La Sportiva Sturla non si arrende: riapre la vasca grande dopo la mareggiata

16/11/2018

Domenica 6 gennaio 2019

Genova - Sono passati solo 16 giorni da quel 29 ottobre in cui la forza bruta del mare ha, in poche ore, gravemente ferito la Sportiva Sturla di Genova. In poche ore, la piscina piccola è praticamente scomparsa, e la piscina grande ha subito danni enormi così come gli spogliatoi. Dopo la grande paura, la tristezza e la sconsolazione, grazie al supporto, al calore di tanta gente che vuole bene alla Sportiva Sturla, la dirigenza ha deciso di ripartire anche se i dubbi sono stati tantissimi in questi giorni. La Sportiva Sturla non può riaprire in tempi brevi la piscina piccola, ma riapre la vasca grande. «E ora abbiamo anche una data che speriamo di rispettare: domencia 6 gennaio 2019 si riapre, e lo faremo con una grande festa! Entro domenica 18 Novembre informeremo i soci per l’organizzazione dei recuperi dei corsi e la gestione degli abbonamenti». Per donare e contribuire alla rinascita della Sportiva Sturla: c/c Sportiva Sturla - IBAN: IT40E0603001488000064035682 - CARISPEZIA (CREDITE AGRICOLE).

Genova - «Perché ne vale la pena continuare a curare un ferito che appena prova ad vedere soltanto la strada della guarigione una nuova sferzata lo riporta più indietro di dove era partito? Ne vale la pena investire soldi, indebitarsi per qualcosa che non è nostro?», sono queste le domande poste dai dirigenti.

Genova - Poi però negli occhi, nel giorno del disastro, le facce piangenti dei più cari collaboratori, il magone del Presidente Giorgio Conte che camminava avanti e indietro senza parlare tra le macerie delle  piscine in un silenzio surreale, rotto solo dal continuo alto vociare del mare che ancora ruggiva impetuoso. «Abbiamo nel cuore i numerosissimi attestati di solidarietà da tutto il mondo sportivo e non solo quello, le proposte ed iniziative che spontaneamente sono nate per sostenere la Sportiva Sturla. Abbiamo apprezzato la nostra utenza, che nella quasi totalità, pur avendo già pagato i corsi ha aspettato in silenzio e con grande rispetto le nostre decisioni. Ebbene tutto questo ci ha fatto dire: dobbiamo provarci comunque”.

Si tratta di un provarci, senza fare un salto nel buio ma fatto con grande razionalità e responsabilità. «Cercheremo finanziamenti che onoreremo come sempre abbiamo fatto con la serietà che ha contraddistinto il nostro operato fino ad ora. Andremo a bussare alle porte delle istituzioni perché non si devono e possono dimenticare di noi…anche perché siamo in casa loro e come noi dobbiamo rispettare le regole del buon inquilino anche loro devono rispettare i compiti del padrone di casa e finché non verranno fatte serie opere di protezione della struttura ed a mare (moli, barriere e consistenti ripascimenti) costruzioni  come la nostra non possono reggere a lungo alla sempre maggior frequenza e violenza degli eventi atmosferici. Ma siamo sicuri che questa volta non ci lasceranno soli».

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