Concerti Imperia Lunedì 3 marzo 2008

Il pagellone di Sanremo: i giovani

Genova - Giovani
Il podio:
1. SonohraL'amore
Troppo facile paragonarli a Paola e Chiara, ma le similitudini in effetti ci sono. Due fratelli, di cui uno biondo, che cantano in coretto. La canzone è il vuoto pneumatico, pur se eseguita abbastanza bene. E, dalle interviste a caldo, sembrano anche simpatici. Ma, nel panorama della musica italiana, non si sentiva il bisogno della loro presenza.

2. La sceltaIl nostro tempo
La contaminazione coi ritmi etnici, che nell'ambito indipendente ormai è diffusa da anni, a Sanremo è sembrata una novità. Così questa band si è trovata quasi in vetta: buon per loro. La parte musicale è piacevole, il testo un po' meno. Discreta, seppur non originale, l'idea di base (ovvero: ormai le nostre città sono multietniche), ma il lessico lascia un po' a desiderare. Auguri per il futuro.

3. Jacopo TroianiHo bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Pensavate che fosse finita l'epoca dei minorenni al Festival? Vi sbagliavate. Questo diciassettenne, con la voce educata, è venuto a proporre una canzone davvero brutta, vecchia sia nel testo che nella musica. Se gli fanno fare un album interamente sul genere, ha finito la carriera prima di iniziarla.

Arrivati in finale:
Ariel
Ribelle
Ha vinto il Premio Sala stampa radio e tv, ma pensavo peggio: data la sua onnipresenza ai vari programmi televisivi, temevo che vincesse. È una presuntuosa-che-vuole-fare-la spontanea, con con una vocalità artificiosa, sembrerebbe la parodia di qualche cantante meteora degli anni '80, in stile Tiziana Rivale. E speriamo che una meteora sia anche lei, così non la sentiamo più, e non perdiamo niente.

Frank HeadPara parà ra rara
Per via del loro look, perfettamente conforme a quello dei centri sociali, sono sembrati tanto alternativi, praticamente dei marziani. Passando alla musica, la loro è una sorta di gradevole ska balcanico, che ricorda i Gogol Bordello. Innovativa, per il Festivalone; uno dei rari momenti un po' vivaci. Premio della critica. Sentiremo i prossimi singoli.

GiuaTanto non vengo
La migliore di tutti. E non lo dico perché la conosco personalmente, o perché sono anni che dovunque vada le tributano premi. Ma perché ha uno stile personale, sia nella scrittura che nell'interpretazione. La canzone è così bella e speciale, che non ci si spiega come non sia stata premiata né dal pubblico, né dalle giurie. Pazienza, almeno ha avuto un palco importante su cui presentare il suo progetto: chi la ama la segua.

MilagroDomani
Sono un duo semi-acustico che scrive canzoni meritevoli di attenzione. Il brano del Festival forse un po' piatto, ma i ragazzi hanno talento, avranno modo di dimostrarlo anche in altre occasioni.

Valerio SanzottaNovecento
Canzone ed esecuzione completamente anni '70 (con tanto di chitarra acustica ed armonica a bocca). Più di spessore rispetto ad altre proposte. Ma, dato che non può fare tutti brani di questo tipo (.. no, vero? Perché altrimenti non si regge), mi domando come sia il resto della sua produzione.

Eliminati alla prima esibizione:
Andrea Bonomo
Anna
Canzone sulla mamma, sotto le mentite spoglie, nei primi versi, di una canzone d'amore. Strofa prevedibile, ritornello arioso. Carino solo l'intro con (credo) uno xilofono. Bonomo ha una voce pulita, ma non molto personale. Se avrà una seconda possibilità buon per lui, altrimenti ce ne faremo una ragione.

Daniele BattagliaVoce nel vento
Non per infierire contro un figlio dei Pooh (già si massacra Dj Francesco da anni), ma non c'è motivo di dispiacersi per la sua esclusione. La canzone è assolutamente insulsa, l'interpretazione altrettanto, corredata da un certo numero di stecche. Mi risulta che il Battaglia jr sia vee-jay. Forse è il ruolo che gli si addice maggiormente, perché è un bel ragazzo. Almeno quello.

Melody FallAscoltami
Erano tra pochi Giovani un po' noti, ma non è servito. La loro canzoncina è stata fermata la prima sera. Eppure, seppur fragile, non era tra le peggiori. Che i loro giovani fans siano un po' più alternativi di quelli dei Finley, e non guardino Sanremo? Oppure a quell'ora erano già tutti a letto? Poco importa, credo che continueranno a suonare, e ad avere il loro riscontro.

Rosario MoriscoSignorsì
Un militare delle missioni di pace dal Festival non era ancora passato. E' durato poco, eliminato la prima sera. A dire il vero, la canzone, non era terribile, direi che meritava la serata di Venerdì. Ma deve aver prevalso “l'odore di buonismo”, ed è stata trombata. Credo che Morisco tornerà al suo lavoro, e non ne sentiremo più parlare.

Valerio VaglioOre ed ore
Ha fatto un certo scalpore, perché il testo tratta di un amore saffico. Tralasciando il sesso dell'amata, che non modifica il valore del brano, la trovo piuttosto tediosa. Uno di quei casi in cui il confine tra delicatezza e colpo di sonno è labile. Ha una buona voce però, e una gavetta di anni. Non escludiamo che riprovi, in futuro, con una composizione più accattivante.

Francesco RapettiCome un'amante
Quest'anno i figli d'arte sono stati sfortunati. Daniele Battaglia era ingiustificabile, non lo avrebbe votato neppure suo padre. Ma il Mogol-ino ha portato un brano non male. Battistiano, superficiale, ma gradevole, ed eseguito dignitosamente. Credo che potrà funzionare per radio. E, comunque, non gli mancheranno altre possibilità di farsi ascoltare.

Leggi il pagellone di Sanremo 2008 - Sezione Big

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