Cultura La Spezia Lunedì 25 agosto 2008

Odifreddi: «la mia passione per Darwin»

Genova - Cosa unisce il matematico, logico e scrittore Piergiorgio Odifreddi e il naturalista, geologo e agronomo Charles Darwin? Entrambi hanno saputo volgere lo sguardo ben al di là del proprio naso, si potrebbe rispondere. Ad unirli, però, è anche il Festival della Mente di Sarzana, che dal 29 al 31 agosto richiama scrittori, artisti, attori, scienziati e filosofi pronti a sviluppare la creatività: quest’anno sono previsti 60 appuntamenti tra conferenze, workshop, spettacoli, incontri, letture e anche laboratori per bambini e ragazzi.

Odifreddi è al Festival per il terzo anno consecutivo: «due anni fa ho letto alcuni testi di Galileo Galilei, l’anno scorso mi sono dedicato ad Albert Einstein: si tratta di due matematici, quindi vicini a me. Quest’anno ho voluto ampliare lo sguardo e, nel contempo, giocare d’anticipo: nel 2009 si celebrano i duecento anni dalla nascita del grande scienziato inglese, e il centocinquantesimo anno dall’uscita del suo capolavoro, L’origine delle specie. Noi festeggiamo prima degli altri. E poi io ho una certa età, e mi è venuta voglia di guardare indietro, ai grandi classici. Conoscerli è importante».

Ma cosa lega la matematica all’evoluzione? Odifreddi tira fuori la vena polemica che lo contraddistingue. E risolleva una vecchia diatriba: «Antonino Zichichi, uno dei pochi scienziati cattolici, rifiuta la scientificità di Darwin, sostenendo che non ci sono formule che descrivano l’evoluzione. Ma è mal informato: la formula esiste eccome ed è nota da anni. La matematica e la teoria evoluzionistica sono legate indissolubilmente».

Ma sarà mai possibile un dialogo tra la scienza e la religione? «Finché la Chiesa baserà le sue teorie su un testo anacronistico come la Bibbia, trovare un punto di incontro sarà difficile. La scienza procede con esperimenti e dimostrazioni. Se queste si dimostrano inesatte, cambia direzione. La Chiesa, invece, non muta mai le proprie posizioni. Negli anni Novanta, con Giovanni Paolo II, c’era stata un’apertura. Ma Ratzinger si è rimangiato tutto».
In Italia, contro la teoria dell’evoluzione, ci si è messa anche la politica: «Darwin riceve attacchi a destra e… a destra», scherza Odifreddi, «nel 2004 l’allora ministro dell’istruzione Letizia Moratti fece scomparire l’evoluzionismo dai testi scolastici delle scuole medie inferiori. Poi Darwin fu riammesso a scuola ma temo che oggi, con il ritorno di Berlusconi, quell’episodio possa ripetersi».

Ma perché oggi i giovani sembrano poco interessati ai temi scientifici? Le Facoltà umanistiche, invece, sono stracolme: «Bisognerebbe far capire agli studenti che chi esce da una Facoltà umanistica non avrà la strada spianata nel lavoro: diventare giornalisti o direttori di un museo non è cosa semplice. Ma neanche la società spinge alla scelta delle materie scientifiche. Basta dare un’occhiata alla tv: le ragazze sognano di diventare veline, e non di assomigliare alla Montalcini. Però mi sembra ci sia un’inversione di tendenza: in Italia sono aumentate le iscrizioni alla Facoltà di Matematica».

Forse ci vorrebbero più divulgatori? «Spesso siamo snobbati dagli stessi accademici. Però capita che i libri scritti dai divulgatori scientifici entrino nelle classiche dei più venduti. Basti pensare a Paolo Giordano e al suo pluripremiato romanzo La solitudine dei numeri primi: la sua formazione è scientifica».
Piergiorgo Odifreddi, intanto, si prepara all’uscita del suo nuovo libro, che questa volta non ha a che fare con la scienza: «si intitola La via lattea e racconta il pellegrinaggio che da Roncisvalle mi ha portato fino a Santiago di Compostela insieme a Sergio Valzania, direttore di Radio 3». Il primo è un ateo militante, il secondo un fervente cattolico: «due modi diversi di vivere il famoso cammino». L’uscita del libro è prevista per il prossimo novembre. E poi? «Poi tornerò alla mia matematica».

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