Weekend Imperia Giovedì 19 dicembre 2002

L’eco di Badalucco

Le vie della letteratura sono proprio infinite. Passano per grandi città, attraversano mari e fiumi, ma spesso si fermano anche nei paesi dell’entroterra. E così può accadere che un piccolo paese della Valle Argentina finisca nell’ultimo romanzo di Umberto Eco.
Proprio così. Badalucco, per chi non lo sapesse, è un centro abitato da circa cinque o seimila anime, immerso nella valle scavata nel tempo dal torrente Argentina, subito dopo Taggia, in provincia di Imperia. Se invece questo nome lo conoscete già, sarà per l’ buono che si fa da quelle parti, o per la strafamosa Sagra dello Stocafisso alla Baucogna, che si tiene alla fine di settembre.
Ma nell’ultimo libro di Umberto Eco, scrittore-saggista e professore di semiotica all’Università di Bologna, niente di tutto ciò. La parola Badalucco compare senza alcun riferimento alla cittadina ligure. Anzi, uno dei personaggi si rivolge ad un altro con queste parole: «Sei proprio un Badalucco», con l’intenzione di dichiarare apertamente la sua stoltezza. In Baudolino, dunque, Badalucco, vorrebbe dire sciocco.

Dell’errore si è accorto Nico Orengo, curatore del Tuttolibri di La Stampa, che ne ha parlato in uno dei suoi fulmini l’estate scorsa.
Ne è nata una querelle scherzosa tra Bologna e la Valle Argentina. Il sindaco di Badalucco, Romano Bianchi, ha scritto, assieme ad Orengo, una lettera di protesta a Umberto Eco, in cui faceva notare che, sui dizionari, Badalucco è riportato al massimo con il significato di giocattolo, trastullo, e non assolutamente con quello di sciocco, stupido.
Contemporaneamente il sindaco invitava Eco a visitare Badalucco per l’estate prossima, quando nella cittadina si terrà l’annuale Festival della Ceramica. Eco, dal canto suo, chiede scusa e si giustifica dicendo che non conosceva assolutamente quel nome. L’autore de Il nome della rosa non conosceva il nome di Badalucco.
«Non ci ha promesso di venire», dice il sindaco, «ma ha proposto di intitolare una via di Badalucco a Baudolino». E, in parte, ciò è già stato fatto. Gli allievi di un corso di ceramica tenutosi a Badalucco hanno realizzato opere aventi per tema proprio i personaggi del romanzo della discordia, alcune delle quali sono state esposte poche settimane fa anche qui a Genova.

Questa è la storia dell’Eco di Badalucco. Ci piacerebbe terminarla con un bel - ...e vissero felici e contenti -, invece abbiamo un’altra B da aggiungere a quelle di Umberto, Badalucco, Bianchi, Baudolino e Bologna. Quella di Boccaccio.
Anche nel Decameron si trova badalucco con lo stesso significato di Baudolino. Che si fa? Scriviamo anche a Certaldo?

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