Concerti Imperia Sabato 19 febbraio 2011

Lungarella e Spaggiari, fuori dal Festival i milgiori di SanremOff

Genova - Ci sono diversi Festival della canzone italiana paralleli a quello ufficiale. Uno è quello delle presentazioni di libri, dischi, quadri, bigné e frappé che si svolge durante la settimana: SanremOff.

Siccome il vostro antiquato scriba ha l'esperienza dei suoi anni, sa scegliere i posti da frequentare, i buffet presso cui piluccare qualche piacevolezza enogastronomica e qualche long playing di valore. Uno è senza dubbio Selene con la e, di Selene Lungarella. Giovane cantante di natali svizzeri, ma affatto italiana, Lungarella canta bene un pop leggero e non corrivo, aiutata nei suoi inizi di carriera da un produttore di lungo corso e affidabilità certa come Riccardo Benini.
Bel prodotto, davvero, e la chicca di un inedito di Alberto Fortis, che si chiama Dall'alto e, non che orecchiabile oltre misura, rivela una capacità di scrittura che Fortis non ha perso, in trent'anni e più di attività.

Poi c'è un altro Festival, e si svolge per istrada, in mezzo alla folle folla di anziani indigeni e anziani turisti. Per costoro e, genialmente, davanti alle edicole, sta suonando Francesco Spaggiari, che propone a Sanremo il suo fortunatissimo Ri(e)dicola tour e Hotel Balima, che è il suo 33 giri d'esordio.
Spaggiari è un tipo singolare: prima d'incidere il microsolco, ha fatto il fotografo di scena, ha studiato filosofia e giurisprudenza e, ora come ora, fa il bancario. Il disco è, nelle parole di lui, la storia di un cantante che, abbandonato anche dal suo cane, comincia a scrivere canzoni.

Spaggiari è un cantautore, ma suona bene la chitarra e, grazialcielo, ha riferimenti per lo più non italiani: da Iain a Dave Matthews al fùlgido, dimenticatissimo Michael Chapman; passando per Ani Di Franco e, a giudizio dello scriba, anche certa Michelle Shocked, per non parlare di molto buon folk inglese e americano (Gram Parsons? Anche, anche).
Quando si sente dell'Italia in lui, è magari Stefano Rosso; e son cose che fan piacere. La canzone forse più riuscita è Violet b.o.y. o.n. a. w.a.r., titolo ispirato a un dipinto di Mark Rothko; e pure queste cose fanno del bene, che dite? A parte tutto questo, l'uomo è un buongustaio, è naturalmente elegante nel porgere la voce e una souplesse non dovuta soltanto alla giovinezza, dannato lui.

In complesso, siccome l'articolo è già piuttosto lungo e voi siete sempre di fretta, si assegnano qui il premio Scriba 2011 categoria Giovanotte a Selene Lungarella, mentre l'omologo premio Scriba 2011, categoria Giovinetti va senza dubbio a Francesco Spaggiari. Ci si trova stasera, se lo vorrete, per la fine della gran cayenna.

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