Concerti Imperia Mercoledì 5 marzo 2003

La musica si è persa in uno spot (1)

Genova - Il primo atto del nazional-polpettone musicofilo italiano è andato in onda ieri sera, 4 marzo, senza colpo ferire. Ovvero ciò che i responsabili artistici desideravano accadesse, dopo tutte le polemiche dei giorni scorsi.

Tutto bene quel che scorre bene; Pippo, patinato, sicuro, onnipotente ha gestito uno spettacolo poco innovativo nella forma complessiva, ma con un paio di novità interessanti. Le due presenze femminili (Gerini ed Autieri), se pur comprimarie rispetto a Baudo, hanno espresso personalità e capacità artistiche inusuali per le cosiddette “vallette a cornice”. I teatrini introduttivi con gli artisti hanno stemperato il clima di tensione della gara, dando più spazio ai cantanti ed evidenziando la loro carriera complessiva.
Bisogna in ogni caso dire senz’altro che tutto lo spettacolo di ieri sera, se vogliamo fare polemica, sembrava al servizio degli sponsor e delle esigenze d’incasso di denaro fresco per una mamma RAI boccheggiante.
In effetti, perché far durare il tutto per ben quattro ore e mezza, se non per vendere spazi pubblicitari a un prezzo esorbitante? Perché far iniziare il “Dopofestival” all’1.30 passata, un orario impossibile, tanto che neanche una nottambula come me è riuscita a vederlo finire (le mie palpebre hanno ceduto alle 2.10)? Ho appena fatto in tempo a rendermi conto del conformismo tranquillo dei conduttori, finalmente graditi a Pippo, e a notare nei giornalisti specializzati presenti una benevolenza, una magnanimità stucchevole, che mi fa sostenere l’inutilità di questo contenitore post-festival.

Tutto nella norma, tutto sotto controllo. Perché la trasgressione non deve risiedere in piena notte (vedi polemica Sgarbi/Bugatty), ma è possibile sfiorarla in prima serata con la presenza d’Amanda Lear nella giuria di qualità (lei a suo tempo fece dell’ambiguità lo strumento principale del suo successo). Per non parlare poi del bacio shock tra la Littizzetto e Pippo, dove si voleva far vedere che solo “Lui” può trasgredire, da buon padre padrone qual è.
Ho la teoria, scontata forse, che di prima donna ne deve esistere solo una (in questo caso uomo). Alias: Sgarbi avrebbe potuto oscurare troppo l’importanza di Baudo. Quindi meglio eliminarlo, ancor prima di cominciare, con una scusa.

Share in ogni modo non grandioso, dati Auditel alla mano.
Tutto troppo lungo: le presenze si dimezzano intorno alle 23.00 (ahimé, l’indomani bisogna andare a lavorare).
Sulle canzoni mi astengo, un ascolto solo non basta, martoriato per di più da televendite e messaggi promozionali vari. Mi ripropongo di parlarne nei prossimi giorni.
Comunque ad una prima impressione i pezzi dei giovani non mi sembrano un granché, e i big mi sorprendono solo con Cammariere, Alex Britti e, stranamente, la Oxa.
Ah! Facile per i critici, che nei giorni scorsi avevano già sentito i pezzi più volte, lanciare messaggi sulle canzoni criticandole apertamente, per poi rimangiarsi quasi tutto nella notte e stamattina sui giornali.
Anche questo è un gioco al rialzo sulla ruota di Sanremo.

Ancora una cosa, la Pace è stata dimenticata volontariamente sul palcoscenico dell’Ariston. Solo Lisa, minuta e potente cantante se l’è sentita di portare l’arcobaleno sul palco, spero non l’avesse concordato.

A

Donatella Iannetti

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