, (insieme al giornalista Giulio Anselmi), la società Genova 2004 ha stipulato un contratto di consulenza strategica per la comunicazione.
Cosa vuol dire? Molto, e cioè che l’importatore ufficiale italiano del Talk Show parlerà di Genova Capitale della Cultura 2004 in modo strategico e specifico. Nonché, dall’alto del suo buon senso, si adopererà per indirizzare l’azione comunicativa lungo i canali più appropriati, come la sua grande esperienza gli indicherà. Come a dire: stamo dentro 'na botte de fero, anche perché, se Costanzo è di casa in TV, il suo esimio collega, Giulio Anselmi, è altrettanto a suo agio tra la carta stampata (ex-direttore dell’Agenzia ANSA, de L’Espresso, del Mondo, del Messaggero e vicedirettore del Corriere della Sera).
Costanzo bene o male, lo conosciamo tutti, ma per averne una versione aggiornata siamo andati ad ascoltarlo a Lerici nell’incontro-intervista condotto da Giancarlo Dotto (de L’Espresso) per la settimana di .

È vero che si trattava di un incontro dal titolo “E ora Murdoch”.
È vero che conduceva la conversazione Giancarlo Dotto.
È vero che, essendo in platea Rutelli, la tentazione di girare il discorso sulla politica era irresistibile.
È tutto vero, ma è anche vero che è stata forse la prima occasione pubblica per menzionare Genova 2004 e che è stata clamorosamente mancata.

Poco male. In suo favore, va detto che Costanzo si è trovato a difendere, attraverso puro buon senso comune, alcuni valori di base della nostra Italia. Tra cui la RAI e al suo fianco la necessità di professionismo in TV, piuttosto che il continuo ricorso a persone "senza patente", che va tanto di moda.
«La RAI sta subendo progressive mortificazioni e non è giusto. La condizione in cui si trova è scandalosa. Il prossimo anno si festeggeranno i '50 anni della RAI (1954-2004), spero che qualcuno si prenda la briga di valutare chi ha dato una lingua agli italiani e chi gli ha insegnato a leggere, attraverso i tanto vituperati, ma funzionali all'epoca, romanzi sceneggiati. Questo, e molto altro, ha significato la RAI e non può immiserirsi in un dibattito sterile. In RAI c'è bisogno di gente pratica. E poi i quotidiani... che la smettano di raccontarsela sulla TV e partano con una campagna seria sulla RAI: un elenco delle persone capaci, e sono tante, che ci sono dentro e ci lavorano bene».

Costanzo ha sostenuto ampiamente l’apertura del mercato e quindi la concorrenza nell’etere, Murdoch o chi per lui, che «come a suo tempo Mediaset nei confronti della RAI», non può che fare bene e promuovere uno sviluppo e un confronto con un conseguente vantaggio da parte di tutti, utenti e operatori del settore: prodotti migliori sul mercato, maggiore possibilità di scelta.
Costanzo ha parlato anche di «sinergie necessarie specie tra realtà locali», più fragili, e, dunque, per esempio, tra quotidiani locali e TV o Radio locali per una migliore e più dignitosa sopravvivenza e, soprattutto, per non scomparire.

Il tema dell’unire le forze, molto sentito in questi giorni all’interno della sinistra dopo l’appello di Prodi per la Lista unica e il “ma“ di Rutelli, è stato fortemente caldeggiato da Costanzo con la giustificazione morale che significherebbe riportare la politica e i centri di potere ad agire in funzione del bene comune, della democrazia e non dei singoli o specifici interessi.
Una verità, da lui, ribadita più volte, nel corso della conversazione con Dotto, ma che il pubblico ha recepito poco, tutto preso com’era a tentare di capire quali sarebbero state le novità del Maurizio Costanzo Show per il prossimo anno, o quando sarebbe ripartito il programma della De Filippi. Costanzo, comunque, non ha mollato neanche un centimetro sulla questione, e riprendendo fiato, senza enfasi, si è rivolto direttamente all’ex-sindaco di Roma, Francesco Rutelli, seduto in prima fila, dicendogli: «Caro Francesco, Lista unica punto, non lista unica, sì però…»
Facilmente si è districato, dalla scomoda posizione, Rutelli rilanciando con: «La tua irresistibile tentazione di fare il Maurizio Costanzo Show ovunque tu vai...».
Costanzo: «Mi viene naturale dopo 22 anni...».

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