Concerti Imperia Lunedì 7 marzo 2005

Perché Sanremo è Sanremo!

Igor, Pepi, Toto e i ragazzi del Festivàl. Non è il nuovo-vecchio film di Pedro Almodòvar, ma la sintesi del 55esimo Festivàl di Sanremo, così come lo si è visto per metà dalla sala stampa, per l’altra metà girando di manifestazione collaterale in manifestazione collaterale, per l’altra metà in giro per locali non collaterali, ma dove si mangia bene uguale.

Tutti sanno che ha vinto Francesco Renga, già nei Timoria, che il vostro cronista provinciale prediletto (cioè io) vide a Milano, in una gelida edizione di Rock Targato Italia, gennaio 1989. Il vincitore morale (classico titolo che non vuol dire niente, ma insomma) è stato Toto. Toto Cutugno (www.bglinks.com/totocutugno/it : questo è il suo fan club in lingua spagnola), l’uomo che conobbe Ray Charles e adesso, siccome è amico suo, vorrebbe fare un duetto con Céline Dion. A Sanremo si è accontentato di Annalisa Minetti (qui il suo fan club italiano: www.annalisaminetti.it ), già vincitrice nel ’98 e qui buona spalla di quel gigante buono del Toto. La loro canzone è piaciuta agli orchestrali della Sinfonica di Sanremo (qui il loro sito: ), che erano buona parte dell’orchestra del Festivàl.

È piaciuto pure al vostro reporter da Sanremo (cioè ancora io), perché mica dal Festivàl uno vuole pezzi con dentro i quarti di tono e le scale esatoniche. No, vogliamo canzoni orecchiabili, e non ci importa niente se assomigliano a canzoni già sentite – perché sia così lo spiega il mio amico Michele Bovi (il suo ultimo libro è , Milano, Auditorium, 2004, pagg. 256, 12,50 euro). Questo libro è stato presentato nella collaterale più coraggiosa del Festivàl, cioè il Festivàl del Libro Musicale, presentato da Enrico De Angelis (chi non ha letto il è squalificato fino a data da destinarsi). Queste collaterali sono state la vera novità del Festivàl 2005. Cioè, non è che proprio a tutti debbano per forza piacere le canzoni in gara e in ogni caso le canzoni si ascoltano 3-4 ore (troppe, santa la polenta: Paolo Bonolis [qui la sua biografia autorizzata: )] ma 2 ore di musica sono tante, anche si suonasse soltanto Bach).

Allora Pepi Morgia (a Genova lo conoscete bene, ma qui una sua biografia in inglese: ) e l’assessore al Turismo Igor Varnero – che è più giovane di me, beato lui! - si sono inventati che Sanremo dev’essere sul serio la Città della Musica. Lo è stata.
Per una settimana, non c’era vicolo della Pigna o slargo sul Porto vecchio che non risuonasse di note più o meno famose. In centro, non parliamone nemmeno. Un successone, gente come non se ne vedeva dagli immortali Festivàl di Aragozzini, colazioni e cene a ufo, sbafo e scrocco – ma legali e legittime, eh – che New Orleans ci fa un baffo, a noialtri.

Date retta al cronista armeno: l’anno venturo, fàtevi una settimana di ferie nel periodo del Festivàl. Costa meno che a Montreux o a Cannes, quando c’è il Midem, ma ci si diverte assai di più e poi, peraltro, ci sono io, che magari presento quei 2-3 libri al Festival del Libro Musicale 2006.

Giovanni Choukhadarian


Nella foto: Francesco Renga

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