Giorgio de Chirico. Il volto della Metafisica, 100 opere in mostra al Ducale - Appartamento del Doge - Genova

28/01/2019

Fino a domenica 7 luglio 2019

Giorgio de Chirico, Piazza d'Italia (Souvenir d'Italie), 1924-25

Genova - Dal 30 marzo al 7 luglio 2019, le sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale di Genova accolgono l’esposizione Giorgio de Chirico. Il volto della Metafisica, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. La mostra, visitabile dal martedì alla domenica ore 10-19.30 (apertura speciale lunedì 22 aprile ore 10-19.30) e curata da Victoria Noel-Johnson, presenta circa 100 opere, realizzate dal Pictor Optimus nell’arco della sua carriera, provenienti da importanti istituzioni e musei, come la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico (Roma), la Galleria Nazionale d'Arte Moderna (Roma), il MART (Rovereto), la Galleria d'Arte Moderna (Palazzo Pitti, Firenze), la Fondazione Museo Alberto Sordi (Roma), il Museo Bilotti (Roma), la Casa-museo Boschi Di Stefano (Milano), il Museo Luigi Bellini (Firenze), il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi (Belluno), nonché da prestigiose collezioni private.

Genova - La rassegna, che porta de Chirico a Genova dopo 25 anni, propone una revisione critica della complessa attività di Giogio de Chirico, a cento anni dalla decisione (1919) del Maestro di prendere una diversa direzione dalla pittura Metafisica (1910-1918) a favore di stili e tecniche ispirati al Classicismo e ai grandi maestri del passato. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, la mostra evidenzia non un distacco, ma un’evoluzione sempre più sofisticata. “Come i frutti autunnali - spiega lo stesso de Chirico alle fine del 1918 - siamo ormai maturi per la nuova metafisica […]. Siamo esploratori pronti per altre partenze”.

Genova - La rassegna si apre con una selezione di lavori che introduce il tema del viaggio e del ritorno, metafora per la scoperta della metafisica “multidimensionale” secondo la lettura di de Chirico. Sono esposte opere che dialogano anche con la teoria nietzschiana dell’eterno ritorno, come L’ebreo errante (1917), Ulisse (Autoritratto) del 1922, Ritorno di Ulisse (1968), Il figliuol prodigo del 1974 e del 1975. Lo spettatore entra poi nel mondo degli esterni metafisici, uno dei temi più riconoscibili della sua arte, come i panorami urbani (le piazze d’Italia, le torri), e i bagni misteriosi, qui raccontati attraverso le illustrazioni realizzate per Mythologie di Jean Cocteau del 1934.

Sono quindi esplorate le figure che frequentemente popolano le sue opere, dagli anni dieci agli anni settanta, quali i trovatori-manichini, i personaggi mitologici come Diana, Mercurio, Ettore ed Andromaca, le muse inquietanti e gli archeologi. A queste si aggiungono i disegni illustrativi per il libro di Massimo Bontempelli Siepe a nordovest (1922). A Genova, sono anche in mostra i diversi approcci sul tema degli interni metafisici che risalgono al suo soggiorno ferrarese durante la prima guerra mondiale e che furono oggetto di un successivo sviluppo; tra questi, quadri e disegni con un assortimento di costruzioni architettoniche e geometriche, frammenti di antichità, templi, quadri e altri oggetti inaspettati.

Questa mostra dedicata a de Chirico prosegue con l’analisi del tema della natura metafisica, con nature morte o vite silenti (come de Chirico preferì definirle a partire dal 1942), come Il dolce siciliano (1919), Mandarini su un ramo (1922-23), Natura morta (1930) e Corazze con cavaliere (natura morta ariostea) del 1940, nonché una selezione di cavalli in riva al mare ed i paesaggi neobarocchi. La mostra si chiude con la sezione La metafisica incontra la tradizione con vari ritratti figurativi che contengono chiari riferimenti alla ritrattistica quattrocentesca e cinquecentesca - quale Ritratto della madre (1911) e La signora Gartzen (1913) - ma anche autoritratti di de Chirico in abiti del Seicento ispirati alle opere di Rubens e Velázquez. Sono inoltre presenti copie e libere interpretazioni di opere dei grandi maestri quali Dürer, Watteau, Courbet e Renoir, e di grandi artisti italiani: La gravida da Raffaello (1920) e Testa di fanciulla da Perugino (1921).

Accompagna la mostra un catalogo Skira, con testi della curatrice, di Simona Bartolena, Fabio Benzi, Daniela Ferrari e Ara H. Merjian. Costo dei biglietti: intero 12 euro; ridotto 10 euro; scuole e bambini dai 6 ai 14 anni 4 euro. Info: 010 8171665 (dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18), e-mail; info e prenotazioni scuole 010 8171604; Info e prenotazioni gruppi: 02 36638600.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 20/06/2019 alle ore 07:08.

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