Concerti Imperia Venerdì 4 ottobre 2013

Premio Tenco 2013: la seconda serata con Garland Jeffreys e James Senese

James Senese
© Manuel Garibaldi
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Genova - La seconda serata del Premio Tenco 2013, giovedì 3 ottobre, inizia con una gaffe del presentatore Antonio Silva che confonde il nome (scambiandolo in Valentina) di una canzone di Enzo Jannacci: Vincenzina e la fabbrica.
Il pubblico gli tira le orecchie immediatamente. Da ripetere. Buona la seconda.

Si riparte. E la serata inizia con l'ingresso del savonese Massimo Schiavon. È un omaggio ad Enzo Jannacci con il quale, peraltro, ha collaborato. Le note del pianoforte scorrono, il pubblico capisce e un sottile velo di malinconia si aggrappa ben stretto ai drappi rossi del Teatro del Casinò.

E dalla Liguria ci si sposta a gonfie vele in sicilia con Tony Canto: cantautore, produttore, arrangiatore. Forse solo chitarra e voce sono un po' troppo (poco).
Ed è il momento che sterza un po' l'andamento della serata: Lu Colombo, voce chiara e pulita, chitarra e una band molto ben organizzata: Peccato per il piccolo intoppo tecnico in apertura (un cavo non funzionava, ahimé). Un tocco di ritmo in più, in crescendo. Brava, bravi!

Entrano in scena gli Equ, un quartetto rock (o forse no) dei quali, ahimé non posso aggiungere altro.
Signore e signori, James Senese & Napoli Centrale: un sassofono in prima linea, e cambia tutto. Percezione di calore e tristezza. D'altronde scrive il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita.

Il gran finale (e che finale!) arriva poi con la premiazione di Garland Jeffreys: mezzo newyorkese e mezzo portoricano, è un’icona della lotta statunitense al razzismo e punto di sintesi tra la cultura afro-americana e la poetica metropolitana di New York. Alcuni suoi brani sono diventati veri inni antirazzisti a partire dagli anni ‘70. Le sue canzoni di denuncia sociale rappresentano il ponte tra la musica reggae di Bob Marley e il rock'n'roll urbano di Lou Reed, artisti coi quali Garland ha collaborato a lungo. È stato il primo americano a registrare a Kingston in Jamaica. Ha collaborato anche con Sonny Rollins, John Cale, Bruce Springsteen e Dr John. La sua Wild in the street (1973), canzone-manifesto prodotta da Dr John, che racconta le strade violente del Bronx, è stata di recente ripresa dal giovanissimo gruppo hardcore punk Circle Jerks. Le canzoni di Garland che denunciano le discriminazioni razziali sono la naturale espressione di un mulatto cresciuto nei quartieri periferici di New York, un ragazzo dalla pelle scura, dalla folta chioma afro e dagli occhi azzurri.

E Jeffreys, al contrario di tutti e con mio stupore, scende dal palco. Saluta e ringrazia i presenti, e continua così per qualche minuto. Un vero maestro di stile. E poi tocca a lui. La band inizia e Jeffreys dà il meglio di se stesso. Ritmo reggae, tanti colori e tanta gioia.

La seconda serata non poteva concludersi meglio. Così, tanto per giocare: voto 7, come la prima.

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