Weekend Imperia Martedì 9 ottobre 2001

La nuova stazione di San Remo

Le stazioni sono cuori pulsanti, organismi vivi. Ti riempiono di facce, di odori, di puzze, di rumori, dei vapori delle locomotive. Ti entrano nella pelle. Sono universi meravigliosi e sconosciuti in cui perdersi.
Alcune sono bellissime, come quella di Milano, una lussuriosa esibizione di spazi, di vuoti e pieni che riempiono gli occhi, scale mobili , self-service, centri commerciali. O Piazza Principe, a Genova, di un bianco quasi innaturale, con la facciata che sembra di seta. Frusciante, leggera.

Il 27 settembre è entrata in funzione la nuova stazione di San Remo. I cittadini la aspettavano da tanti anni, sembrava non dovesse essere mai pronta. Volevano liberarsi dai passaggi a livello che dividevano la città in due e costringevano a lunghe soste e a interruzioni del traffico. Forse non ci speravano più.
A me piaceva veder passare i treni. Erano una presenza amica, mastodontica, ondeggiante. Promettevano destinazioni lontane, facevano sognare, come il mio preferito, il Milano-Port Bou, che attraversa due frontiere. Ho passato ore ad osservarli, a lasciare che scandissero le mie giornate. Però capivo il disagio di quel binario a picco sul mare, a volte mosso da onde schiumose, altre di un azzurro commovente che ti pareva di toccarlo, di sentirti invaso dal suo profumo. Era un percorso suggestivo, affascinante, ma lentissimo.
E poi c’era quell’accesso al porto bloccato dalla strada ferrata.

Il 24 settembre, in ritardo di più di un’ora, è transitato l’ultimo treno sulla linea costiera. È apparsa sui giornali una bella foto coi ferrovieri e qualche passeggero che brindano allo storico momento. L’ho conservata. Ha un sapore dolce e letterario. Poi ci sono stati tre giorni di blocco della circolazione ed è partita la stazione nuova, quella che tutti chiamano “ferrovia a monte”.

Nonostante l’emergenza mondiale e i cupi venti di guerra, ne parlavano tutti: per le strade , nei bar, dentro ai supermercati. È vicina a casa mia, la vedevo parzialmente incompiuta pochi giorni prima, pensavo non ce l’avrebbero mai fatta. E invece hanno lavorato giorno e notte e ci sono riusciti, anche se molte cose devono essere ancora sistemate.
La mattina del 27 ci sono entrata, con grande curiosità, quasi intimidita. Fuori è grigia e un po’ tetra, anche se hanno abbellito l’ingresso con aiuole fiorite. Dentro fa girare la testa.
Un videogame. Futuribile. Il quadro partenze e arrivi è computerizzato, non si vedono più le lettere e i numeri scorrere rapidi come mazzi di carte. Una via di mezzo fra una metropolitana e un aeroporto. Un tunnel di 400 metri, tapis roulant sui due lati, e poi i due binari sotterranei. L’ho girata e annusata. È lucida, ordinata, asettica, però manca ancora il nucleo caldo, manca l’anima. Deve rodarsi, impregnarsi delle nuvole di vapore sollevate dai convogli, raccogliere come una spugna le storie di turisti e pendolari. I corpi, le attese, le colazioni veloci, le corse all’ultimo momento. I segreti, i cui aloni ancora aleggiano attorno alla vecchia stazione “a mare”.

Ci vorrà tempo, ma quando il fischio del capostazione sembrerà una musica, malinconica o lieta, capace di far brillare o sfaldare progetti e itinerari, allora e solo allora la “stazione a monte“ sarà pronta davvero.

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Jurassic World Il regno distrutto Di J.A. Bayona Azione, Fantascienza, Avventura U.S.A., Spagna, 2018 Sono passati quattro anni da quando il parco tematico di Jurassic World è stato distrutto dai dinosauri scappati dalle gabbie di contenimento; Isla Nublar adesso è un luogo selvaggio abbandonato dagli umani dove i dinosauri sopravvissuti... Guarda la scheda del film