Lerici, riapre il Giardino di Villa Rezzola. Gli orari per visitare uno dei più bei giardini all'inglese

Un evento imperdibile a La Spezia

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©Isabella Dothel

Il FAI ha aperto Villa Rezzola nel 2021, in anteprima rispetto ai restauri, che sono cominciati nel 2023 grazie ai fondi del PNRR stanziati dal Ministero della Cultura, cui si sono aggiunti ulteriori finanziamenti da privati e aziende. Oggi, Villa Rezzola riapre al pubblico a conclusione di quei lavori: con il giardino, che costituisce la metà del parco (di quattro ettari in tutto), restaurato e valorizzato, nella vegetazione e nelle architetture, dal pergolato alla serra, e nelle infrastrutture, dai viali alle balaustre, dalle fontane alle scalinate, ai belvedere - riaperti al panorama del mare, che era ostruito dal bosco infittito e inselvatichito -, e dagli impianti idrici a quello per l’illuminazione notturna, progettato dal light designer marionanni. Al recupero del giardino si aggiunge ora l'offerta di nuovi spazi e servizi culturali: una biglietteria con negozio, realizzata nel garage del vecchio casale all'ingresso della villa, riarredato in stile, e un ricco apparato di nuovi contenuti culturali multimediali, di accompagnamento alla visita, realizzati in forma di podcast e di brevi videoracconti fruibili on line e attraverso un monitor interattivo a disposizione del pubblico.

Villa Rezzola è un giardino storico, e come tale è un documento: un monumento. Testimonia e racconta, come altre ville nel Levante e nel Ponente ligure, quel curioso fenomeno di migrazione che dall'Ottocento portò una certa borghesia inglese a prendere casa sulla Riviera ligure, ispirata da viaggiatori e artisti - pionieri furono alcuni poeti inglesi, come Byron e Shelley, da cui prende nome il Golfo dei Poeti -, che ne decantavano il clima mite tutto l'anno, il paesaggio rigoglioso, romanticamente selvaggio, ai loro occhi vergine ed esotico. Gli inglesi in Riviera lasciarono la loro impronta soprattutto nei giardini, che erano un vanto dell'architettura delle nobili magioni inglesi, ma anche una moda e un costume a tutti i livelli della società, e il riflesso di una cultura che univa il gusto romantico per la natura con l'interesse per il collezionismo botanico favorito in Inghilterra dalle spedizioni nelle colonie dell'impero.

Quello che si visita è un giardino originale, ricco di specie come un orto botanico, ma affascinante come un angolo di paesaggio, che sembra spontaneo, ma è costruito ad arte. Spazi più formali, di giardino all'italiana, con prati, siepi, aiuole e viali - tra cui un pergolato di glicine lungo 150 metri -, si alternano a spazi più informali, dove sentieri serpeggiano nel bosco apparentemente selvaggio, tra cui spuntano ninfei, scalinate e belvedere monumentali rivolti a squarci di panorama. Caratteristica di questo giardino, che denota la sapienza e l'esperienza degli inglesi in questo campo, sono le infrastrutture, funzionali a una gestione efficiente, che oggi si rivela utile ed ecologicamente sostenibile: una grande serra, un ombrario, un semenzaio (che oggi accoglie 18 pannelli fotovoltaici) e un sistema idrico che capta, raccoglie, accantona e distribuisce l'acqua attraverso una fitta rete di canali, collegati a vasche, cisterne e fontane, per sfruttare al massimo la risorsa, a scopo irriguo ma anche ornamentale, il che è tipico dei giardini inglesi.

Con un investimento di circa 2.300.000 euro, a fronte di un contributo di 2.000.000 euro ricevuto nell’ambito del PNRR ''Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici'', il FAI ha restaurato e riqualificato 1,5 ettari di aree verdi attorno alla villa, ora nuovamente visitabili. A questo intervento si sono aggiunti 1.200.000 euro di investimenti per completare il recupero di balaustre, scale e belvederi, restaurare e adeguare il casale d'ingresso, dove ci sono biglietteria e negozio, e realizzare gli altri servizi di accoglienza al pubblico e quelli culturali, oltre che per mettere in sicurezza gli esterni della villa e illuminare il giardino. Da 400 metri di pergolati recuperati a 18 scalinate in pietra e mattoni restaurate, 12 vasche e fontane riattivate, più di 8.000 tra fiori, arbusti e alberi piantati: sono solo alcuni dei numeri di un gran lavoro, che ha coinvolto in 17 mesi oltre 20 professionisti diversi, dall’agronomo all’archeologo, e oltre 50 maestranze specializzate.

