Airò e vedovamazzei alla Marrana - La Spezia

Mostre La Spezia Martedì 10 luglio 2001

Airò e vedovamazzei alla Marrana

Processo alla Natura
Installazioni di Mario Airò e vedovamazzei
12 luglio - 12 agosto
La Marrana, Montemarcello - Ameglia (SP)


Come nel gioco delle scatole cinesi il parco della Marrana sta dentro il Parco Naturale di Montemarcello.
La natura da queste parti ha una forza primordiale quasi schiacciante, mossa com’è dalle Alpi Apuane, le colline della Lunigiana e la piana di Bocca di Magra. Gli intrecci paesaggistici continuano lungo le curve del fiume che sfociano nel mare di Marinella e Fiumaretta dove le spiaggie anticipano le lunghe coste sabbiose della Versilia.

Qui, ogni anno, i padroni di casa, Gianni e Grazia Bolongaro, aprono il parco all’arte contemporanea degli artisti e del loro pubblico. Curata da Giacinto di Pietrantonio, questa edizione presenta tre lavori di Airò, e tre di vedovamazzei: artisti classe ’60. Mario Airò (1961), originario di Pavia, vive e lavora a Milano, mentre il duo vedovamazzei, è un gruppo fondato nel 1990 da Stella Scala (1964) e Simeone Crispino (1962), anche loro ormai cittadini di Milano.

In particolare, Airò ha immerso nel prato, in due punti diversi del percorso, due opere fotografiche che simulano delle pozzanghere cristalline (vedi foto sopra) in cui si riflettono voli di uccelli e un cielo sereno appena attaversato da qualche nuvola. Collegata a queste, ma collocata alla fine del percorso, un'opera sonora da cui proviene un parlato aulico, fatto di frasi propiziatorie e augurali, che sono passi del "De lingua latina" di Marco Terenzio Varrone. Quasi nascosto, nel piccolo orto cinto da mura di sasso sul fianco della casa, un tavolo (v. foto sotto) dal piano di cristallo che ingloba anche una sedia, al cui centro è inserita una penna, che provoca, o forse ha provocato, onde circolari sulla superficie. Queste parlano della potenziale grandezza del gesto minimo, quale può essere quello della scrittura.

Tra le due pozzanghere di Airò, su una terrazza ligure che fronteggia un bosco di pini marittimi, vedovamazzei propongono una panca (v. foto piccola) dalla quale sedendosi... magia... si assiste alla battaglia del Console Marcello contro i liguri nel 155 avanti Cristo. In salita, lungo il sentiero, un confessionale con tenda color porpora e all'interno tapparelle veneziane, in cui si è invitati ad entrare per spiare il paesaggio circostante o gli altri visitatori, o magari proporsi come confessori. Prima di calare nell'esperienza sonora di Airò, l'ultima tappa di vedovamazzei consiste in una collinetta, a cui si accede come ad un piccolo bunker di lusso, con pareti e scale di legno scuro. Al suo interno un piccolo oceano, ovvero un quadrato di acqua, debolmente illuminata che appartiene davvero all'Oceano Pacifico - proviene dall'Acquario di Genova - e che per i due artisti è un O.G.M. un Oceano Geneticamente Modificato. Il tutto è perfettamente calato nel curatissimo giardino dagli ampi orizzonti di Grazia e Gianni.

Per soddisfare qualche curiosità, abbiamo parlato con il padrone di casa, Gianni Bolongaro, che ci ha raccontato alcuni particolari intorno all’appuntamento della Marrana.

Chi sceglie gli artisti, i padroni di casa o il curatore?
Il curatore è una figura che abbiamo coinvolto fin dalla prima edizione. La selezione dei partecipanti può essere sia esclusiva del curatore come anche nostra, oppure frutto di un comune sentire.

Le opere vengono commissionate?
Alcune cose appartengono alla produzione degli artisti, ma qualcosa viene sempre prodotto sul posto in funzione dello spazio del parco.

Che reazioni hanno gli artisti verso quelle opere che già abitano il parco dalle passate edizioni?
In genere non sono interessati alle altre opere, bensì allo spazio e a come entrare in relazione con esso. Lo spazio è vuoto o pieno ed è questo che crea una differenza per l’artista che vi si pone a confronto. Le opere vanno ad occupare uno spazio che deve entrare in relazione con lo spazio circostante, un po’ come succede nel mondo animale, nella definizione dei territori che creano precise interrelazioni fra quelli che li abitano.

Cosa è cambiato dalla prima a questa settima edizione?
Non è cambiato nulla.
Forse l’età degli artisti partecipanti, ma queste non rappresentano quasi mai nell’arte contemporanea un vero criterio di differenziazione.
C’è però una costante che riguarda l’approccio. All’artista viene chiesto un tocco leggero, poetico e rispettoso dell’ambiente. Leggerezza del segno quindi poeticità.

La Marrana ospita opere permanenti di Kengiro Azuma, Quinto Ghermandi, Hossein Golba, Cecilia Guastaroba, Luigi Mainolfi, Lorenzo Mangili, Lucia Pescador, Philip Rantzer.

La Marrana – Montemarcello – Ameglia (SP)
tel 0187 600158

La mostra è aperta dal giovedì al sabato a partire dal 12 luglio fino al 12 agosto, dalle 17.30 alle 20.30

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