Il monumento a Hermann Bauer di Leonardo Bistolfi, con Caterina Olcese Spingardi - Palazzo Ducale - Genova

Grandi Incontri

23/05/2019

Giovedì 30 maggio 2019

Ore 21:00

TERMINATO

Genova - Il monumento a Hermann Bauer di Leonardo Bistolfi: un capolavoro del Liberty è l'incontro in programma con Caterina Olcese Spingardi, nella serata di giovedì 30 maggio 2019, alle ore 21, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. L'incontro rientra nella rassegna Superba bellezza, le meraviglie artistiche di Genova, a cura di Piero Boccardo.

Genova - Il 24 novembre 1901, a soli venticinque anni, moriva a Genova Hermann Bauer. Figlio di un imprenditore svizzero nel campo del carbone, Hermann è figura di spicco del nostro calcio agli albori: eletto nel 1897 presidente del Genoa Cricket and Football Club, l’anno seguente, quando la squadra vinse il primo campionato nazionale, fu tra i promotori della Federazione Italiana Football. Alla stessa élite di stranieri e rampolli dell’aristocrazia e alta borghesia genovesi, cui si deve l’introduzione di molti sport di origine britannica, appartenevano anche i figli di Sebastiano Bocciardo, fondatore dell’omonima conceria; tra essi, Giovanni giocò nel Genoa ed Emilio fu uno dei primi presidenti del Tennis Club.

Genova - Proprio Emilio Bocciardo, cognato di Hermann, si occupò del monumento, collocato nel 1904 a Staglieno, dallo scultore Leonardo Bistolfi, allora definito poeta della morte, in un’epoca in cui la borghesia assegnava ai cimiteri una celebrazione vistosa della propria immagine. Esponente di un simbolismo inedito e di una spiritualità moderna e laica, Bistolfi affrontava in modo non disperato, né macabro, il tema della morte, fase di ritorno alla natura, in un eterno ciclo di rinnovamento della vita, dal perire al nascere, dal dolore alla Resurrezione (questo il titolo della scultura).

Protagoniste dell’opera sono tre fanciulle: non dolenti superstiti, né angeli, circondano e proteggono il giovane Hermann, che vi appare dormiente; una gli pone sulla fronte il bacio del risveglio, grazie al quale tornerà a vivere. Immerse in una natura floreale, sia scolpita che reale, le figure, pervase di malinconia e sottile sensualità, appaiono come generate dall’ambiente circostante; prevalgono la grazia della gestualità e linee ondulate e fluenti, quasi ritmiche, tipiche del linguaggio liberty. Presentata da Bistolfi alla Biennale veneziana del 1905, la scultura fu accolta con favore. Preludio a un intensificarsi delle sue relazioni con la Liguria - notevoli i successivi monumenti garibaldini di Sanremo e Savona – lo avrebbe ancora ispirato, fornendo spunti ad altri artisti, a Genova e non solo.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 18/06/2019 alle ore 05:00.

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