Concerti Imperia Martedì 28 ottobre 2008

Premio Tenco, la canzone d'autore è viva

Genova - Il Tenco dice 33. Quest'anno, dal 6 all'8 di novembre, si celebra infatti la trentatreesima edizione della Rassegna della canzone d'autore, voluta da Amilcare Rambaldi e, dal 1995, anno della morte di lui, proseguita grazie a un pentavirato composto da Roberto Coggiola, Enrico de Angelis, Sergio Secondiano Sacchi, Antonio Silva e Giorgio Vellani.
I cinque organizzano come nessuno in Italia, e l'antiquato corrispondente di mentelocale.it ha un contatto continuo e assillante soprattutto con Roberto Coggiola, che difatti è più volte comparso su queste colonne prestigiose.

Prima di ascoltare quanto dice, i premiati. Vincono le Targhe Tenco 2008, assegnate dalla giurìa di giornalisti ed esperti la più ampia in Italia e non solo, i Baustelle come miglior album dell'anno (Amen); Le luci della Centrale elettrica come migliore opera prima (Canzoni da spiaggia deturpata), David Van De Sfroos per il miglior album in dialetto (Pica); Eugenio Finardi coi Sentieri selvaggi e Carlo Boccadoro per il miglior disco da interprete (Il cantante al microfono: Eugenio Finardi interpreta Wladimir Visotsky).

Roberto Coggiola, qual è il tema del Tenco 2008?
«Non c'è un tema che percorra la rassegna. Abbiamo però deciso di ricordare Sergio Bardotti che, amico del Tenco, è stato fra l'altro ambasciatore della musica brasiliana in Italia. Sarà presentato un libro su di lui e un doppio cd di suoi inediti e rarità».

I Premi Tenco, quelli assegnati dal Club, sono di grande qualità anche quest'anno...
«Grazie, è vero. Uno va a Milton Nascimento. Il Tenco ha premiato i grandi della musica brasiliana: da Vinicius a Caetano Veloso, da Jobim a Gilberto Gil. Milton Nascimento mancava, la lacuna è colmata».

È forse meno conosciuto l'altro Premio Tenco.
«Come operatore culturale abbiamo scelto il catalano Joan Molas, un intellettuale prestato alla discografia: è stato, fra l'altro, manager di Lluìs Llach. Il Tenco ha sempre coltivato un rapporto speciale con la Catalogna: quest'anno allestiamo anche una mostra, che sarà poi a Roma, in cui saranno esposte copertine di dischi catalani illustrati gratis da maestri della pittura spagnola: Mirò e Dalì fra gli altri, ma addirittura Pablo Picasso. È un caso unico di collaborazione fra arte figurativa e musica, all'insegna ovviamente del neofranchismo».

Ma non c'è anche un altro premio e un altro premiato?
«Lei lo sa bene: è Jimmy Villotti. A Jimmy consegneremo il premio I suoni della canzone, assegnato per togliere dall'ombra i musicisti che accompagnano i compositori che preferiamo. Villotti ha avuto da Paolo Conte addirittura una canzone, Jimmy ballando; chi meglio di lui?».

Roberto Coggiola, come sta la canzone d'autore italiana?
«Stiamo partendo con la trentatreesima edizione della Rassegna, quindi direi bene. Se però mi chiede: c'è in giro un nuovo Paolo Conte o un nuovo Capossela, la mia risposta è no. I giovani suonano tutti bene, sono prodotti meglio – il problema è la scrittura delle canzoni. Questo detto, siamo qui, pronti a ripartire».

E l'ormai anziano suiveur è pronto a dare notizia di quanto succede, sulle amate pagine di mentelocale, se il cielo vorrà.

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