Weekend La Spezia Sabato 29 novembre 2008

Levante Ligure: gli itinerari in un blog

Genova - Non tutti hanno la fortuna di poter dire: «ho trasformato la passione di una vita nella mia professione». Davide Barcellone, alias Vagobrado, come si fa chiamare nel suo blog, è tra coloro che possono.
Dal 1999 è guida ambientale escursionistica, una categoria professionale riconosciuta in Liguria dalla legge regionale 44/99, che a differenza delle tradizionali e più conosciute guide turistiche accompagna attraverso i monumenti naturali, le bellezze del paesaggio locale e gli itinerari spesso ignoti ai più. Grazie al suo lavoro conosce a menadito i sentieri del Levante Ligure e della Lunigiana, che esplora durante la settimana con i suoi clienti e nei weekend da solo o con gli amici. Non solo li ha percorsi praticamente tutti, ma li conosce nei minimi dettagli. Lo sentiamo perciò illustrarne con pari competenza le caratteristiche naturali e le curiosità storiche, elencarne i dati tecnici di rilievo (lunghezza del percorso, tempi di percorrenza, grado di difficoltà) e commentarne lo stato di conservazione, spesso penalizzato da un degrado che è frutto non solo dell’urbanizzazione, ma anche e soprattutto della crescente incuria umana, dovuta alla «mancanza di un senso del patrimonio ambientale».

Negli ultimi mesi è però nata in lui la necessità di scindere il professionista dall'appassionato, e al già cospicuo contenuto del suo sito personale si è aggiunto Vagabondare placido e assorto…, titolo evocativo che rimanda a uno dei più gettonati strumenti che la rete mette a disposizione: il blog.
Una via di mezzo tra diario di bordo e guida escursionistica virtuale, che narra dei continui passaggi tra Tigullio e Appennino Tosco-Emiliano, per lavoro ma soprattutto per svago, descrivendo «gli itinerari e i sentieri che da ora in poi farò ma anche quelli fatti in passato, pescandoli dai vecchi taccuini e selezionando a mio parere i più interessanti».
Si parte così con una lunga dichiarazione d’intenti sulla destra dell’home page, perché il blog non è solo un diario, valvola di sfogo di chi scrive, ma all’occorrenza può diventare «un catalogo con dati tecnici sui territori della zona, un servizio per gli appassionati». Il progetto è ancora in fase di svezzamento (il primo post risale al 15 ottobre 2008), ma intende porsi come un punto di partenza per gli escursionisti alle prime armi e un’occasione di scambio di vedute per i più esperti, a cui l’autore raccomanda di «contribuire alla costruzione del blog raccontando le loro esperienze e commentando i miei post».

Il mestiere si fonde così con la passione, e il blog racconta nei minimi particolari non solo le camminate per piacere personale, ma anche quelle insieme a turisti e scolaresche. Sono questi gli aspetti che più colpiscono della sua professione: anzitutto il turismo escursionistico, una realtà ancora poco diffusa in Italia ma che ha un vastissimo seguito tra gli stranieri, «in quest’ultimo periodo soprattutto francesi». Secondariamente, ma non meno importante, un obiettivo ben preciso che va oltre il semplice piacere di fare trekking e ammirare il paesaggio: il rispetto dell'ambiente.
I percorsi con le scolaresche hanno proprio questa finalità: l'educazione ambientale è considerata da molte scuole elementari e medie quasi alla pari delle altre materie, al punto che, fondi permettendo, gli insegnanti sollecitano la presenza di esperti per lezioni in classe e, più spesso, visite guidate. E sono i bambini i primi a rispondere positivamente, tanto che «lavorare con loro è eccezionale».

Nel blog ogni itinerario viene descritto passo a passo, senza lasciare nulla al caso. Ogni dettaglio di interesse naturalistico, storico e - perché no? - anche gastronomico, viene segnalato. Le premure dell’autore si soffermano inoltre sulle caratteristiche del terreno, sui vari problemi in cui è possibile incappare durante il percorso, e su tutte le note stonate degli itinerari. Anche nei link sulla destra proseguono le raccomandazioni: Prima di partire consulta il meteo, per evitare che la gita finisca in modo indesiderato.
«Andando a spulciare le vecchie carte IGM, saltano sempre fuori nuovi tracciati da ricercare e ripercorrere» e che prima o poi faranno la loro comparsa sul blog. Tra le zone che più stanno a cuore a Vagobrado c’è senza dubbio la Val di Vara, conosciuta anche come la Valle del Biologico, nella quale si inserisce la Valle Lagorara, nei pressi del Comune di Maissana: pochi lo sanno, ma lì c’è la cava di diaspro più grande del Neolitico sul territorio nazionale.

Gli abbiamo comunque chiesto un paio di consigli per i neofiti: chi è alle prime armi può fare una passeggiata da Monte Marcello a Lerici, un percorso senza importanti dislivelli in salita né difficoltà di sorta, ma con un panorama da non perdere. A chi invece ha già dimestichezza con le escursioni, ma non ha mai esplorato il Levante, suggerisce il tratto fra Riomaggiore e Portovenere, per godere della bellezza di uno degli angoli più suggestivi e famosi della Liguria.

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