Cultura Imperia Martedì 3 dicembre 2013

Imperia ricorda Giulio Natta a 50 anni dal Premio Nobel

di
Giulio Natta

Genova - Polipropilene isotattico. Non è uno scioglilingua, non è una tecnica usata in logopedia, non è un manuale bellico di strategia: è la plastica, il materiale che Dio si era dimenticato di creare, distrazione a cui rimediò Giulio Natta, nato a Porto Maurizio quando Imperia non esisteva ancora e unico italiano della storia a essere insignito del premio Nobel per la chimica.

In questi giorni polipropilene isotattico sono due parole da imparare a memoria perché stanno per iniziare una serie di eventi per celebrare il suo ideatore.

Tre giornate dedicate a Giulio Natta, per ricordare il cinquantesimo anniversario del conferimento del Nobel, e alla città dove è nato, per aiutarla a non perdere la memoria del passato, per farle conoscere le menti creative che l'hanno lasciata per offrire il loro talento al mondo.

Giulio Natta a 50 anni dal Nobel si sviluppa con un programma intenso e vario tra martedì 10 e venerdì 13 dicembre che porta a Imperia scienziati insigni che hanno lavorato con Natta e che raccontano l'uomo oltre che il ricercatore. Inoltre, quattro cervelli in fuga, che non hanno mai dimenticato la loro città, parlano di sé, del loro lavoro, delle prospettive, delle difficoltà, della fatica, delle soddisfazioni e del legame con Imperia.

Gli imperiesi possono anche vedere due documentari. Il primo parla del chimico, lo mostra al lavoro e nella vita, racconta il Moplen, la ricerca, la storia d'amore con la moglie, il trionfo dell'unico Nobel italiano per la chimica; mentre il secondo è scritto, diretto, prodotto da imperiesi che hanno portato il loro Nobel, i cervelli in fuga, quelli stanziali e il Dams addirittura al Festival della Scienza 2013.

Tra un evento e l'altro è possibile assistere al riposizionamento, nei giardini di fronte alla scuola intitolata al grande scienziato, della macromolecola del polipropilene isotattico, ritrovata e ricostruita grazie a Gabriella Badano.

Questi tre giorni sono, quindi, dedicati a grandi scoperte: quella lontana di Natta, quella quasi antica dell'Imperia capitale dell'industria agroalimentare nel mondo e anche della cultura con il primo house organ d'Italia che vendeva olio di oliva attraverso una rivista letteraria altissima; quella del presente, infine, con una piccola rappresentanza del gran numero di menti che vivono e lavorano fuori dai confini della città.

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