Weekend La Spezia Lunedì 3 ottobre 2011

Itinerari di Liguria: da Framura a Bonassola sul Sentiero Verde Azzurro

Genova - La passeggiata da Framura a Bonassola è forse la più bella e varia fra tutte quelle della costa di Levante, sul Sentiero Verde Azzurro, all’inizio dell’Area Protetta delle Cinque Terre. Si cammina tra spiaggette e calette, antiche rocce vulcaniche, cave di marmo abbandonate, rustici, villette, resti storici, tra il verde dei cespugli di timo e mirto e dei boschi, con alberi di pino e lecci e cipressi, tra orchidee e uliveti, avendo quasi sempre, come compagnia, lo sfondo delle scogliere con il blu cobalto del mare.

NOTE TECNICHE
Partenza e arrivo: Stazione di Framura (15 m), Salice (205 m), chiesa di Santa Caterina a Bonassola (6 m)
Dislivello: 190 m circa + 200 m (se si torna indietro a piedi)
Tempo di percorrenza: 2 ore solo andata, deviazioni escluse
Difficoltà: T, E in alcuni tratti
Periodo consigliato: tutte le stagioni (per chi ama la quiete evitare le giornate festive in quanto queste località sono meta di numerosi gruppi di turisti)
Attrezzatura: normale da escursionismo, consigliati i bastoncini telescopici
Cartografia: Carta dei Sentieri, a cura di Comune e Pro Loco di Bonassola 1:5000
Segnavia: pallino blu, pallino rosso, bandiera bianca e azzurra con pallino azzurro al centro; pochi ma il percorso è facilmente identificabile

ACCESSO
Auto: si esce a Deiva Marina (A12), si prosegue e al bivio si gira a sinistra per Framura che si raggiunge dopo 15 km circa. Sconsigliata nei mesi estivi in quanto ci sono pochi posteggi, molti dei quali riservati ai residenti. In alternativa si può lasciare la macchina nella parte alta, in località Costa, e servirsi del pulmino che porta fino alla stazione.
Treno: Framura si trova sulla linea Genova-La Spezia, è servita da molti treni regionali e la sua stazione – tra due gallerie sul mare – è considerata una delle più suggestive dell’intera rete ferroviaria italiana. La stazione è collegata alla parte alta di Framura (Setta, Ravecca, Costa) e ad altre località con un servizio autobus a cura dell’ATC di La Spezia.

ITINERARIO
Se si è lasciata la macchina in località Costa si può arrivare a piedi all’inizio dell’itinerario attraversando le varie frazioni (Ravecca, Costa) e arrivando ad Anzo, di origine medievale, con una lunga scalinata che porta alla curva, dalla quale si stacca via Luina poco sopra la stazione. Se si proviene dalla stazione, si prosegue invece nella galleria stradale e arrivati nei pressi di una fontanella si prende la scaletta che porta nella via sopracitata.
Si prosegue quindi passando sopra il caratteristico Porto Pidocchio, di fronte allo Scoglio Ciamia (nella foto in alto), il più grande della Liguria, con la statua della Madonnina. Arrivati nei pressi di una bella villa con torrione, una scaletta porta alla Spiaggetta di Porto Pidocchio, o di Vandarecca. (Se si ha tempo, il posto vale la breve deviazione che porta a una scalinata sopra la galleria e alla spiaggia.) Si prosegue quindi in salita, vicino a particolari conformazioni rocciose, e si arriva nei pressi del residence «Case Rosse» (opera degli anni 1967-70 del famoso architetto Vico Magistretti).

Comincia quindi il sentiero su sterrato e su roccia basaltica con belle fioriture gialle, in primavera, di gariga. Dopo alcuni metri occorre prendere il sentiero sulla sinistra (a destra conduce alla spiaggia rocciosa di Punta dei Marmi, con una ex cava di diaspro) proseguendo in salita sui gradoni delle rocce, con viste che si alternano tra calette e insenature, in mezzo ai pini marittimi. Si arriva quindi nella frescura della boscosa Valle di Lame, con il torrentello omonimo che forma piccole cascate.
Si attraversa un ponticello, si prosegue in salita e in modo abbastanza ripido attraverso un lecceto, dopo poco si intravede in alto il paese di Montaretto (325 m) e si arriva alla località di Salice (205 m). Si prosegue e alla curva si prende il sentierino sulla destra, si passa vicino a campi coltivati, un rustico, si arriva sul Rio Brino e all’incrocio di sentieri e sterrate con vista sulle prime case di Bonassola. Si continua e si arriva alla Sella di Carpaneggio (132 m), da cui scendendo sulla destra in una quindicina di minuti (con un certo dislivello) si può arrivare alla Spiaggia di Sca, punto molto bello e panoramico, con una grotta scavata dal mare.

