Teatro La Spezia Mercoledì 10 giugno 2009

La Fura dels Baus a La Spezia

Genova - «Da anni seguo la Fura dels Baus - esordisce Umberto Bonanni, direttore artistico del Festival della Marineria. Maìna - e quando mi è stato chiesto di curare gli eventi per il Maìna ho pensato subito a loro e alla loro passione per il mare. Inizialmente avevo in mente la nave Naumon che mi pareva combinare perfettamente la parte artistica e logistico-paesaggistica. La nave però era ancora in stato di ferma per controlli - ma è già ripartita alla volta di Duisburg, Capitale della Cultura 2010. Poi, una coincidenza fortunata: la Fura stava lavorando all'ultima parte della Tetralogia di Richard Wagner (o Anello del Nibelungo: ciclo di quattro drammi musicali composto da L'Oro del Reno, Valchiria, Sigfried e il Crepuscolo degli Dei) per il Maggio Musicale Fiorentino al Teatro Comunale di Firenze e quando ho proposto di portare Wagner, proprio là dove il compositore aveva scritto una parte dell'opera, li ho trovati entusiasti».

Il risultato di un lavoro a distanza che ha coinvolto moltissimi e che sarà l'evento più importante e d'apertura del Festival, è la performance aerea Il Golfo del Poeta in Mi Bemolle, domani, giovedì 11 giugno, alle ore 22.00, su Molo Italia e Passeggiata Morin. «Evento unico - spiega Isabelle Preuileh, direttrice di produzione della Fura - direi quasi irripetibile, nato per, con e insieme alla città e alle oltre 100 persone che hanno contribuito alla realizzazione, tra cui 36 figuranti, 30 orchestrali del Conservatorio Musicale della Spezia G. Puccini, più il personale della gru e quello del veliero, per citarne solo alcuni. Una grande e difficile sfida, fatta di incontri complessi, che rientra perfettamente nello stile della Fura».

E mentre Carlos Padrissa, fondatore della compagnia catalana e regista, è ancora in viaggio e gli ultimi preparativi sono in corso sulla gru-pontone Langer Heinrich - pezzo unico di archeologia industriale, trasferitosi apposta per l'occasione da Genova - a raccontare dell'avventura artistica è Zamira Pasceri. Attrice torinese, Pasceri è con la Fura dels Baus da sei anni. «Sono stata selezionata per uno degli 8 ruoli da protagonista nel casting di Genova per il bellissimo spettacolo del 2004. Poi mi hanno invitato a Barcellona per un casting internazionale sul Progetto Naumon. Da allora vivo a Barcellona e lavoro con loro a tempo pieno. Bisogna avere una mente artistica molto aperta per lavorare con la Fura, saper combinare azione scenica e fisica senza un palco, né una scena, stando in mezzo al pubblico o in mezzo al mare, ma anche sospesi a molti metri d'altezza. Essere elastici, insomma».

Questa volta la Fura l'ha portata a La Spezia sulle tracce di Wagner per una rievocazione non convenzionale de l’Oro del Reno di Wagner. «L'orchestra sarà al centro del magnifico pontone Langer Heinrich e ruoterà dolcemente insieme alla piattaforma. Drammaturgicamente i personaggi protagonisti sono le tre Ondine, figure femminili custodi dell'Oro e dotate di sorprendenti poteri; la dea della terra Erda - la mia parte - che dà buoni consigli e poi c'è Alberich (gnomo nibelungo da cui la storia prende il nome, ndr) che ruberà l'oro. Non viene rispettato lo sviluppo cronologico wagneriano ovvero si passa dalla prima scena al finale felice attraverso un intermezzo, con una conclusione molto astratta che prevede la partecipazione di tutti, per una mezz'ora circa».

A livello musicale oltre all'orchestra del Conservatorio spezzino - da poco rientrata dopo un concerto a Bayreuth, città da 10 anni gemellata con La Spezia - e quindi a un aspetto più tradizionale dell'opera si affianca un lavoro originale di musica elettronica del Dj genovese Roberto Agus in arte Dub Master Spillus. «C'è poi un'altra protagonista - prosegue Pasceri - Pepa: una donna alta nove metri, che si muove in modo molto sensuale e che arriverà da una direzione che nessuno si aspetta. Dal mio punto di vista questo spettacolo rivendica il potere delle donne: mentre i personaggi maschili ne combinano di tutti i colori infatti, quelli femminili sono tutti positivi».

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