Weekend La Spezia Sabato 5 agosto 2006

Sulle sponde del Lago Verde

Genova - Siamo nell’Alta Lunigiana e precisamente tra le vette dell’Appennino protette interamente dal Parco dei Cento Laghi e dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Come il nome può suggerire, questi rilievi - fra Toscana ed Emilia ma ad un passo dalla Liguria - sono disseminati da incantevoli laghetti di montagna, circondati da ampie foreste.

Uno di questi invasi, nel lato emiliano dell’Appennino, è il Lago Ballano, non lontano dal paesino di Monchio delle Corti. Meta di picnic ed escursioni domenicali è solitamente piuttosto frequentato, tanto che nella buona stagione sulle sue sponde sorge anche un minuscolo bar. Niente che sia fuori luogo, una cosa ben fatta in legno... Più negativi per il paesaggio sono i macchinari e la diga cui si deve la formazione del lago.
Attorno, in ogni caso, lo scenario è di ampio respiro: fresche foreste di faggio rivestono i rilievi fino alle cime e le tracce dell’uomo sono a malapena visibili.

Attorno al lago si prende il sole e si fanno robuste mangiate e . Per i più motivati, una fitta rete di sentieri conduce un po’ dappertutto nell’Appennino parmigiano. Proprio da qui, in meno di un’ora, si arriva al Lago Verde, uno dei laghetti più belli della zona. Alle spalle del Ballano una strada forestale piuttosto ripida attraversa la faggeta per poi scavallare e ridiscendere in un’altra conca.
Anche in questo caso l’origine dell’invaso è dovuta ad una diga, ma l’opera non si nota molto. Scendendo vicino all’acqua si coglie il perché del nome: le acque del lago, pulitissime e decisamente trasparenti, si colorano di un bel verde azzurro lungo le sponde, per poi volgere al blu e al verde cupo verso il centro del bacino.

Il paesaggio e l'acqua sono particolarmente invitanti nelle belle giornate estive, anche se – bisogna ammetterlo - a molti non piace fare il bagno nei laghi. Le acque scure e il fondo melmoso danno un’immediata sensazione di pericolo e ostilità anche se sott’acqua non si nasconde nulla più di qualche trota. Molto spesso poi, mentre le acque superficiali sono piuttosto calde, sotto il metro, dove non vengono facilmente rimescolate dal vento, si sprofonda in un baleno nel Mare del Nord. Il Lago Verde, con il fondo chiaro, gli accessi semplici, le sponde ghiaiose e rivestite di microscopiche spiaggette e di campetti erbosi è una parziale eccezione, anche se fare il bagno qui non è proprio cosa da tutti.
I sentieri che corrono lungo le rive garantiscono sempre un buon accesso all'acqua e radure dove sdraiarsi e, al limite, piantare le tende. Il sole è presente per quasi tutto il giorno ma a 1500 metri è difficile che il caldo si faccia sentire. In alcune giornate particolarmente sfortunate ci possono essere tafani e zanzare. Altre volte non se ne vede neanche una. In ogni caso meglio portarsi l’Autan.
Di ritorno potete fermarvi a cenare, e magari anche a dormire, in uno dei tanti piccoli e pittoreschi rifugi del parco. In quest'altro diamo un quadro d’insieme più ampio anche sulla ricettività.

Per arrivare in zona è meglio uscire a Pontremoli sulla Spezia-Parma e salire verso il Passo della Sillara in direzione Pracchiola e poi Bosco. La strada è poco trafficata ma le distanze non sono brevi, anche se in linea d'aria sembra il contrario. Da Genova ci vorranno almeno due ore per a raggiungere il parco. Se invece siete già al mare in zona La Spezia occorrerà meno di un’ora.

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