Weekend La Spezia Lunedì 13 agosto 2012

Itinerari in Lunigiana: gli Stretti di Giaredo

Genova - Se anche voi siete di quelli che alle spiagge affollatissime, preferiscono una rilassante gita nel verde, magari accompagnata da un bagno nelle fresche acque di un torrente, ecco un itinerario ad hoc per voi, alla scoperta degli Stretti di Giaredo in Lunigiana.

Si tratta di canyon naturali, alti fino a 50 metri, scavati dal corso del torrente Gordana, un affluente del Magra, che con acque limpide e cristalline scorre dal monte Tecchione, bagna la valle di Zeri, per poi scendere a valle fino a Pontremoli. Gli stretti offrono un panorama suggestivo, con specchi d’acqua trasparente, cascatelle, gole anguste e rocce di enormi dimensioni incuneate nel torrente, oltre a una ricca flora e fauna.

La stagione migliore per visitarli è l’estate, innanzitutto perché per risalire il corso del torrente è necessario immergersi e nuotare nell’acqua spesso gelida, dal momento che negli stretti penetra pochissima luce solare, secondariamente perché la zona è soggetta ad esondazioni e quindi non bisogna assolutamente venire in gita subito dopo che è piovuto. Oltre alla pericolosità, infatti, è importante che l’acqua non sia torbida, altrimenti non vedreste dove mettete i piedi e gli scivoloni sui sassi non sono proprio il massimo.

Quindi il consiglio è quello di scegliere una bella giornata di sole e di armarsi di: un paio di scarpe da ginnastica vecchie per camminare nell’acqua, un costume, un k-way (per l’impatto con l’acqua fredda), un canotto o un materassino, che risulta comodissimo se avete qualcosa che non volete bagnare o se preferita nuotare solo con i piedi nell’acqua.

Punto di partenza della gita è Pontremoli (Massa), da qui bisogna seguire le indicazioni per Zeri e, dopo pochi tornanti prendere la direzione di Cavezzana Gordana (sulla sinistra di un tornate). Poi è necessario svoltare subito a destra e al bivio successivo, dopo un tornante a sinistra, proseguire su una strada sterrata in discesa, che conduce fino ad un’area di sosta, immediatamente riconoscibile perché c’è anche un bel cartello che dà qualche indicazione in più sulla formazione degli stretti e sulla fauna locale.

Da qui si prosegue a piedi lungo un sentiero di poche centinaia di metri che sbuca proprio nel torrente.
Bisogna camminare un po’ tra i sassi o con i piedi immersi in acqua per raggiungere gli stretti, per i più pigri, però, c’è già la possibilità di fermarsi a fare un bagno in una delle piscine naturali create dal Gordana.

Proseguendo verso nord ci si ritrova all’imbocco vero e proprio degli stretti: due pareti di roccia altissima di diaspro rosso e verde svettano verso l’alto e sembrano quasi toccarsi, mentre sul fondo il torrente chiarissimo riflette i colori delle pietre circostanti.

Risalendo lungo il Gordana ci si immette nella prima gola e subito bisogna tuffarsi in acqua: ma niente paura, sono solo poche bracciate. A questo punto si prosegue lungo gli stretti, tra gole, cavità, grotte naturali e piccole cascate che scendono dall’alto. Non sono molti i punti dove non si tocca, per lo più si cammina con l’acqua fino alle caviglie o alle ginocchia. Il percorso si fa tutto in circa un’oretta, ma è comunque consigliabile arrivare presto, possibilmente di mattina, in modo da cogliere le ore migliori della giornata per scaldarvi al sole tra un tuffo e l’altro.

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