Concerti Imperia Lunedì 3 marzo 2008

Sanremo: pagellone finale (cattivissimo)

Genova - Anche quest'anno si è conclusa la manifestazione: che si spalanchi l'oblio, pronto ad accogliere gli eredi di Piero Mazzocchetti e Mario Rosini!
Della trasmissione mi interessa poco parlare. È stata forse ancora più dispersiva del solito. La sera di venerdì dopo la prima esibizione dei Giovani (potrei notare che si tratta di coloro che poi hanno vinto...) il secondo ha dovuto aspettare un'ora (farcita di televendite, ospiti etc.) per salire sul palco.
Riguardo alla classifica e le giurie, vedrete dai miei giudizi che non le approvo. E direi che è ora di chiamare la Giuria di qualità con il nome che merita: Giuria di VIP, perché tali sono. La qualità è alquanto discutibile, invece.

Campioni

I primi dieci:
1. Giò Di Tonno e Lola PonceColpo di fulmine
Il titolo farebbe pensare ad una canzone da ragazzini, tipo Finley. E invece, sapendo che l'ha scritta la Nannini, potremmo ben sperare. Passi l'incipit, con un po' di benevolenza, passi anche la strofa. Ma quando comincia il ritornello Perdutamente mia... perdiamo le speranze di ascoltare qualcosa di originale. Ci hanno propinato un brano del musical in preparazione, ben cantato e quasi recitato, e hanno vinto il Festival. I due interpreti sono oggettivamente belli e bravi, ma non è sufficiente per convincere. Oltretutto, mentre Di Tonno (con un passato da “Sanremo-giovane” fallito, ma indubbiamente preparato) è simpatico, la Ponce è insopportabile: ha passato una settimana a fare la ruffiana, dicendo di amare ed essere amica di chiunque, raccontandoci dei nonni emigrati dall'Italia in Argentina, fasciata in abiti (della ditta del suo fidanzato) che al confronto quelli di J.Lo sono da collegiale. Stucchevole!

2. Anna Tatangelo - Il mio amico
La vincitrice annunciata ha un record: 5 Sanremo in 6 anni di carriera. Ormai il suo ambiente naturale, in cui può dare sfoggio della sua vocalità, dei suoi bei vestiti da quarantenne, del suo mascherone di make-up, e delle brutte canzoni che le scrive il compagno. Questa volta, oltre alla musica banale, ha un testo che parla di un amico gay come se si trattasse di un peluche, o di un disabile. Credo che gli omosessuali abbiano il diritto di offendersi, di fronte a queste parole. Ciliegina sulla torta, la frase: Siamo figli dello stesso Dio. Così sono contenti anche i cattolici, che vengono dipinti come tanto tolleranti. In tutto ciò, unica consolazione: non ha vinto.

3. Fabrizio MoroEppure mi hai cambiato la vita
Negli anni '90 c'era la consuetudine che chi vinceva la sezione Giovani, l'anno dopo arrivasse terzo tra i Big (Pausini, Masini, Vallesi..). Quest'anno è accaduto di nuovo, e sembra proprio che sia stato un meccanismo automatico, più che per la canzone di per sé. Pensa era un pezzo che aveva un suo perché; il singolo di quest'estate era una sorta di Pensa-parte seconda. Con Eppure mi hai cambiato la vita ha tentato un ibrido tra l'inizio parlato dell'anno scorso (e con i vestiti dell'anno scorso, se vogliamo puntualizzare), e una ballata sentimentale, un po' stonata, e un po' Vasco Rossi. Malgrado il podio, la qualità dell'esperimento è discutibile.

4. Toto CutugnoUn falco chiuso in gabbia
Devo stare attenta a cosa scrivo, o mi viene a cercare e mi citofona per litigare. In quattordici partecipazioni, ha cantato di peggio. Ma, chiudendo gli occhi, sembrava di assistere a un festival degli anni '80, nel bene e nel male fedele a sé stesso. Per il duetto ha riciclato la Minetti, con cui aveva già cantato nel 2005, la quale ha urlato come sempre. Però è una canzone che rimane in testa più di altre sue.

5. Finley - Ricordi
Le ragazzine li hanno resi famosi, se li sono votati, e a noi è toccato ascoltarli. Avendoli già sentiti (purtroppo, per un sfortunato caso) dal vivo, presagivo un'esibizione fragile. Hanno portato una ballata, ma forse un pezzetto veloce, stile Diventerai una star, sarebbe stato meno male. La canzone è davvero brutta: noiosa, scontata, e con un testo che può emozionare giusto all'età da scuola dell'obbligo. È meglio che tornino sui poster di Cioè e a Mtv TRL.

