Concerti Imperia Venerdì 11 novembre 2011

Premio Tenco 2011: De Andrè inedito dà il via alla rassegna della canzone d'autore

Genova - Larghi vuoti in platea, palco ridotto all'osso, senso vago di spaesamento: lo spettatore, entrato nell'Ariston per assistere alla prima serata del Premio Tenco, com'è abituato a fare ormai da 35 edizioni, può aver pensato di aver sbagliato giorno, di essere arrivato durante l'allestimento della sala. Invece no: quella saracinesca che dà su via Roma, quelle vetrate, le porte con i maniglioni antipanico, i tubi antincendio, sono la scenografia del Premio Tenco 2011.

La cura dimagrante imposta alla manifestazione un po' da tutti, Regione Liguria, comune di Sanremo (contributi ridotti al lumicino), Rai etc., ha funzionato fin troppo e della rassegna sanremese dopo anni di glorie non rimane che la passione di chi si ostina a metterla su. Anzi, a volte neppure quella, come dimostrano le polemiche durante la conferenza stampa di giovedì, tra il Club Tenco e la famiglia del cantautore.
A Sanremo si respira un'aria da canto del cigno, da fine di un'epoca. Ma forse non è un problema solo del Tenco: fuori, in piazza Colombo, alcuni giovani giocano a darsi sberloni e indovinare chi, un divertimento da Soliti idioti. Stanno cambiando i tempi.

Accettata però la scenografia, minimal e un po' Blade Runner, giovedì 10 la prima serata comincia bene: Vittorio De Scalzi canta un inedito di Fabrizio De Andrè che fa sobbalzare le poche poltrone occupate. Bella la storia: Faber l'avrebbe trascritto su un tovagliolo dopo un concerto a Vienna per Pepi Morgia, scomparso recentemente, che lo aveva affidato a De Scalzi per musicarlo. Si intitola Le onde del sonno: ora il cantautore genovese lo inserirà nel suo prossimo album.

Inizio con il botto, dunque, un vero scoop, poco importa allora la povera scenografia e il fatto che forse con i tagli ci s'è fatti prendere la mano: niente canzone di Tenco come incipit, come recitava una antica consuetudine.
Dopo un piatto così forte, però, da Marco Parente ci si aspettava di più. Ma forse la colpa è anche dei problemi tecnici che hanno funestato la sua esibizione.
Virata jazz invece con il duo Lotatòla (Serena Ganci e Simona Norato) e l'ensemble barese Fabularasa.
Segue un commovente Vinicio Capossela che ricorda Enzo del Re, grande cantastorie di Lavorare con lentezza, scomparso a giugno.

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