Achille Funi e Mimì Quilici Buzzacchi. Da Ferrara alla Libia: mostra - Wolfsoniana - Genova

23/10/2018

Fino a domenica 24 marzo 2019

Genova - Sabato 27 ottobre 2018, alle ore 17.30, si tiene alla Wolfsoniana - Musei di Nervi (via Serra Gropallo 4) l'inaugurazione della mostra Achille Funi e Mimì Quilici Buzzacchi. Da Ferrara alla Libia. Curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone e realizzata in collaborazione con l’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi di Roma, la mostra presenta le opere di due artisti che, uniti da un profondo rapporto umano e professionale, consolidato alla fine degli anni trenta dalla comune partecipazione al programma di opere pubbliche in Libia, condivisero anche il legame con Ferrara. La mostra è vivitabile fino a domenica 24 marzo 2019. Per ulteriori info, telefonare al numero 010 3231329.

Genova - Di Funi la mostra presenta un corpus di disegni realizzati negli anni del primo conflitto mondiale, quando l’artista - partito per il fronte nel 1915 con il Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti insieme a Marinetti, Boccioni, Sant’Elia, Sironi e Bucci, e nominato l’anno seguente ufficiale nel corpo dei bersaglieri - fu distaccato, in un periodo di frequenti spostamenti, a Caposile, Grave di Papadopopoli e Pesaro. I disegni, esposti un’unica volta a Milano nel marzo del 1997, sono rimasti a lungo nella residenza pesarese della famiglia degli attuali proprietari, cui l’artista stesso li aveva donati. Le opere, nel complesso, rivelano quel cambiamento espressivo che portò Funi a passare da un linguaggio di matrice futurista a forme nitide e precise che di lì a poco connoteranno l’estetica del gruppo di Novecento. Sono caratterizzati da un segno grafico duro e da una nuova impostazione espressiva, influenzata dalla coeva svolta primitivista di Carla Carrà, ma ancor più dalle solide volumetrie di Paul Cézanne.

Genova - Di Mimì Quilici Buzzacchi si propongono le incisioni raccolte nella cartella Italia Antica e Nuova, pubblicata nel 1939 con prefazione di Ugo Ojetti, in cui l’asciuttezza e il rigore compositivo si fondono con squarci prospettici dinamici in una generale atmosfera misteriosa, rivelando come l’artista avesse correttamente recepito le suggestioni metafisiche di Giorgio de Chirico e le tensioni dell’aeropittura futurista. In mostra sono testimoniati, grazie anche al materiale documentario proveniente dall’archivio dell’artista, i suoi interventi decorativi in Libia, mentre alcuni dipinti di soggetto coloniale, esposti nel 1939 alla Galleria Genova nel capoluogo ligure, restituiscono le impressioni del suo primo soggiorno in Libia nel 1936.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 20/11/2018 alle ore 22:51.

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