6. Paolo Meneguzzi - Grande
Ogni volta che devo commentare Meneguzzi mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. Non sono prevenuta (anche se i precedenti..) ma il testo è ridicolo, la musica banale e l'esecuzione all'altezza delle sigle dei cartoni animati, con l'immancabile “yeah” finale. Non è riuscito a migliorarla neppure lo storico cantante degli Spandau Ballet. Probabilmente funzionerà molto su Radio Cuore e Radio Italia, ognuno ha il suo pubblico. Mi devo ripetere: È stato al Festival di Vina del Mar, ora andrà a rappresentare la Svizzera all'Eurofestival. Continuo a sperare, da anni, che si trovi bene altrove, e che non torni più indietro.

7. Sergio Cammariere - L'amore non si spiega
Nulla da dire sulle sue capacità e la sua classe. Nel carrozzone festivaliero si distingue sempre. Però, siamo onesti.. non è che questa canzone sia molto diversa da altre sue precedenti. Buon duetto declinato a bossa nova con Gal Costa. L'unico tra i primi dieci classificati che attiri la mia attenzione.

8. Gianluca GrignaniCammina nel sole: Ha scritto anche canzoni (quasi tutte quelle di “La fabbrica di plastica”, ad esempio) belle, con una propria originalità. Purtroppo “Cammina nel sole” sembra solo un pezzo rimasto fuori da uno qualsiasi dei suoi dischi, neppure degno di essere un singolo. Non che sia sgradevole, ma non ha nulla di speciale. Buona esecuzione, comunque, sopra la sua media personale. Molti hanno elogiato il duetto con i Nomadi, io non l'ho trovato così stupefacente.

9. Little TonyNon finisce qui
Vi ricordate la grottesca partecipazione al festival del 2003, in coppia con Bobby Solo? Per nostra fortuna ha cambiato rotta. Ha presentato una canzone senza dubbio riferita all'infarto che lo ha colpito due anni fa, più ballata che rock, scritta con quel Danilo Amerio che molti anni fa ha smesso di cantare per scrivere (e menomale). Per quanto non molto originale, non è proprio brutta. E, dopo 50 anni di carriera, gli perdoniamo anche di essersi portato sul palco la figlia e il fratello,e Giovedì pure i Gipsy Kings. Per lo meno ha lasciato a casa le giacche glitterate con le frange!

10. Eugenio BennatoGrande Sud
Per il grande pubblico è un personaggio poco conosciuto, quando ha alle spalle decenni di lavoro. Quindi ha potuto (e, in qualche modo, dovuto) portare una canzone per lui non troppo innovativa. Rappresentativa della cultura mediterranea, con versi cantati in dialetti meridionali, arabi e africani. Merita stima, ma il brano non è nulla di straordinario.

Gli altri:
Frankie Hi Nrg McRivoluzione
È uno dei pochi (diciamo dei due: lui e Caparezza) che fanno hip-hop che vado a vedere in concerto, senza trovarli ripetitivi. Purtroppo questa non è delle sue migliori creazioni, un po' prevedibile per chi conosce i suoi dischi precedenti, la sua scrittura e il suo stile. Se invece si è abituati ad ascoltare testi di rapper più inconsistenti, ci si accontenta di più. Apprezzabile comunque il campionamento da De Andrè, e il memorabile duetto con Simone Cristicchi: ben orchestrato in tutto, dalla divisione delle liriche, ai movimenti coreografici, al look.

Max Gazzè - Il solito sesso
È un grande musicista, con ottime idee e un'ironia di fondo, nell'interpretazione e nei testi (pur se non scritti da lui stesso), e lo dimostra anche stavolta. Forse Il solito sesso non è il migliore dei suoi pezzi, manca un ritornello magnetico, ma ha un equilibrio, un'armonia apparentemente semplice, in realtà elaborata, che ne fanno uno degli episodi per cui vale ancora la pena di guardare il Festivalone. Ottima l'esibizione del Giovedì con Turci-Rei, e anche la parodia al Dopofestival con Elio e le Storie Tese. Quando uno è bravo, è bravo.

