Qualcosa di Assurdo a Bordighera - Imperia

Teatro Imperia Mercoledì 7 febbraio 2001

Qualcosa di Assurdo a Bordighera

Imperia - Incontro Virginia Consoli a teatro, prima dello spettacolo di Moni Ovadia, artista tra i suoi preferiti: "Amo molto Moni Ovadia", dice, "per la sua apertura verso la cultura mittel-europea ebraica e per la sua abilità nel coniugare felicemente cabaret, musica e teatro nelle sue performance". Il suo piccolo viso tra i folti capelli rossi parla deciso, ma a bassa voce in un foyer agitato e brulicante. Virginia nasce a Sanremo nel 1970. Si laurea a pieni voti in Lettere Moderne all’Università di Genova con una tesi su Eugène Ionesco. In seguito frequenta stages, seminari di scrittura e di tecniche della recitazione, e nel ‘96 pubblica il suo primo sketch teatrale “Due madri” in calce al testo di Dario G. Martini “Le parole di Amleto”. Oggi ha al suo attivo molti premi letterari, tra cui spicca la targa d’argento del Premio Domenico Rea della città di Empoli (1999) che ha lanciato i suoi lavori, quasi tutti pubblicati dalla casa editrice toscana Ibiskos di Empoli.

Come ti sei avvicinata al teatro e alla scrittura drammaturgica?
Un po’ per sfida, un po’ per gioco e per sperimentare. Nel ’96 sono partita da un corso di drammaturgia tenuto da Dario G. Martini. Avevo già scritto poesie e racconti, decisi allora di tentare anche con il teatro.
E’ emozionante veder vivere i propri personaggi sulla scena. E poi il teatro è un buon diaframma, a me congeniale, visto che non amo espormi.

I tuoi lavori per il teatro hanno avuto tutti una messa in scena?
Tutti quelli pubblicati sono anche andati in scena. Il più recente “Cas-sandrina” – una parodia del personaggio di Cassandra - è stato rappresentato nel settembre 2000 dalla compagnia Teatranza di Moncalieri (TO) ed era già stato pubblicato sul sito www.manifatturae.it

Quali sono i tuoi maestri?
Prendendo tutto il Novecento, Eugène Ionesco e il cosidetto Teatro dell’Assurdo. Tra i contemporanei, oltre a Ovadia, sento molto vicini Vincenzo Salemme e la sua compagnia, per le comuni origini napoletane. Li ritengo l’unica compagnia degna di essere detta tale e paragonata alle grandi compagnie del passato complete di capocomico. Altra loro caratteristica che ammiro molto è l’affiatamento che sanno dimostrare sul palco.
Ultimo nome che voglio ricordare è quello di Paolini per il suo impegno civile e la grande capacità affabulatoria

Cosa ne pensi dell’attuale revival dell’accentramento dei ruoli in un’unica figura - attori che sono anche registi e autori?
Trovo che sia una soluzione vincente. Penso soprattutto a chi è alle prime armi. Secondo me la scelta più coraggiosa è metterrsi in proprio e proporsi. La figura accentratrice è dunque necessaria e la ritengo scelta intelligente, certo bisogna sempre rispettare i limiti e lasciar spazio anche agli altri. Per quanto mi riguarda, mi trovo meglio nei panni del regista e mi piace anche occuparmi della parte organizzativa. Recitare mi interessa meno. Per la messa in scena dei miei testi, collaboro da tempo con una compagnia amatoriale di Sanremo, diretta da Giuliana Cristel e costituita per lo più da studenti o ex-studenti.

Se dovessi mettere in scena un testo, Ionesco escluso, cosa sceglieresti?
Un lavoro brillante, un Feydeau. Oppure una cosa contemporanea, per esempio Dario Fo. In entrambi i casi, cercherei di rispettare il testo, ma cercando di lasciare la mia impronta.

Progetti per il futuro?
Studiare. Mi sono iscritta al DAMS e frequento il primo anno. Ho seguito Informatica e Storia del Cinema, ma il prossimo anno sceglierò l’indirizzo di Teatro. Spero di replicare gli incontri tra letteratura e teatro che ho tenuto a Bordighera. Ho in programma un corso di scrittura a Moncalieri.

E nel cassetto, è già pronto qualcosa?
Certo. Un monologo, che è una satira sull’invidia. E una commedia sullo scontro generazionale di una 50enne che cerca di rifarsi una vita e non si trova più con le donne della sua generazione.

Con qualche domanda ancora in fase di risposta ci lasciamo, perché lo spettacolo sta per cominciare, Virginia è già stata richiamata più volte dai suoi accompagnatori.

Del lavoro di questa drammaturga avevamo già parlato:
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