Si prosegue quindi sulla salita a sinistra, si arriva a un incrocio, si prosegue dritti, poi si passa in discesa vicino ai resti di una costruzione che risale alla seconda guerra mondiale. Si prosegue dritti e si arriva al promontorio del Salto della Lepre (135 m), con piazzole per i cannoni e ruderi di antichi bunker. Qui la vista spazia da Punta Manara al Promontorio di Portofino al blu cobalto del mare alle rocce a strapiombo (fare molta attenzione in quanto non c’è nessun tipo di protezione). Si torna quindi indietro al bivio e si prosegue a destra in discesa, per arrivare in una piazzola di sosta con tavoli da picnic, dalla quale si ha una vista completa su Bonassola, sulla sua spiaggia, una delle più grandi della Liguria, e sulle frazioni fino alla Punta del Carlino o di Levanto.
Si riprende il percorso in discesa nella larga sterrata in mezzo a coltivazioni di vigneti e uliveti e, dopo alcuni tornanti, si arriva sulla strada asfaltata. A destra si può arrivare fino al punto panoramico della cappelletta rosa della Madonna della Punta.
Il ritorno può essere effettuato sul percorso di andata oppure con il treno.

Nota: Sono in corso i lavori per la pista ciclabile, che utilizza le vecchie gallerie tra Framura e Bonassola, per cui sarà possibile sfruttarla per compiere il percorso ad anello.

BONASSOLA
Il Comune di Bonassola è racchiuso in un grande golfo risultato di un’antica piana alluvionale, tra mare e monti, pini marittimi, terrazzamenti di uliveti e vigneti. «Bonassola... nome che sa di buono, di bonaccia, di sole, di solitudine», così la descriveva il drammaturgo Sem Benelli.
L’origine della cittadina risale all’epoca preromana e il nome Bonassola deriva dal toponimo Vallis Bonazolae che nel XV-XVI secolo indicava l’area tra i monti e il mare, che arrivava allora fin sotto alla montagna. Fu feudo dei signori Da Passano, dai quali passò alla Repubblica di Genova, che costruì il castello – del quale rimangono alcuni resti con l’orologio –, subì l’invasione francese del 1799 che la annetté alla Repubblica Ligure. Passerà quindi al Regno di Sardegna e al Regno d’Italia.
Da sempre legata alle importanti attività marinare e alla produzione e commercio di molti prodotti agricoli quali olio, vino e castagne, in tempi recenti Bonassola si è aperta al turismo (diventata l’attività principale con gli sport legati alla spiaggia e le molte escursioni dei dintorni), anche grazie al patrimonio artistico e storico.

RILEVANZE

Naturalistiche: SIC (Sito d’Importanza Comunitaria) Bonassola-Framura.
Storiche: torre di guardia genovese (Framura), Montaretto, paese natale del grande cartografo della Repubblica di Genova Matteo Vinzoni (1690-1773); durante la seconda guerra mondiale Bonassola fu sede di alcuni tragici avvenimenti: qui venne fucilato il primo generale tedesco. Nel 1965 lo scoppio di esplosivi per la costruzione della ferrovia causò dieci morti.
Religiose: chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria (XVI sec., Bonassola), pieve di San Martino (fraz. Costa di Framura, con capolavori di Bernardo Strozzi), ex oratorio di Sant’Erasmo del XVI secolo a Bonassola (oggi sala museale per convegni e mostre).
Geologiche: basalti a pillow, cava dismessa, cava con le rocce rosse di origine vulcanica di Punta dei Marmi.
Gastronomiche: vini DOC.

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