Concerti Imperia Venerdì 20 luglio 2007

Musica nel Castello a Dolceacqua

Sabato 21 luglio avrà luogo alle 19 la cerimonia di inaugurazione per la riapertura del Castello dei Doria, con la partecipazione del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.
Dopo due anni di chiusura dovuta ai lavori di rimessa in sicurezza e di riuso realizzati con Fondi dell’Obiettivo 2 per 1.250.000,00 Euro, il Castello dei Doria riapre con spazi per eventi, spazi espositivi ingranditi, un palco per spettacoli teatrali e musicali e una sala convegni da 100 posti.
Tra i lavori effettuati anche l’acciottolato esterno restaurato secondo i disegni originali e l’opera di consolidamento delle mura

"Anche a Umbria Jazz non ne possono più: e allora io alzo il muro di Berlino contro le megaproduzioni". Parola di Roberto Obdulio “Che” Coggiola, tupamaro y soldado libre de la Republica Oriental de Uruguay, intervistato dall’immarcescibile voster-semper-voster cronista mondan-chic-pirl-enomusicale, cioè io.
Allora, in ordine. Per prima, la location: un wine bar (perBacco) e il ristorante attiguo (Le quattro stagioni), a Sanremo, in via Corradi 83/89. Storica via di bayadere per doña Graciela, Roberto per un niente non lavorò come assistente fuochista al leggendario direttore della fotogafia Gabor Pogany. Guidati dall’impeccabile titolare e sommelier Gaetano Monaco, Johnny e Raffaella servono eccellenti antipasti di mare – su tutti, le frittelle di gianchetti, da primato veramente: frittelle di gianchetti, poi un favoloso e delicatissimo Sanpietro e, a chiudere, uno zabajone che manco Mohammed Alì avrebbe resistito.

Vino della sera e dell’intervista e dell’estate: il Fichimori di Antimori, il Negramaro fresco, eclettico e persistente, una sorpresa soltanto per i disattenti o distratti. Ma noialtri del Tenco mica si mangia e beve soltanto: si fanno cose, come la XIV edizione di Musica nel Castello (al Castello dei Doria di Dolceacqua) per la direzione artistica di Roberto Coggiola.
Il cartellone è fra i migliori dell’estate italiana, l'annullamento della data inziale - il 2 agosto - con Sergio Cammariere, per problemi di salute. Il 7 suonano Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, poi il 9 arriva Stefano Bollani al piano e il 12 chiude il clamoroso Gnu Quartet.

Che dice di tutto ciò Roberto, mi mestre de gay saber? «Che, dopo i 2 milioni di euro per i Genesis a Roma è ora di finirla. Da qualche anno, parlando con gli amministratori di Dolceacqua, avverto che non si può acconsentire a ogni richiesta delle produzioni: specie per una rassegna che, pur essendo ormai da tempo nel circuito nazionale dei grandi eventi, è organizzata da un Comune di 1800 abitanti. Se Pino Daniele costa 60mila euro a Roma, a Dolceacqua ne chiederà 20mila, non ci sono storie. L’anno scorso, pur avendo ottenuto da Ivano Fossati un prezzo di 30mila euro più Iva, alla fine se ne è spesi 46mila: perché i costi extra – facchinaggio, catering, elettricità, collaudo palchi e tutto – sono cresciuti in modo non più sostenibile».

Allora si taglia tutto, maestro? «No, si danno indicazioni, a partire da Dolceacqua per arrivare al Tenco di quest’anno. Nel quarantennale della morte, per la prima volta la Rassegna omaggia il cantautore eponimo. Ci saranno circa 30 artisti – 10 a sera – e, salvo un paio d’eccezioni, tutti suoneranno con organici ridotti al minimo. Ognuno canterà un pezzo di Tenco e un altro a sua scelta».
Minimalismo a tutti i costi? «No, scelta in linea con lo spirito della Rassegna». Domanda cretina, risposta impeccabile. Quali, alla fine, i 3 dischi del 2007 per el capitàn Roberto Obdulio? «Piano solo, di Stefano Bollani; Cuore a nudo, di Mauro Ermanno Giovanardi e Verges 2007, il triplo live del grandissimo Lluís Llach.

4 concerti da non mancare, un wine bar e ristoranti spettacolo: la buena vida è a Ponente, amici miei e non de la ventura!

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