L'Aura - Basta!
L'unica voce femminile tra i Campioni che non puzzi di vecchio. Le canzoni se le scrive e se le canta, e bene. E, aggiungiamo, ha anche un look eccentrico ma di buon gusto. Potrebbero insospettire il tema (pacifista) del testo e la melodia più orecchiabile di altre sue composizioni, ma il risultato non è scontato, e, anche nell'esecuzione a più voci con il progetto Rezophonic, evita l'effetto We are the world. Anzi, ha compiuto il miracolo di portare elementi dei Lacuna Coil e Malfunk sul palco dell'Ariston.

MiettaBaciami adesso
Com'è che va per i 39 anni, ma sembra coetanea della Tatangelo, che ne ha 22? I misteri della natura. Ha una bella immagine, una voce potente, ma le canzoni non convincono. A volte, ne canta qualcuna con più appeal, ma non riesce mai a fare il salto di qualità per essere considerata tra le migliori interpreti italiane. Stavolta il testo è scritto da Panella, ma non ha mordente, e la musica ha destato qualche interesse solo nell'esecuzione a cappella, con i Neri per caso.

Amedeo MinghiCammina cammina
Che dire? Io di Minghi continuo a preferire la colonna sonora di Fantaghirò! Tutto il resto è noia, o quasi. A dire il vero, il pezzo è meno piatto di altri suoi precedenti, e se pensiamo allo storico duetto con Mariella Nava, non ci lamentiamo. Ma quest'uomo da più di 40 anni fa dischi, e da almeno 20 non stupisce nessuno. Perché, dopo il disco antologico celebrativo in uscita, non ritirarsi in pensione, anziché venire in tv con un giubbottino simile a quello di Lenny Kravitz?

TiromancinoIl rubacuori
Sarebbe noioso se anche io riprendessi la polemica, e mi chiedessi se la canzone parla dei licenziamenti in generale, o in particolare di quelli in ambito discografico. E non voglio neppure prendere in esame il modo di fare di Federico Zampaglione, non sempre gradevole. Concentrandomi sul brano, devo dire l'autore – talentuoso, lo sappiamo - non ha fatto del suo meglio: forse renderebbe di più chitarra – voce, come è nato. Anche il testo, pur con qualche frase interessante, delude le aspettative.

TricaricoVita tranquilla
Probabilmente la migliore canzone del Festival. Premio della critica meritatissimo. E meritatissmo anche lo 'Stronzo!' con cui ha apostrofato Chiambretti, che lo ha preso in giro fino all'ultima sera. Ha osato portare un duetto solo “visivo” (col mago Forrest), fregandosene delle esigenze delle radio. È un tipo schivo, singolare, e, ammettiamolo, spesso stona. Ma ha una scrittura lucida e sensibile; ce ne fossero a Sanremo, di artisti del genere!

Mario VenutiA ferro e fuoco
È un ottimo musicista, ha scritto alcune belle canzoni, e merita di essere visto dal vivo. Dopo un paio di esperienze sanremesi deludenti (ripagate dal successo di pubblico, per fortuna), quest'anno ha provato a proporre una canzone più immediata all'ascolto; inferiore a Crudele, o altre sue meraviglie, ma comunque valida. Ma non è entrato neppure tra i primi dieci, malgrado la stupenda esibizione a due voci con Luca Madonia, accompagnati dagli altri Denovo, né gli hanno dato altri premi. A questo punto, mi domando se non sia meglio continuare a suonare per chi lo merita, senza passare più dall' Ariston: chi glielo fa fare?

Michele ZarrilloL'ultimo film insieme
Sappiamo più o meno cosa aspettarci da lui. Ne ha cantate di peggiori (la soporifera L'elefante e la farfalla), ma anche di migliori: di Cinque giorni ce n'è una sola, dubito che possa ripetere l'exploit. Comunque quella di quest'anno non è malaccio, nessun vocalizzo strozzato e buono l'arrangiamento. Certo che poi, se invita Paola e Chiara a duettare con lui, se le cerca..

Squalificata:
Loredana BertèMusica e parole
Dopo giorni e giorni, mi sono stufata di sentir parlare di lei. La canzone aveva una musica piuttosto buona, un testo sconclusionato (ma c'è di peggio) e forse si sarebbe piazzata bene. Ma è stata squalificata, e non ho trovato corretto farla ancora esibire, pure in coppia con la povera Spagna, e ricoprirla di premi (mancava solo il proverbiale “Mongolino d'oro”). Per quanto rispetto si possa avere per l'artista, per le sue vicende personali, e anche credendo che lei, in buona fede, sia stata ingannata, si sarebbe dovuta allontanare dal palco dell'Ariston per tutta la durata della manifestazione.

Leggi il pagellone di Sanremo 2008 sezione giovani

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