Concerti Imperia Venerdì 13 novembre 2009

Premio Tenco: il pagellone della prima serata

Genova - Anche nell’a.d. MMIX, lo scriba si ascolta 3 giorni di canzone d’autore e, per il diletto dei suoi 7 lettori, compilerebbe le pagelle dei buono/no ‘bbuono. È che anche gli scribi invècchiano, sicché le pagelle di quest’anno non son pagelle, ma raggruppamenti in categorie spùrie. In ordine sparse, alla 34esima edizione della Rassegna della canzone d’autore Luigi Tenco ci sono:

I BRAVI: ieri sera gli Elisir, con il loro pop-jazz-manouche francese, cantato benone da Paola Donzella (che veste Self Made, sfodera giacchino corto nero in lanetta e vestito con fiori stampati su un prestigioso tacco 9 vintage di Sergio Rossi: décolléte così le fanno lui e Mahnolo Blank, fioeui), accompagnati dallo scintillante clarinetto di Paolo Sportelli e dal drumming imperturbabile di Walter Calloni-

I SAPEVÀMCELO: che Battiato l’è ôn brào fiulòt e La cura commuove le giovanotte e Inneres auge, pure cantata con la base è l’ùnzi ùnzi intellettuale della stagione autunno-inverno 2009; che Alice ha la voce che ha; che gli Yo Yo Mundi son sempre dei gran signori e d’altra parte chi avrebbe potuto sonorizzare un capolavoro del Novecento presente e vivo come Sciopero di Ejsenstein se non loro? Sapevàmcelo, appunto; che Angélique Kidjo è un fulmine di guerra, anche se non presenta una scaletta nazionalpoolarissima pur di far tenere il tempo al pubblico pagante; che Piji Siciliani è un ottimo esempio di deejay colto prestato a un post-Sergiocaputismo non spregevole.

I BASTA CHE C’È LA SALUTE: gli Ex (nomina sunt etc.).

I QUELLI CHE SENZA DI LORO: tutto lo staff direttivo, esecutivo e organizzativo, da Enrico de Angelis fino al personale del teatro Ariston. La Rassegna è cosa loro.

IL DOPOTEATRO: quest’anno, per la prima volta da un po’, sul vivacetto. Spettacolare il duo di Walter Calloni col bassista di Angélique Kidjo, Piji che fa Barbera e champagne per la direzione del preside Silva e tutti ad accompagnarla col rituale sventolio di tovagliolini, il bluesaccio finale con lunghissimi soli goodmaniani di Filippo Sportelli.

I PIUCCHEPERFETTI: Antonio Silva, perché quel monopetto lì, sempre uguale e sempre diverso, e quel passo sacerdotale, non appreso alla scuola di Doniol Valcroze; Gianni Mura, perché domina il silenzio; Gigi Garanzini, per come si porta, per le parole che pronunzia, perché conosce il sarcasmo e la compassione; Joan Isaac, il suo nuovo, preziosissimo Auteclassic è un gioiello de Catalunya; Stefano Starace, confratello sul 41esimo parallelo; Carlita Vacchino, mi reina milonga; Andrea Vacchino, perché l’è sèmper lü; Paolo Lucà, Daniele Lucca e Sergio Ferrentino, e uno capisce perché solo in Piemonte s’annida e non si cela la nobiltà; Milano Music Service, che da ventanni quasi regala i migliori suoni d’Italia.

I SEMPREPRESENTI: Roberto Coggiola, el gaucho de Montevidèo, y su mujèr Graziella Gambeggi y Maria Bianucci, moglie di Gigi Garanzini e gran signora di tutte le Langhe.

Oggi si prosegue, domani lo scriba torna ad aggiornare questa specie di diarietto. Nel mentre, egli comunica che, se s’è annoiato, lo si è fatto apposta.

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