Weekend Imperia Lunedì 27 giugno 2011

Da Badalucco a Triora lungo la valle Argentina

Genova - Nell'entroterra di Arma di Taggia si trova la valle Argentina, che ha il primato del massimo dislivello e della più alta quota sul livello del mare: partendo da Taggia le montagne si arrampicano fino ai duemiladuecento metri del monte Saccarello. Qui sorgono Badalucco e Triora, meta del nostro itinerario.

Badalucco è il primo borgo che si incontra risalendo lungo la valle una volta passata Taggia. È un paese ricco di storia, monumenti religiosi e gastronomia.
Il punto di partenza alla scoperta del borgo è il Ponte di Santa Lucia, il primo dei due ponti medioevali a schiena d'asino che indicano il percorso di fondovalle che portava a Pietrabuona e al Piemonte. Uno snodo cruciale per il commercio.
Posteggiata l'auto nel parcheggio principale e una volta oltrepassato il ponte, svoltando a destra si raggiunge facilmente piazza Duomo sulla quale si affacciano la chiesa di Santa Maria Assunta e l'oratorio di San Francesco.

I murales e le ceramiche accompagnano il visitatore nella riscoperta del centro storico coi suoi ponti in pietra, facendo apparire il borgo come un mosaico a cielo aperto: circa dodici anni fa i più grandi maestri della ceramica come Agenore Fabbri, Luciano Caviglia e Rocco Borella arrivarono a Badalucco con lo scopo di ricolorire le mura delle case, dagli intonaci ormai decadenti.

La cittadina possiede un importante patrimonio di monumenti, segno del suo passato: nel 181 a.c. qui intorno si svolse la battaglia tra Romani e Liguri che segnò la sottomissione della nostra regione a Roma.
Degna di nota dal punto di vista culturale sono la chiesa parrocchiale dell'Assunta e di San Giorgio, in elegante stile barocco, la seicentesca chiesa di San Nicolò, eretta nella parte alta del paese sui ruderi dell'antico castello e la cappella dedicata alla Regina di tutti i Santi.

L'olio e le olive sono il vero patrimonio di Badalucco, la culla della varietà taggiasca fin dai tempi dei romani.
Da più di cento anni il Frantoio Roi
, antico soprannome di una delle discendenze della famiglia Boeri, usato nel passato per distinguerla da altri ceppi familiari, è uno dei massimi produttori della zona, insignito quest'anno delle tre olive di Slow Food. Il cammino dell'azienda è iniziato ufficialmente all'inizio del 1900 con l'affitto di un frantoio allora di proprietà comunale, cui poi è seguita l'acquisto delle fasce e degli uliveti. Oggi il frantoio produce decine di prodotti, dall'extravergine Grand Cru fino a patè, conserve e specialità sott'olio.

Dopo una pausa enogastronomica tra le trattorie del borgo, si ricomincia il viaggio verso Molini di Triora, salendo a quota settecento metri verso un clima tipicamente montano nel comune più esteso della provincia di Imperia, ma abitato solo da quattrocento persone.
Da qui si arriva a Triora, uno dei borghi medievali più suggestivi d'Italia, famoso per i processi di stregoneria celebrati dalla Santa Inquisizione alla fine del Cinquecento. La storia delle streghe rende la visita tra le viuzze del borgo ancora più suggestiva, passeggiando in vicoli strettissimi e dove il silenzio regna sovrano, tra portali gotici in ardesia e simboli delle casate nobiliari impressi negli antichi palazzi.

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Oggi al cinema a Genova

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