Concerti Imperia Lunedì 8 novembre 2010

Premio Tenco: Piero Sidoti vince con Genteinattesa

Sabato 13 novembre 2010, alle ore 21.00, il Teatro Ariston ospita la serata finale del Premio Tenco, nel corso della quale l'album di Piero Sidoti Genteinattesa viene premiato con la Targa Tenco come migliore Opera prima.

Genova - Il suo album Genteinattesa si è aggiudicato la Targa Tenco 2010 per la Migliore Opera Prima, e lui calcherà il palco dell'Ariston da vincitore nella serata finale di sabato 13 novembre. Ma Piero Sidoti - a 42 anni - si può davvero definire un debuttante?
«Discograficamente sì, per la gavetta no» ci conferma lo stesso Sidoti, cantautore che da almeno vent'anni attraversa i palchi di mezza Italia con spettacoli in bilico tra teatro e canzone. Dalla vittoria nel Festival di Castrocaro, nel 1993, non si è mai fermato.

«È vero, ho 42 anni, e la definizione di debuttante ha un che di folklorico - continua il cantautore friulano - però oggi, alla mia età, si può ancora essere considerati esordienti. E non solo nella musica».
Un riconoscimento in linea con lo spirito dei tempi: instabilità economica, incertezze e precarietà fanno di almeno un paio di generazioni dei debuttanti a vita. Una condizione che Sidoti racconta in prima persona - con molta autobiografia - nel suo spettacolo Particelle (Premio Gaber 2010), attualmente in tournée, dove divide il palcoscenico con l'attore Giuseppe Battiston.

«Faccio l'insegnante di matematica e scienze in una scuola media vicino a Udine - spiega il cantante - e quindi anche la mia è un po' l'autobiografia di un precario. Io però ho la fortuna di avere un lavoro che mi piace, mi dà da vivere e mi rende libero di seguire la mia arte. Solo con la musica non potrei farcela e insegnare mi rende felice, ma dopo il Tenco e l'uscita discografica diventa un'avventura».

Nonostante la sensibilità dei testi e l'esperienza da attore, Sidoti insegna matematica, una disciplina spesso giudicata arida. «Insegno matematica, ma soprattutto scienze - precisa subito - ma il fascino della matematica è lo stesso della musica: si parte da dati certi per esplorare orizzonti sconosciuti. E poi insegnare e stare su un palco hanno in comune molte più cose di quanto siamo abituati a pensare: la voglia di comunicare, stare assieme e arricchirsi a vicenda, per esempio, ma anche aspetti negativi. La cultura, così come l'insegnamento, mancano di finanziamenti».

L'album premiato, Genteinattesa, è concepito come un vero e proprio concept, una tavolozza di personaggi e vicende umane che scivolano con la fluidità di una pièce teatrale. Non a a caso Giuseppe Battiston recita in alcune tracce. «Il disco non è un vero e proprio teatro canzone, ma le canzoni hanno dentro molto teatro. Racconto quasi tutti i personaggi in prima persona: io sono i personaggi che canto, come se i protagonisti mi chiedessero di agire fuori dalla canzone».

Oltre alla cura nell'interpretazione e nella cesellatura degli arrangiamenti, Genteinattesa già dalla confezione vuole distiguersi dagli altri album in commercio, diventando molto simile a un prodotto d'arte: a partire dalla prefazione di Lucio Dalla - mentore e amico personale di Sidoti - fino alle illustrazioni di Gianluca Buttolo.
«Ho cercato di andare contro la discografia - spiega Sidoti - di fronte a un mercato in crisi, che si rivolge a un consumo rapido, io ho voluto soddisfare a un pubblico che esiste e richiede proposte di qualità. Per questo ho scritto un concept».

Il cantautore insegue l'effetto vinile, le copertine preziose e le immagini in grado di dialogare col disco. «Esatto. Ho voluto esplorare più canali possibili. Le tavole sono nate dall'ascolto delle canzoni, come lo scritto di Lucio Dalla che apre il libretto. Mi lega a lui un rapporto di amicizia nato al Festival di Recanati, molti anni fa. È una persona che stimo per la forte curiosità, per la vitalità e per il rispetto che porta verso chi scrive le cose che gli piacciono. Probabilmente, durante il mio tour, farà anche un salto sul palco, ma al momento di più non posso dire».

Col Premio Tenco Sidoti torna da vincitore in Liguria, una regione dove non si è mai esibito e che ha conosciuto solo da turista. «Ho un ricordo meraviglioso di una vacanza a Tellaro, un vero angolo di Paradiso. Ma il bello del Tenco è che potrà aprirmi palchi nuovi».

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