Weekend La Spezia Venerdì 21 settembre 2012

Ethnografica 2012: il programma degli incontri al Museo Podenzana

Genova - Torna al Museo Etnografico Giovanni Podenzana della Spezia la rassegna Ethnografica, giunta alla terza edizione. Il ciclo di incontri sui temi dell’etnografia e dell’antropologia culturale, curati da Rossana Piccioli, si svolge da mercoledì 26 a venerdì 28 settembre ed è dedicato alla donna, alle sue storie di vita, alla società e al mondo del lavoro che la videro protagonista fra Ottocento e Novecento.

Titolo di Ethografica 2012 è Gesti voci immagini, Storie e vite di donne, rituali e tradizioni, un momento di incontro e dialogo su argomenti dalle radici antiche ma densi di spunti di riflessione sulla società attuale.
Gli incontri si tengono nel salone al terzo piano del Museo, in via del Prione 156, alle 16.30. Ingresso libero.

Numerosi gli interventi: a partire da quello di mercoledì 26 settembre di Germano Cavalli su un’originale nota di antropologia sociale e dalla relazione di Mario Ferraguti sulle guaritrici dell’Appennino fra Lunigiana ed Emilia, donne da secoli guardate con fiducia e con timore perché in grado di curare ma capaci anche di gettare sventura, in un confine labile fra terapia popolare e sospetto di stregoneria. Un video con alcune interviste dirette, per la regia di Andrea Rossi, fa da sunto visivo della ricerca di Ferraguti, autore anche di un recentissimo volume sull’argomento (Ti segno, t’incanto, Fedelo’s editore, Parma).

Giovedì 27 settembre intervengonoSondra Coggio, giornalista e pubblicista spezzina, e Riccardo Boggi, ricercatore dell’Associazione Giuliani di Villafranca, accomunati dalle tematiche dei fanciulli esposti e dell’infanticidio, che riconducono alla sofferta storia della maternità e dell’infanzia fra età classica ed età moderna.
Un video dedicato ai bastardelli spezzini fra ‘800 e ‘900 dà completezza all’argomento, mostrando la mole di lettere, medaglie, santini che le madri lasciavano al momento dell’abbandono dei loro piccoli nella ruota del brefotrofio, nella vana speranza di un ricongiungimento.

Venerdì 28 l’intervento di Adriana Dadà, docente di Storia Contemporanea e Storia della Toscana all’Università di Firenze, riguarderà l’emigrazione delle barsane, le venditrici ambulanti della Lunigiana, testimonianza corale sulla storia di tante donne che per la loro attività sacrificarono spesso una parte importante della loro vita affettiva, separandosi per lunghi periodi dalla famiglia e dai figli, anche appena nati. Francesca Guastalli, direttrice del Museo Archivio della Memoria di Bagnone riprenderà il tema dell’emigrazione al femminile con un intervento che illustrerà una metodologia della didattica di genere attraverso l'utilizzo del linguaggio teatrale: una chiave per interpretare, attualizzandolo per le giovani generazioni, il tema migratorio.
Al termine alcuni stralci del video Barsane, venditrici ambulanti dalla Toscana al nord Italia, vincitore nel 2008 del premio della I edizione del concorso CallforVideos dell’Associazione Italiana di Storia Orale.

L’iniziativa ha avuto la collaborazione della Società Dante Alighieri spezzina, che durante la rassegna assegnerà alcuni riconoscimenti per la ricerca sui temi dell’etnografia e delle tradizioni del territorio.

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