Concerti La Spezia Giovedì 31 gennaio 2008

Babbini: «il mio video girato a Genova»

Genova - Occhiali a goccia, giacche di pelle, camicie rigorosamente sbottonate e tipiche motorizzazioni anni '70. Questa l’atmosfera del videoclip Pane caldo, ultimo singolo di .
Ambientato a Genova, tra via XX Settembre, piazza De Ferrari e gli interni dell'Hotel Bristol, il video girato da Angelo Stramaglia evoca i colori e le atmosfere dei film poliziotteschi.
In una città sospesa tra gli anni '70 e i giorni nostri, poliziotti vanno a caccia di delinquenti e dimostrano che la verità spesso è ambigua: si può scoprire, ad esempio, il tradimento della propria moglie con un boss della mala. Se poi il boss è una donna, la situazione diventa ancora più complessa.

«Immaginare la storia – confida il regista – è stato semplice. Sono stato sedotto dai suoni della canzone e l'idea è nata di getto. Ho inserito alcuni elementi tipici del genere, ma allo stesso tempo ho cercato di darne un'interpretazione personale: più soft e meno action».
Il video, prodotto dalla Starlight Film Factory e realizzato in collaborazione con Genova Film Commission, vede la partecipazione di due attori genovesi: Marika Ceregini e Mario Giustini.
«Voglio ringraziare tutti quanti – continua Stramaglia – quel che conta è la passione. Anche con budget limitati si possono fare buone cose».

Dopo Aspettando notte, Fata o strega, Oggi però e Lo psicanalista, Pane caldo è il quinto singolo di Daniele Babbini.
Alla sua produzione musicale si lega anche quella poetica: «ho iniziato a scrivere un po' per caso – confida – inizialmente l'idea era di farne un libro da regalare agli amici, poi invece è nata L’ombra dell’anima».
All'opera prima, che ha ricevuto diversi riconoscimenti letterari, Babbini ha dato seguito con Il violino del diavolo.

Poi il ritorno alla musica. «Dopo le poesie, ho ripreso in mano la chitarra e riscoperto il gusto di suonare. Ho cercato di prendere spunto dai timbri della musica new wave, sia dalle sfumature più rock che da quelle più elettroniche».
Così è nato il primo album, Riflessioni di uno specchio, a breve in uscita. «I temi delle mie canzoni – continua – sono diversi. Non solo amore, ma anche tematiche sociali. Ho toccato il precariato, mentre Libero Barabba, ad esempio, affronta il tema dello stupro dando anche il nome ad una campagna di sensibilizzazione contro la pena di morte sostenuta da Edizioni Clandestine. Pane caldo - conclude – è invece una storia d’amore particolare. A dire il vero sono due storie d’amore: la prima, tra un uomo e una donna, finisce. La seconda, quella tra due donne, inizia. Non c’è tradimento, ma accettazione».

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