Arte povera e concettuale - La Spezia

Mostre La Spezia Mercoledì 16 giugno 2004

Arte povera e concettuale

La Marrana: una Localizzazione
Due installazioni di Joseph Kosuth e Jannis Kounellis
Catalogo con testi critici di Andrea Bellini e Bruno Corà
Apre al pubblico dal 26 giugno 2004 al 1° agosto 2004
Casa Bolongaro – La Marrana – (Montemarcello – Ameglia - La Spezia)


Ritorna l'appuntamento estivo sui prati de (nel Parco Naturale di Montemarcello e della Magra - La Spezia) a partire dal 26 giugno. Gianni e Grazia Bolongaro continuano il loro progetto creativo che, di anno in anno, arrichisce il territorio e convive con l'ambiente che amabilmente curano. Tra olivi in fiore e alberi da frutta, tra scalini in pietra e balze liguri, dove la macchia mediterranea parla con i suoi colori e i suoi profumi, tra zone coltivate ad orto e veri e propri giardini dalle mille sfumature, linguaggi espressivi diversi tra loro - sculture, installazioni, video e creazioni artistiche dei più vari materiali - trovano la loro giusta collocazione. Perché ogni opera d'arte qui ospitata e accolta è stata pensata precisamente per questo luogo e meditata perché la convivenza sia possibile. Questo è la Marrana e anche di più. Ce lo racconta Gianni.

Kosuth e Kounellis: due artisti affatto diversi, perché insieme? Quali criteri dietro questa scelta?
Gli artisti che sono stati invitati a lavorare a La Marrana non sono mai stati scelti secondo un’unica modalità di linguaggio o perché appartenenti ad un unico filone dell’arte. Al contrario, sono passati da qui rappresentanti dell’arte povera, dell’arte astratta o un informale come Mainolfi. Il nostro obiettivo è far convivere diverse tipologie espressive. In questo caso un concettuale e un rappresentante dell’arte povera sono accettati entrambi dall’ambiente, dalla terra e dal paesaggio proprio nella loro diversità.
Perché insieme?
Invitandoli entrambi si è venuta a creare una sorta di competizione professionale, del tutto positiva. L’assoluto concetto di Kossuth si confronta con la presenza opprimente della materia di Kounellis. Nessuna modifica dell’esistente da una parte, 3000 kg di bronzo, che pesano sulla terra, dall’altra. Il risultato è un vero e proprio cortocircuito. Perché insieme: perché fanno parte della stessa generazione e parlando due linguaggi diversi che, in ambiente galleristico, è impossibile far coincidere. È la prima volta che espongono insieme e ne sono molto contenti. Li ha intrigati il poter agire liberamente in un ambiente preesistente, trovando nel loro repertorio idee da proporre.
Questa è la settima edizione della Marrana, possiamo fare un bilancio?
Diciamo subito che siamo ben lungi dalla cosiddetta "crisi del settimo anno". Devo dire che il nostro progetto ha buone possibilità di consolidarsi sul territorio, dal momento che le Istituzioni si sono rese conto che siamo un elemento aggiuntivo che non interferisce sullo spazio. All’inizio, infatti, c’era una certa diffidenza o incredulità verso l’idea di inserire un parco d’arte in un ambiente considerato non perfettibile, perché naturalmente già Parco Naturale. Oggi l’atteggiamento dell’Ente Parco e dell’amministrazione è concretamente positivo sugli sviluppi di questa idea.
Questa edizione riprende dopo un anno di interruzione. Cosa ha significato stare fermi?
L’anno scorso non erano state definite le prospettive, a livello dell’amministrazione locale, de La Marrana. Era infatti in atto una verifica della Procura della Repubblica su un possibile danno ambientale per l’opera di Philip Rantzer. Era quindi necessario, secondo noi, fare un atto di riflessione, perché la questione non passasse inosservata, ma fosse oggetto di pensiero. Se metto una memory box, come è il caso degli edifici in legno costruiti dall’artista, non costruisco una casa perché non creo scarichi quindi non modifico l’ambiente né in funzione dell’edificio né per esigenze abitative.
A livello geografico La Marrana guarda a 360°, a livello ideale dove guarda?
In prospettiva guarda al territorio, ad uscire dai confini della nostra proprietà. Abbiamo già dato vita a La Marrana-Off per proporre mostre ed eventi che mettono sempre l'arte in rapporto con l'ambiente. La prima iniziativa è avvenuta in occasione dell'inaugurazione del Museo di Arte Contemporanea di La Spezia. Al Museo dei Trasporti, all'interno di un treno d'epoca, Ottonella Morcellini e Nicola Pellegrini hanno ricreato l'esperienza dei deportati attraverso video e sonorizzazioni che prevedevano anche la lettura di lettere tra familiari, per ricostruire stati d'animo. A settembre daremo vita ad altre due mostre di cui magari riparleremo più avanti, basti pensare che una consiste in una balena di Cashmere lunga 23 metri e alta 5.

Nella foto in alto, il lavoro dell'artista Joseph Kosuth: "Located World, La Marrana", 2003 - e, in basso, quello di Jannis Kounellis: "Senza Titolo La Marrana, 2004"

Scopri cosa fare oggi a La Spezia consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a La Spezia.