Un lavoro impegnativo, lungo e oneroso, che oggi permette di godere della bellezza di questo originale giardino, tra i
più belli della Riviera di Levante, e di apprezzarne la storia. Ma già la Fondazione sta raccogliendo fondi per avviare un nuovo cantiere che completerà nei prossimi anni il restauro del parco e soprattutto metterà mano alla villa, dagli impianti agli interni, dalle decorazioni alle collezioni di arredi e oggetti e documenti, fino all’aggiunta di ulteriori servizi ricreativi e culturali che daranno ancora più soddisfazione alla visita e più valore al patrimonio che questo Bene rappresenta, per il FAI e per l'Italia. Parallelamente al cantiere di restauro del giardino, il FAI si è già portato avanti con alcuni lavori negli interni della villa, in particolare negli ambienti del piano terra, che è già visitabile nella sua interezza. Le collezioni e gli arredi - dai dipinti agli oggetti d'arte, dagli orologi ai punti luce, ai tessili - sono stati oggetto di studio, catalogazione, mappatura conservativa e campagne di pulitura, oltre a messa in sicurezza e primi restauri, realizzati in accordo con la Soprintendenza competente.

Il percorso di visita al piano terra permette di ammirare ambienti caratterizzati dal tipico gusto inglese di inizio Novecento con cui furono rivisitati dai coniugi Cochrane e si snoda attraverso l'Ingresso e l’Atrio, il Salone, da cui si accede alla grande terrazza panoramica sul mare con una suggestiva vista sul Golfo dei Poeti, la Sala da pranzo con il soffitto decorato con motivi neogotici, che si ritrovano anche nelle vetrate a piombo dell'ingresso, il Salottino, caratterizzato da arredi, oggetti e ricordi della famiglia Carnevale, due Studioli dedicati rispettivamente a Maria Adele Carnevale e a Piero Miniati, infine la Biblioteca o Sala della musica, con la boiserie in legno, il parquet posato a spina di pesce e i tipici bow windows di sapore inglese protesi verso l'esterno.

Grazie al contributo del PNRR e in collaborazione con l'Università degli Studi di Genova e l'Università degli Studi dell'Insubria, il FAI ha inoltre avviato nel 2022 un’importante campagna di studi multidisciplinari che ha permesso di gettare le basi per una conoscenza articolata e approfondita di Villa Rezzola, della sua storia, del suo parco, dei personaggi che vi hanno vissuto e del contesto storico e culturale in cui si inserisce. Di grande rilievo anche lo studio della flora e della fauna del giardino, realizzato con l'obiettivo di incrementare la biodiversità e migliorarne l'efficienza ecosistemica.

Il percorso di visita è libero e supportato da podcast audio: una prima serie di brevi audio accompagna il pubblico negli ambienti della villa, mentre tre nuove serie di podcast sono dedicate alla storia del solo giardino e alle sue caratteristiche architettoniche e botaniche. Nella serra, inoltre, è allestito un monitor touch screen, che offre ulteriori contenuti audio e video, dal titolo Racconti dal giardino. Una mappa interattiva del parco consente di scoprire le specie botaniche coltivate e alcune curiosità, due brevi video racconti a cura del FAI ripercorrono la storia del giardino e i lavori eseguiti dal FAI, e infine, grazie ai tutorial video Lezioni di giardinaggio, fruibili anche on-line e creati in collaborazione con l'influencer e content creator Simonetta Chiarugi, i visitatori possono apprendere alcuni rudimenti di giardinaggio e, soprattutto, le competenze per essere ''giardinieri del pianeta'', responsabili e consapevoli dell'Ambiente che ci circonda.

Il giardino di Villa Rezzola è accessibile a persone con ridotta capacità motoria, grazie alla dotazione di due ausili alla mobilità: una carrozzina elettrica per la visita in autonomia e una joelette elettrica per la visita accompagnata anche in presenza di gradini e dislivelli più significativi. Inoltre, grazie al servizio Museo per Tutti dell’Associazione L’Abilità Onlus, guide in linguaggio easy-to-read e in CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) consentono una visita consapevole, autonoma e soddisfacente a persone con disabilità intellettiva.

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