Obey: Make Art no War, lo street artist di Hope in mostra - Genova

Obey: Make Art no War, lo street artist di Hope in mostra - Palazzo Ducale - Genova

03/03/2020

Fino a domenica 1 novembre 2020

Hope © Obey

CalendarioDate, orari e biglietti

Genova - Prosegue il filone della street art nelle sale espositive di Palazzo Ducale a Genova. Dopo il progetto espositivo dedicato a progetto dedicato a Banksy, un nuovo street artist è ospite del Sottoporticato. Arriva anche a Genova (e in anticipo rispetto alle prime tempistiche annunciate), la mostra per il trentennale dell’inizio dell’attività di Shepard Fairey, meglio conosciuto come Obey: Make Art no War. Appuntamento dal 4 luglio 2020 e fino all'1 novembre 2020 (qui è possibile acquistare i biglietti online della mostra Obey Fidelity). Ora i dettagli sul percorso espositivo al Ducale.

Genova - Grandi opere e piccole serigrafie, che sfruttano il lessico tipico della cultura mainstream per comunicare messaggi dissonanti, ironici, spiazzanti, tutti di straordinaria efficacia, in grado di stimolare riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori al di sopra delle leggi. Il percorso espositivo, a cura di Gianluca Marziani. si articola attraverso quattro temi fondamentali nell'arte di Obey: DonnaAmbientePace Cultura.

Genova - L’esposizione Obey fidelity. The art of Shepard Fairey è l'occasione per conoscere a 360 gradi il lavoro di questo artista, la cui fama a livello mondiale è legata alla realizzazione del manifesto con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama, dal titolo Hope, divenuto nel 2008 l’icona della campagna elettorale del futuro presidente degli Stati Uniti. Sempre alla stessa campagna elettorale risalgono gli altri manifesti gemelli di Hope, con le scritte ChangeVote; Per questa stampa, ad oggi nella collezione permanente della National Gallery di Washington, Obey ha ricevuto l'apprezzamento dello stesso Barak Obama.

Difficile inquadrare attraverso un'unica etichetta l'opera di Obey; l'artista si serve infatti di un melting pot espressivo capace di oscillare fra l'arte più istituzionale e quella popolare, fra una street art canonica come espressione estetica e di dissenso e la riproduzione seriale delle immagini tipica di un sistema industriale. Obey attinge inoltre a piene mani ai media e ai linguaggi espressivi della propaganda - con precisi riferimenti alle grafiche di Rodčenko e ai manifesti elettorali in uso nel continente sudamericano - e della pubblicità di massa, risemantizzandone i significanti. A colorare ulteriormente la contaminazione nell'opera di Obey anche rimandi e prestiti da cover di album musicali, dalla cultura dello skateboard, dalla grafica di poster cinematografici e locandine di spettacolo e così via. Il risultato è un'estetica immediatamente riconoscibile, che produce simboli politici facilmente identificabili, condivisibili e replicabili.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 23/09/2020 alle ore 10:25.

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