Concerti Imperia Venerdì 25 maggio 2012

Mr. T-Bone. Dagli Africa Unite ai Dreamers: l'intervista

Genova - Questa sera, venerdì 25 maggio, i Dreamers di Imperia avranno un ospite d’eccezione: Mr. T-Bone. Al secolo Luigi De Gaspari, il cantante e trombettista classe 1973 è l’icona italiana per eccellenza dello ska e uno dei maggiori protagonisti del sound jamaicano a livello internazionale.

Presente sulla scena musicale dall’inizio degli anni Novanta, Mr. T-Bone ha all’attivo ben sette album da solista, tantissime collaborazioni con musicisti fra i più apprezzati, come non si contano i tour e le partecipazioni ai Festival di musica da una parte all’altra del mondo. In Italia, tra le altre partecipazioni a vari progetti, come quelli con i Mau Mau e i Casino Royale, ha lavorato con Giuliano Palma & Bluebeaters e dal 1999 suona con gli Africa Unite. Dal 2006 ha una sua band, i Young Lions, con cui a registrato due dischi – nel 2008 Heroes e lo scorso anno Nothing To Lose, pubblicato dall’etichetta di Chicago Jump Up Records – ed è salito sui palchi di mezzo mondo senza mai fermarsi.

Questa sera, ai Dreamers, presenterà un dj set intitolato Slackness, dedicato al meglio dello ska americano ed europeo degli ultimi vent’anni. Già il nome richiama alla mente le note degli Slackers, band nata a New York nel 1990 che ha lasciato un segno indelebile nella scena ska mondiale. Dal titolo di un loro album del 2005, i cui suoni in questi anni hanno influenzato fortemente le produzioni di molte ska band, Slackness sarà un concentrato di ska, swing, rocksteady, funky reggae e dub.

In occasione di questa serata imperiese, siamo riusciti ad incontrare il Signor Trombone per una chiacchierata veloce che riportiamo fedelmente.

Come si sono intrecciate le esperienze con gli Africa Unite e i Bluebeaters con la tua attività da solista?
«Per alcuni anni ho organizzato i miei tour fuori dall’Italia durante le pause dei tour con Africa Unite e Bluebeaters. Poi è diventato impossibile riuscire a tenere il piede in due scarpe e così nel 2008 ho lasciato i Bluebeaters per dare più spazio ai miei progetti. Con gli Africa continuo a suonare, ci organizziamo con i calendari e cerchiamo di fare tutto!».

Quando hai incontrato la musica ska è stato amore al primo ascolto?
«Assolutamente sì. Era il 1990 e un amico mi fece ascoltare i Casino Royale e fu grande amore; poi vennero gli Skatalites e tutti gli altri, come un fiume in piena».

Tu sei originario di Milano, città tra le più vive in Italia. Perché dopo anni hai sentito l’esigenza di spostarti a Torino? Cosa racconteresti delle due città?
«Va dove ti porta il cuore. Si dice così no? E infatti così è stato: ho trovato l’amore, poi una casa, poi un figlio. Milano è stata la mia città per 31 anni. Di cose ne avrei da raccontare per ore, ma più di tutto il resto ricordo con grande nostalgia i primi anni Novanta: avevo vent’anni, c’era La Pantera – e chi se la ricorda più oggi?! – le università occupate ad oltranza e quindi tanta politica, musica. Poi scoppiò il fenomeno culturale delle Posse, i centri sociali e tutto il resto. Sì, tanta nostalgia, sopratutto per la mia R4!
Torino è diventata invece la mia città da 8 anni, la amo molto, e per la mia vita attuale la trovo perfetta: è grossa al punto giusto, c’è molta vita, musica, teatro. Mi piace davvero un sacco!».

Quali sono le città in cui sei stato per lavoro e che più ti hanno colpito?
«Sicuramente New York, l’ho amata ed odiata nel corso di questi ultimi 12 anni. Non ci ho mai vissuto in pianta stabile ma solo dopo averci passato dei mesi ho imparato a capirci qualcosa. È una città intricata e per questo affascinante, che può farti volare altissimo o schiacciarti come un moscerino».

E in Liguria? Sei mai venuto a passarci le vacanze, a fare i bagni in estate con gli amici o la famiglia?
«Stai scherzando? Ho sempre vivi nella memoria gli anni passati da bambino tra Finale e Laigueglia a casa dei nonni. Io amo la Liguria e infatti ogni tanto, durante l’anno, appena riesco prendo moglie e figlio e vengo almeno due giorni a Finale...».

Senza considerare poi le volte che vieni a suonare… Quest’anno la Liguria però perde Balla coi Cinghiali, un festival che aveva portato un po’ di vita nelle estati liguri.
«Purtroppo è così, e come quello di Bardineto altre decine di festival in Italia non si fanno più. Non conosco le ragioni per cui Balla coi cinghiali non si farà, però come dicevo ho sentito di molti festival che per questioni burocratiche o per motivazioni politiche non potranno aprire quest’anno. Che devo dire? Speriamo che in futuro noi cittadini avremo più cura nel decidere chi mandiamo a governarci!».

A te però restano i festival in giro per il mondo. In questi anni hai suonato un po’ dappertutto e collaborato con moltissimi musicisti. Ci sono alcuni aneddoti che vuoi raccontarci?
«Uff, potrei scrivere un libro – anzi, ottima idea! – . Posso raccontarti di quella volta che con la mia band, i Young Lions, ci trovammo al confine tra Serbia e Macedonia e, non avendo tutti i documenti in regola – cosa tra l’altro impossibile da fare – , non ci lasciarono entrare trattandoci come i peggiori criminali. Così chiamai il promoter macedone spiegandogli l’accaduto. Dieci minuti dopo il Ministro della cultura macedone chiamò la dogana dando ordine di farci entrare immediatamente, con tanto di scuse e sorrisoni. Mica male no?».

News in arrivo, novità per il pubblico?

«Beh innanzi tutto è uscito il nuovo disco di Mr.T-Bone & The Young Lions, Nothing To Lose – mrtbone.com –. Per promuoverlo saremo in giro per l’Italia da Giugno a Settembre, poi ripartiremo per un altro giro in Europa, Giappone, Malesia e Indonesia».

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