Weekend Imperia Giovedì 1 luglio 2004

I sentieri delle streghe

Genova - Ho conosciuto questi ragazzi e le loro splendide montagne due anni fa in una bellissima giornata di novembre. Ora sono tornato, per vedere cosa era cambiato e ripetere la bella esperienza. La staff è lo stesso degli anni passati, così come la natura e lo spirito. I percorsi però sono cambiati, ancora più numerosi e curati. Siamo vicino a Triora, nella famosa Valle Argentina, quella delle streghe in età medioevale. Le montagne circostanti sono verdissime e poco abitate, un susseguirsi di creste verdi, non troppo scoscese, ricoperte di castagni, carpini, querce e più in alto abeti.

Qui un gruppo di amici di Sanremo, innamorati della mountain bike e della vita all’aria aperta, ha cominciato, ormai diversi anni fa, a pulire e fare manutenzione sui sentieri. Percorsi stretti, spesso lunghissimi e in lieve pendenza, a volte ripidi e rocciosi, che dalle montagne scendono fino a valle. Lo scenario ha attirato da subito tanti appassionati, non solo per compiere grandi scalate, lunghi anelli (e dislivelli) tra i boschi, ma anche per lanciarsi giù dai monti in velocità. Adesso Peo, Cristina e gli altri soci di Argentina Bike - questo il nome dell’Associazione che li rappresenta - si dedicano soprattutto a quest’ultima attività, le escursioni freeride: nei fine settimana (o anche negli altri giorni, se vi prenotate) portano piloti e bici in vetta (fino a quindici persone!) con paio di furgoni e poi li guidano lungo i sentieri fino a valle.
I percorsi e la formula della navetta, già adottata anche a Finale Ligure, è piaciuta tantissimo, ed ora diversi campioni italiani e francesi di discesa (downhill) vengono ad allenarsi qui. Anche il comune di Triora ha saputo dare una mano al gruppo con strutture e finanziamenti. Infatti, oltre a portare turisti nei piccoli borghi della valle, il gruppo tiene puliti i sentieri ed i boschi della zona. A volte sembra quasi che passino con la lucidatrice: niente vegetazione sporgente, rovi, rami caduti. Hanno addirittura posizionato assi di sostegno nei punti a rischio, costruito pittoreschi ponticelli in legno, piantato avvisi di pericolo nei passaggi tecnici, oltre ad aver preparato al meglio i sentieri con curve in parabolica, salti e spondine. Le discese, che pure comprendono anche diversi strappi in salita e in falsopiano, sono davvero lunghe e adatte a tutti i gusti. Ci sono i sentieri da capre sulle pietre come pure le “piste da bob” in terra compatta in lieve pendenza tra alberi secolari.

Cosa vi serve per provare? Una bici robusta, da freeride, un po’ di tecnica e allenamento. E poi le protezioni: casco, guanti e ginocchiere, sono indispensabili. Meglio se avete anche qualcosa in più come le corazze “da robottino” (vedi foto sotto), perché tanto, su 80 km di sentieri fatti a rotta di collo, è abbastanza facile cadere. Non pensiate che siano tutti campioni: i gruppi portati a spasso sono molto eterogenei. A volte ci sono dei professionisti, che aprono la fila e si allenano per conto proprio, ma la stragrande maggioranza è gente che viene qui per divertirsi, spesso anche dalla Francia, senza alcun spirito agonistico.
Quanto costa? Circa 35 Euro tutto compreso dall’alba al tramonto, con risalite, servizio guida, spogliatoi, docce e convenzioni con alberghi e ristoranti della zona. Tenete a mente che ci escono 5-6 discese in una giornata standard. Farne di più comincia a diventare difficile anche se siete allenati. A prendere scossoni e mazzate per una giornata interna ci si stanca quasi come in salita.
Per contattarli fate un passo sul loro sito web www.argentinabike.com

A Triora si arriva dalla Genova-Ventimiglia, uscendo ad Arma di Taggia per poi salire verso l’interno, direzione Triora. Il luogo di ritrovo classico è il campetto di Molini di Triora.

Foto sopra – Scenario autunnale sui monti di Triora all’epoca della prima visita.
Foto sotto – Pronti a muoversi in assetto da discesa

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Oggi al cinema a Genova

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