Concerti Imperia Mercoledì 21 agosto 2013

Pacifico: «è la fantasia che mi fa stare bene»

Pacifico e il videoclip di 'Sarai l'estate'

Genova - Solo due località avranno l’onore di ascoltare in anteprima In cosa credi, il nuovo lavoro di Pacifico, che verrà pubblicato il 24 settembre da Carosello Records. Una di queste è Oneglia, che ospiterà il cantautore venerdì 23 agosto in piazza dell’Olmo, nell’ambito dell’Imperia Music Festival. Per l'occasione Pacifico è accompagnato sul palco da Ivan Ciccarelli alle percussioni e Silvio Masanotti alla chitarra. Ingresso 12 euro, per info facebook.com/imperiamusicfestival.
Lo abbiamo intervistato, parlando di passato, presente e futuro. 

In cosa credi, oltre al brano in cui hai duettato con Manuel Agnelli nel disco precedente, ora è anche il titolo dell’ep in uscita e del tour. Tu, come persona, in cosa credi?
«Non ho una fede, un metodo sperimentato che mi è stato tramandato a cui aggrapparmi. Ci sono una serie di cose che mi fanno stare bene, e credo in questo di essere uguale a chiunque. Ho questo bisogno costante di estraniarmi, di andare in un altro posto almeno mentalmente. La fantasia, ne parlo nello spettacolo, ha reso la mia vita diversa e accettabile prima che lo diventasse. Ci sono cose nuove poi, esperienze di cui non puoi prevedere l'intensità se non le attraversi. Ho un figlio piccolo, ho assistito e ancora assisto genitori anziani, ho una relazione sentimentale importante e complessa, complessa e ricca proprio perché importante. Ho la scrittura, il buio nei cinema, le conoscenze di epoche e persone fatte a mezzo libro. Ho i ricordi, i desideri. Insomma, ho tante cose intorno per vincere l'incertezza e l'abulìa».

Questo nuovo disco include anche brani, come tu stesso li definisci, dispersi, nati quindi nel passato. In questi 12 anni di carriera solista, cosa è cambiato? Scrivi sempre allo stesso modo?
«Sì, ogni volta che penso a un disco vedo che il mio modo di scrivere cambia. A volte, nei momenti faticosi, mi sembra si sia complicato, temo si sia involuto. Altre volte, fortunatamente più spesso, mi sembra proceda. È come se, soprattutto per quanto concerne i testi, io stia continuando ad avvicinare le cose che voglio dire. All'inizio ero come sopraffatto dalle parole; ho iniziato a scrivere parole su musica tardivamente, così quando le parole si sono presentate mi hanno quasi ipnotizzato, era più la musicalità delle parole accostate, la sorpresa che queste destavano, almeno in me, ad affascinarmi: le parole stesse diventavano l'oggetto della descrizione. Ora sono sempre più vicino a qualcosa o qualcuno da raccontare, e le parole, scelte, aiutano senza vanità, senza rubare troppo la scena. Anche come autore, tutte le canzone scritte sono stati esperimenti, continuo a imparare».

Lo spettacolo che metterai in scena ad Imperia e, la sera successiva, a Santa Maria Maggiore (NO), non sarà costituito solo da canzoni, ma anche da monologhi e riflessioni. È questa la forma di concerto che ti rappresenta meglio attualmente?
«Sul palco mi sembra di stare mettendo a fuoco ora una personalità definita, e questo dipende proprio dall'anomalia di una carriera come la mia. Avendo cominciato tardi come solista, ho avuto tutte le indecisioni e i cambi di rotta dei principianti solo che avevo già 40 anni, quindi non potevo giovarmi dell'indulgenza che si riserva ai ragazzi. Ma le mie incertezze erano le stesse, e dipendevano dal poco esercizio, dalla conoscenza approssimativa dei mie punti di forza e delle mie debolezze. Ora dopo una dozzina di anni mi conosco, e mi sembra di aver trovato un modo di stare sul palco che mi appartiene. Io provo più piacere a starci e le persone che vengono mi sembrano sempre felici alla fine».

Dopo questo nuovo progetto, quali esperienze professionali vorresti affrontare?
«Sempre impegni di scrittura. Forse un libro, sogno un musical, ci sono andato vicino qualche anno fa. Vorrei tornare a scrivere per il cinema, sto lavorando a un disco nuovo, sto provando a lavorare come autore a Parigi, dove adesso vivo… insomma, comincio ad avere più progetti che tempo per realizzarli. Però certo non sono seduto».

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