Weekend Imperia Venerdì 14 agosto 2015

Realdo, che bello riscoprire gli scrittori con un trekking

Narrando Realdo
© Mario Repetto
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Genova - Era moltissimo tempo che aspettavo che qualcuno organizzasse un itinerario letterario a Realdo (ora che vivo qui) parlando dei nostri scrittori: è successo il fine settimana scorso, da venerdì 7 a domenica 9 agosto. Negli anni passati ricordo qualcosa di simile vicino ad Alassio, dove ho lavorato e vissuto, ma mi aveva colpito soprattutto la mia visita a Recanati, il paese di Leopardi, con la torre antica, dove cantava il passero solitario, e dove ho visto la siepe che occlude l’orizzonte allo sguardo ancora oggi.

Il momento è finalmente arrivato venerdì 7 agosto, quando ha preso il via il programma Narrando Realdo messo a punto da Valle Argentina Facile da Amare, dalla Vaštéra, con il supporto di Realdo Vive e il suo rifugio.
Oggi gli itinerari di questo tipo sono ormai diffusi: esiste quello su Felice Cavallotti; quello sulle tracce di Beppe Fenoglio nella Langhe; i parchi letterari siciliani che comprendono Giovanni Verga, Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo. «La letteratura rappresenta un’autentica isola felice per la fantasia e la creatività ma è anche il risultato della fascinazione esercitata da lingua, storia e cultura del luogo sugli scrittori, dalla cui penna scaturisce», ho visto scritto da qualche parte: una frase che ben si adatta al trekking letterario, che hanno condotto Laura Guglielmi e Giacomo Revelli, a Realdo, Borniga e Case Pin.

Giacomo Revelli ha ambientato un libro proprio in questo territorio, Nel tempo dei lupi. Questi i due personaggi principali del romanzo: Guido, installatore di antenne per la diffusione di internet, in un luogo - Realdo - dove non si riesce a far funzionare i telefoni portatili, buoni solo per le chiamate; e Giusè, pastore quasi eremita che passa l’estate con le pecore a l’Abenin e che di stranome è chiamato Burasca.
L’antenna deve essere piazzata a Barëghë dër Bola, ma c’è una lupa che si aggira attorno alla Vaštéra (nome con cui i brigaschi chiamano il recinto per le greggi). Revelli è riuscito a mettere in evidenza lingua, storia, cultura di questi luoghi: il territorio brigasco tra Realdo e il confine con la Francia.

Durante l'itinerario letterario, Laura Guglielmi ha parlato molto di Italo Calvino e Francesco Biamonti, e altri scrittori liguri scomparsi. Le ho detto che non bisogna dimenticarsi di scrittori come Riccardo Bacchelli che, con il suo Viaggio per terra e per mare, ci ha lasciato una stupenda cartolina di Triora. Ho anche aggiunto che non bisogna neanche trascurare Ugo Foscolo che, nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis, descrisse in modo fantastico il clima della val Roja.

Ecco il percorso che abbiamo fatto: Realdo, partenza alle ore 10.30, sosta presso la chiesa di Sant’Antonio, poi su verso Borniga. Altro breve stop e poi siamo ripartiti verso il Pin e l’Abenin. Giunti qui era d’obbligo una sosta più lunga: abbiamo mangiato un pasto al sacco, sotto l’acero monumentale che si trova in un prato, che un tempo era un ottimo pascolo, uno di quelli usati sicuramente da Giusè Burasca.
Alle 15.30 ritorno a Borniga e da qui giù fino a Realdo, dove ci attendeva una merenda preparata da Gianpiero de Zanet, del citato rifugio.

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