Concerti La Spezia Lunedì 12 novembre 2007

Daniele Babbini: «ritorno alla musica»

Quattro album singoli alle spalle e uno in uscita. Due raccolte di poesie e un romanzo in cantiere. Premi letterari e riconoscimenti europei. Tour radiofonici e serate al fianco di artisti come Simply Red e Litfiba. Questa, in breve, la carriera artistica di Daniele Babbini, un ragazzo di Carrara (MS) cresciuto a Castelnuovo Magra (SP), dove adesso vive.
A 31 anni Daniele si dice «autore di canzoni e neofita di poesia», anche se non ama le etichette. E in effetti diventa difficile definire con un unico aggettivo un ragazzo che suona da quando aveva sedici anni, incide a ventisei il suo primo pezzo e, non ancora trentenne, pubblica poesie e cura le musiche di uno spettacolo teatrale di Paolo Vergnani, massimo esponente italiano del teatro d’impresa.

Nel 1998 esce per un etichetta indipendente il primo singolo di Daniele, Aspettando la notte, presentato da Nonsolomusica e Radio Italia Solo Musica Italiana. Il suo nome inizia a girare alla radio e a concorsi per giovani talenti come Castrocaro.
Nel 2000 firma il suo primo contratto editoriale con una major, la Warner Chappell italiana e due anni dopo partecipa alle finali del Festival di San Marino. «La mia è una musica contaminata da generi diversi, tra new age degli anni Ottanta, elettronica ma anche musica cantautorale e d’orchestra» dice Daniele.
Sempre nel 2002 incide con la EMI il secondo singolo Fata o strega che ha dato il titolo ad un calendario per la raccolta fondi a favore di famiglie di alluvionati nell’apuano. L’anno dopo esce Oggi però, trasmesso anche in Francia e Germania e per due volte nella classifica italiana di singoli e mix più venduti (F.I.M.I.).

Poi dal 2003, una pausa dalla musica. Da questo momento Daniele inizia a riordinare appunti di anni, raccoglie i suoi "schizzi" e ne fa un libro di poesie con tanto di prefazione di Rina Centa Strambi, stimata poetessa e attrice di cinema e teatro: L’ombra dell’anima (Versiliana Editrice, 2004) vince premi letterari internazionali (Città di Lerici e Montegrotto-Città di Padova) e ottiene riconoscimenti a livello europeo.
Segue una seconda raccolta Il violino del diavolo (Edizioni Clandestine, 2006), introduzione del romanziere Andrea Salieri e copertina del fumettista Paolo Cossi, presentato anche alla Fiera Internazionale del Libro di Torino ed al Salone del libro di Roma. «Rispetto alla prima raccolta nata come regalo a degli amici» continua Daniele, «la seconda è più omogenea per stili e argomenti affrontati, che ruotano intorno al concetto di incomunicabilità».

Da qualche mese questo ragazzo cresciuto tra la musica dei Kuur e dei Depeche Mode e i testi di Battisti, è tornato a dedicarsi alla sua prima passione in modo più consapevole: «Ora seguo personalmente la produzione. Le mie canzoni non sono più fotografie di uno stato ma piccoli cortometraggi».
Quelle cantate da Daniele sono parole forti, provocatorie: nel singolo Libero Barabba parla dello stupro prendendo le parti del violentatore, convinto che per arrivare alla gente è necessario shoccare. E, visto che il suo pezzo ha dato il nome a una campagna internazionale contro la pena di morte, è difficile dargli torto.
Nel suo ultimo singolo, Lo psicanalista, che uscirà tra poco, questo giovane artista canta la malasanità servendosi delle immagini di un videoclip e per i prossimi mesi ha in serbo un tour di concerti tra Italia, Malta e Slovenia.

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