Concerti Imperia Mercoledì 12 agosto 2009

Zazzarazàzz: jazz a Sanremo

© Duilio Rizzo

Genova - Perché, intendiamoci bene: il parco della Villa Ormond, a Sanremo, ospita piante rare o rarissime, portate lì dal professor Mario Calvino, marito di Eva Mameli e padre di Floriano e Italo. Sono tenute alla bell'e meglio, restano di bellezza inaudita e in buona parte ignota ai residenti.
E poi: il palco dell'undicesima edizione di Zazzarazàzz, rassegna della canzone jazzata italiana, organizzata dal Centro Studi Stan Kenton di Freddy Colt, sultano dello swing, è dignitosissimo.
E il cartellone? Ottimo, altro che storie.

Stefano Bollani
, anche quand'è stanco come una triglia alla livornese, ti squaderna una I got rhythm che ti pare di non averla mai ascoltata così perché, di fatto, così non l'aveva ancora suonata nessuno. E Giovanni Block, bello come i suoi irripetibili venticinque anni, ha talento per le melodie e un'intonazione naturale che ogni uomo di buon senso non potrà non invidiargli. Ma poi anche Piji Siciliani, che s'avventura nella Verde milonga del noto avvocato astigiano e non perde, per poi stravincere con la sua Madama pioggia, che già convinse i giurati del Premio Bindi, a Santa Margherita Ligure; e Marco Ongaro, il signore del dixieland italiano, intellettuale veneto di rara discrezione ed eleganza, con una Storyville jazz band dietro che s'inerpica per i sentierini del parco suonando Carelesse love e When the saints e il pubblico si sdilinquisce e le anziane signore ballano sur place, manco si fosse in un sobborgo di Nuova Orleans. E il Trio Radiomarelli, e i prodigiosi arrangiamenti del coltissimo Antonello Capuano (uno che è andato a prendersi un caffè a Tucson, Arizona, e già ch'era lì s'è fotocopiato l'arrangiamento di I got you under my skin scritto da Nelson Riddle).
Tutto questo, poi, presentato da Dario Salvatori, sovente in correità con lo scriba.

Che si vuole di più? Ma parecchio, e non c'era. Parecchio sarebbero dei camerini che non fossero minicontainer, indegni di una Festa dell'Unità a Capracotta. Oppure dei gazebo dove bersi, non so, un calice di Laurent Pérrier o anche soltanto un Berlucchi. Poi, se capìss, ci si fa una ragione di tutto. E poi ancora ero lì con la magnfiica fidanzata, e si è pure festeggiato il compleanno della fidanzata di Giovanni Block in stupenda compagnia, anche se c'è voluta un'oretta buona per trovare non già un ristorante, ma un baretto aperto a Sanremo, di venerdì 7 agosto, cioè in altissima stagione. Sanremo, sì, la città dei fiori, del cinema, della musica e dei locali chiusi e dei cessi artificiali.

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