Concerti Imperia Venerdì 11 febbraio 2011

La Crus: «Nina Zilli è bravissima, amo i suoi richiami Sixties»

Genova - Gli occhi verdi intensi come il suo canto, espressivi, ansiosi di comunicare. È così che si presenta Mauro Ermanno Giovanardi, calda e profonda voce storica dei La Crus. Joe, come si fa chiamare, ha gli occhi di chi ha finalmente dato alla luce una nuova creatura artistica e si accinge a chiudere un percorso musicale coronando il sogno di partecipare al Festival di Sanremo.

Sul palco dell'Ariston lo vedremo per l'ultima volta esibirsi assieme a Cesare Malfatti, suo compagno nei La Crus, gruppo che si è ufficialmente sciolto nel 2008 e che eccezionalmente si riunirà per affrontare l'avventura sanremese.
In concomitanza con la kermesse canora, il 16 febbraio uscirà Ho sognato troppo l'altra notte?, il suo nuovo album da solista. «Abbiamo provato due o tre volte a partecipare al Festival e ci hanno detto sempre di no - racconta - poi Gianmarco Mazzi e Gianni Morandi hanno chiesto espressamente di avere il marchio dei La Crus quest'anno, per portare in scena un marchio di qualità. Sanremo meritava i La Crus».

Una carriera cominciata proprio nelle città ligure nel 1994 in occasione del Premio Tenco, ricorda Joe, quando De Angelis - direttore artistico - li invitò sul palco dell'Ariston come gruppo scoperto dallo staff della manifestazione. «All'epoca non avevamo ancora un album e nel giro di poco tempo abbiamo firmato due importanti contratti discografici».
Nel 1995 il Premio Ciampi e la Targa Tengo hanno sancito l'esordio sulla scena musicale dei La Crus. Sonorità ricercate, un linguaggio evocativo ma molto attuale - con una poetica mai scontata - diventano la cifra stilistica che contraddistingue il gruppo, che va ad arricchire il panorama del cantautorato italiano.

«Il Teatro Ariston verrà usato come passaggio di testimone per inaugurare la mia carriera da solista. Ci sembrava bello poterci ritrovare là dove è cominciata la storia dei La Crus, per dare una sorta di addio». Certo, per sua stessa ammissione, dal punto di vista della comunicazione si tratta di un'operazione un po' bizzarra. «Ci sono state delle garanzie da parte di Mazzi e Morandi, convinti che poteva essere l'occasione per raccontare una storia romantica».

Joe non teme il confronto con i cantautori provenienti dalla scena alternativa e che hanno calcato il palco del Festival prima di lui: «Mi sarebbe piaciuto vedere riuniti artisti come gli Afterhours, Vinicio Capossela, i Subsonica, Samuele Bersani e Daniele Silvestri. Tutti insieme a Sanremo per far capire che c'è un'altra Italia musicale».

Sul palco dell'Ariston Giovanardi canterà Io confesso, brano che parla di un tradimento e della sua ammissione. Un testo ardito, accompagnato da sonorità che rievocano negli arrangiamenti le musiche composte da Ennio Morricone e che inevitabilmente rimandano agli anni Sessanta. Non a caso all'esibizione parteciperà Susanna Rigacci, soprano che collabora con il maestro Morricone come voce solista. Un brano chiuso nel cassetto da diverso tempo e che Joe voleva presentare già lo scorso anno, accompagnato da Violante Placido o da Giusy Ferreri. «Ci rinunciammo, avevamo solo tre giorni di tempo e rischiavamo di fare male a causa della fretta».

La voglia di duettare con la Placido ha trovato soddisfazione nell'album di imminente uscita, in cui Joe e l'attrice si cimentano nella cover italiana di Bang Bang, perfettamente in linea con l'universo musicale di riferimento dell'intero lp, ricco di suggestioni anni Sessanta e richiami cinematografici di ispirazione morriconiana.
Mentre la Ferreri sarà sua avversaria a Sanremo. Come vivrà la competizione Joe? «Giusy è una persona deliziosa, tra l'altro abbiamo scoperto di avere molti amici in comune, perché frequentiamo gli stessi musicisti».

L'ex concorrente di X-Factor non è l'unico volto noto al cantautore milanese. La stessa Nathalie, vincitrice dell'ultima edizione del talent show di Rai 2, ha aperto in passato i concerti dei La Crus. «Quando ci hanno riunito per le foto di Tv Sorrisi e Canzoni Nathalie si è avvicinata dicendomi: Tu non ti ricordi di me, vero? È stato un bel momento. In quell'occasione ho capito di essere circondato da persone a me molto vicine: ho visto Luca Madonia, Davide Van de Sfroos, Tricarico, Patty. All'inizio mi sentivo un pesce fuor d'acqua».

Nel corso della serata dedicata ai duetti, Joe canterà con Nina Zilli. «È bravissima. E poi il suo approccio musicale, con i richiami Sixties, è molto simile al mio. Mi aveva detto che aveva ascoltato da un amico il pezzo che volevo portare a Sanremo e che lo trovava bellissimo. Dunque è stata la prima persona a cui ho pensato».

E se il brano in concorso rivela un tradimento, Parlami d'amore Mariù - quello che Giovanardi canterà la sera dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia - narra il più tradizionale degli amori italiani. Una scelta anomala, vista la caratura del personaggio proveniente dalla scena indipendente, abituato a confrontarsi con testi complessi e a interpretare i grandi classici della musica d'autore.
«C'è stato un malinteso con Gianni: inizialmente avevo capito che avrei cantato Ma Mi di Strehler. Poi mi hanno proposto Il ragazzo della via Gluck o Parlami d'amore Mariù e la scelta è caduta su questo secondo brano. Lo devo a mia mamma: la stavo ascoltando nell'interpretazione di Gaber, quando lei mi ha detto che le piaceva molto. Ero indeciso tra la versione di Gaber e quella di Tenco - molto raffinata, metà in inglese e metà in italiano - ma ho pensato che per quel palco non era la scelta giusta, ho optato per l'adattamento più popolare».

E se dopo il passaggio a Sanremo i La Crus dovessero riesplodere come fenomeno di successo? «Sto lavorando al mio disco da solista da tantissimo tempo, due anni interi. Ora ho troppa voglia di promuoverlo in giro e farlo conoscere!». I verdissimi occhi di Joe sono luminosi, carichi di aspettative. L'entusiasmo per il cd in uscita è palpabile: «È un atto d'amore nei confronti di un periodo musicale che adoro e che ho voluto affrontare in maniera precisa».

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