Concerti Imperia Mercoledì 17 febbraio 2010

Festival di Sanremo: Cassano superstar

Genova - La serata inaugurale del Festival di Sanremo parte con Crazy little thing called love dei Queen (cantata da Luca Laurenti) e si chiude con una donna nuda in mezzo al palco (Dita Von Teese, la regina del burlesque) e l'annuncio dei primi 3 esclusi. Subito fuori gara Toto Cutugno, Nino D'Angelo e udite udite la strana coppia formata da Pupo e Emanuele Filiberto, che si beccano pure qualche fischio dalla platea. Tutti potranno essere ripescati nella terza serata, giovedì 18.

Sul palco non ci sono fiori e neppure la scalinata che ha fatto tremare le gambe a fior fior di vallette: Antonella Clerici arriva sul palco in ascensore. Un'enorme scenografia che dovrebbe essere un'astronave domina il palcoscenico, e proprio da lì si materializza la conduttrice dell'edizione numero 60. Poi, per tutta la serata, fa da mamma ai 15 artisti in gara, e pure al grande assente Morgan di cui, nel bel mezzo dello spettacolo, legge uno stralcio del brano La sera (quello che avrebbe dovuto portare al Festival).

Ma il figliolo prediletto sembra essere Antonio Cassano: il calciatore della Samp, uno degli ospiti più attesi, è un po' impacciato sul palco dell'Ariston. Non è il suo mestiere. A più riprese, la conduttrice e il fantasista dialogano scherzosamente: si passa dagli ormai celebri aforismi del barese (Ho scritto più libri di quanti ne abbia mai letti, per esempio: in effetti sono due contro uno) all'immancabile tormentone Nazionale: Cosa canteresti a Lippi? gli chiede la Clerici. Più che altro gliele suonerei risponde ridendo Cassano.

La povera Clerici non riesce a tirare su il morale ad un Festival zoppo. La partenza con Laurenti e Bonolis sottolinea ancora di più il vuoto che sta dopo. E le canzoni? Qui ci sta un bel mah. Parte Irene Grandi con un brano à la Francesco Bianconi, leader dei Baustelle, che infatti è coautore. Dopo Bruci la città, ci stanno prendendo gusto. Considerato che è lei a rompere il ghiaccio, la sua è una delle canzoni che rimangono più impresse.
Valerio Scanu, uscito da Amici, propone il brano strappalacrime Per tutte le volte che. Forse uno dei più sanremesi in gara. Poi arriva Toto Cutugno, il più sanremese degli artisti, con Aeroplani. Ancora nulla di nuovo né particolarmente interessante. Che ti aspetti da Arisa? Che la finisca con le filastrocche e faccia una canzone? Non è il caso di Malamorenò.

Altro pilastro, Nino D'Angelo, che si presenta insieme a Maria Nazionale con un brano in dialetto napoletano: Jammo Jà, nonostante sia decisamente sopra la media dei colleghi di serata, non convince come saprebbe fare Nino. Su Marco Mengoni stendiamo un velo: Credimi ancora è il manierismo fatto canzone. Gorgeggi e acuti si sprecano, come se avessero valore in sé. Sotto, niente.
La polemica ha anticipato Meno male di Simone Cristicchi che se la prende con i media che manipolano l'opinione pubblica. Anche qui niente di nuovo sotto il sole, ma almeno si fa ascoltare. Malika Ayane è brava e basta. Nella vita le è capitato di meglio - Soul waver, Come foglie, Controvento per dirne alcune - ma è tra i favoriti per la vittoria, e ci sta.

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici entrano sul palco seguiti da alcuni (sparuti per la verità) fischi. Si riscatteranno musicalmente? Macché. Il testo è di una banalità disarmante, il gruppo almeno improbabile.
Enrico Ruggeri è invece una delle più grandi delusioni della prima serata. Uno da lui si aspetta di più, e forse sbaglia. I Sonohra continuano sul filone Baby, baby, yeah. La canzone s'intitola non a caso Baby. Considerato che siamo a Sanremo, non stupirebbe vaderli andare avanti.
Povia con gli anni migliora. Il meccanismo è sempre quello: prendi un tema scomodo, un dibattito d'attualità che accende gli animi e le coscienze. Poi fai un testo in cui dici che nessuno ha ragione, che son tutti lì a far del chicchiericcio, che La verità chi lo sa chi ce l'ha.

Il mondo piange di Irene Fornaciari and Nomadi non colpisce, se non per il timbro 'zuccheriano' di Irene e quello 'nomadiano' dei Nomadi. Noemi è brava, ma più emozionata di Malika Ayane.
Quando arriva Fabrizio Moro e parte con un giro di reggae uno tira un sospiro di sollievo: non sarà una novità ma almeno so cos'è. Non è una canzone, però, è decisamente un passo indietro rispetto a Pensa.

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