Concerti Imperia Venerdì 31 dicembre 2004

I concerti di Natale del ponente

Lenta e rosata sale su dal mare / la sera del Ponente / perdizione di cuori amanti / e di concerti con buffet. Se la buonanima di Vincenzo Cardarelli fosse ancora qui e, barricato nel suo cappottone, bazzicasse i baretti di Sanremo, cambierebbe così i versi della sua celebre poesiola. Nei giorni che antecedono Natale (il predicato verbale è un omaggio al preside e presentatore Antonio Silva, lector optimum del cronista domiciliato a Ponente), Sanremo si trasforma e diventa Vienna, New Orleans, Copacabana. Ogni angolo è buono per suonare, suonicchiare o strimpellare: dal solettone di piazza Colombo al cinema-teatro Centrale al Casinò – no, il Casinò no, perché è in restauro perenne.

Per dire: a Taggia, quarto comune della Provincia di Imperia – che è meno popolata del Testaccio, ma fa provincia uguale – due lunedì fa, la banda cittadina Pasquale Anfossi, stipata in uno stipatissimo oratorio della SS. Trinità, ha suonato un vero e proprio concerto di Natale, genere Musikverein il Primo dell’Anno. Non dirigeva, per fortuna, il vècchio Lorin Maazel, ma il giovane e altissimo m.o Gianni Gilli, 39 anni, clarinettista dell’importante Sinfonica di Sanremo e anche, per la banda di Taggia, maestro colto e paziente. Oh, da non credersi: la Tritsch Tratsch polka di Strauss jr. con la parte solista affidata al bombardino (non è un pesce piccolino: è uno strumento buffo, suvvia), e la marcia di Radetsky e l’Emperorwaltz e persino “Merry Xmas (war is over)”, la non splendidissima canzone di John Lennon che, al buio e al freddo del barocco taggese, sembrava scritta da George and Ira Gershwin. Alla fine, applausi su applausi e distribuzione copiosa di pandoro, panettone, vin brulé, cioccolata calda, volantini di partito per le elezioni regionali e comunali ormai imminenti (no, questi per la verità se li è inventati il malizioso, sempre più sottopagato cronista del terzo più venduto giornale italiano).

Domenica sera, la sera dello tsunami nel Sud-Est asiatico, la chiesetta di Santo Stefano a Sanremo, vicino allo stabile che ospitò il liceo di Calvino, Scalfari, la mia prof di lettere del ginnasio e mia madre, in contemporanea con gli ennesimi gospel singers a Taggia, un concertino di assoluto pregio. La corale semiprofessionistica Don Bosco di Vallecrosia ha cantato celebri arie natalizie e 3 magnifiche composizioni di Roberto Hazon, compositore milano-sanremese che, quando non è in Giappone o negli States per la rappresentazione delle sue opere, anima la vita musicale del luogo. Proprio col m.o Hazon ho anche visto una spettacolare cantante, , l’unica soprano al mondo che, se smettesse di cantare, potrebbe fare la modella per Gucci. Unmetroeottanta senza tacchi – ma in scena va tranquilla col tacco 5, almeno – ha interpretato la “Tarantella napoletana” di Rossini che sembrava uscita dal Vomero: solo che lei, e l’ottimo Ivan, suo fratello e accompagnatore al piano, è di Savigliano (Cn).

In questi due ultimi concerti, non c’è stato buffet. Al primo perché, poche ore prima, i tigì avevan raccontato dello tsunami nel sudest asiatico. Al secondo, non si sa: era organizzato dall’Ariston, un minimo di pasticcini, per i volenterosi che si muovono alle 4:30pm e ascoltano Chopin Rachmaninov e Schubert coreografati dalla compagnia Ariston Proballet ci sarebbero stati.
Stasera, per San Silvestro, Sanremo festeggia col “Tripudio di fuoco” (giocolieri e artificieri, qualcosa così: dev’essere spettacolare), Mauro Pagani che canta Creuza de mà e il redivivo Alberto Fortis, nientedimeno. Ci sarà un minuto di silenzio, a mezzanotte, per ricordare l’apocalissi recentissima: ma per il resto, allegria. Questo pessimo 2004 è finito, amici, il 2005 sarà meglio di sicuro.

Giovanni Choukhadarian

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